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Unione Inquilini

Il Segretario Nazionale

Roma, Via Cavour 101, tel. 06 4745711 - fax 06 4882374

Roma - Firenze, 13 gennaio 2003.

Sarò a Firenze all'inaugurazione dell'anno giudiziaria con questa lettera aperta.

Ai magistrati di Firenze

 

Sabato prossimo molti magistrati, suppongo i più, si presenteranno alle inaugurazioni dell'anno giudiziario impugnando la Costituzione Italiana.

Esponenti dell'Unione Inquilini si uniranno a tali manifestazioni apprezzando l'iniziativa dell'ANM in difesa della Costituzione. Ritengo che questo scenario si riprodurrà anche a Firenze.

Qui però - lo devo dire con franchezza ed amarezza - c'è qualcosa che non va.

Qui nel decidere sui rapporti di locazione, sull'intreccio dei diritti soggettivi, la Costituzione c'entra poco.

Vale - dalla lettura di numerose sentenze - non il diritto nella sua evoluzione storica, ma il secco riferimento al diritto di proprietà nell'accezione antica: a quell' "uti et abuti" superato da tutte le Costituzioni del secondo dopoguerra.

Non solo; dal Tribunale Civile di Firenze (recependo sempre le richieste degli avvocati della Confedilizia) sono state emesse le ordinanze di rinvio alla Corte Costituzionale affinché pronunciasse l'illegittimità costituzionale di una serie di norme: quelle che avevano istituito le Commissioni Prefettizie per la graduazione degli sfratti, che subordinavano il diritto a sfrattare al pagamento delle tasse sui canoni percepiti,  che limitavano il risarcimento del danno per la ritardata consegna dell'immobile disdettato ad una canone aumentato del 20%; ed ora quella che richiede la pronuncia della Corte nei confronti della sospensione degli sfratti per categorie di cittadini particolarmente "sfortunati", ultrasessantacinquenni e/o portatori di gravi handicap e con redditi da sopravvivenza.

Nello stesso tempo - nonostante decine di istanze presentate ai legali dell'Unione Inquilini -  nessun magistrato ha ritenuto non manifestamente infondata e dunque meritevole di rinvio alla Corte Costituzionale - l'eccezione di incostituzionalità nei confronti dell'istituto della finita locazione. Per questo facemmo anche uno sciopero della fame.

Ed ancora, la stessa Procura Generale della Repubblica, ha ritenuto non rilevanti per le stesse connessioni con l'andamento delle esecuzioni degli sfratti, le denunce dell'Unione Inquilini di gravi inadempienze da parte degli Enti Locali del comprensorio fiorentino, nel non uso delle risorse finanziarie per la realizzazioni di ingenti stock di alloggi pubblici.

Come dire, non solo non si sono prodotte delle sentenze che difendessero il diritto alla casa, almeno alla pari del diritto di proprietà, ma si è bloccata ogni iniziativa legale atta a stimolare in tal senso la pubblica amministrazione e lo Stato.

Che altro dire? 

Vorrei capire che senso hanno questi indirizzi, perché ormai di questo si tratta, con i contenuti degli articoli 2, 3, 10, 29, 32, 41, 42 della Costituzione

Questa lettera aperta sarà distribuita davanti all'aula bunker, per riaprire un confronto con tutti i magistrati che deve essere anche culturale, nel senso più alto del termine; ritengo infatti che l'autonomia e l'indipendenza della magistratura sia un valore irrinunciabile ma che ci sia un "padrone" a cui tutti - anche i magistrati - dobbiamo sottomettersi ed è la Costituzione Italiana, con le sue gerarchie interne, con le sue linee guida, con i suoi valori civici. Distinti saluti.

 

Vincenzo Simoni

Segretario Nazionale

dell'Unione Inquilini


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