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DICHIARAZIONE CONGIUNTA FINALE COMUNE DI ROMA E MISSIONE UN-AGFE

DICHIARAZIONE CONGIUNTA FINALE COMUNE DI ROMA E MISSIONE UN-AGFE

 

Il comune di Roma e i rappresentanti di UN-AGFE a conclusione della visita svoltasi nei giorni 16-19 febbraio 2005 considerano di grande interesse il lavoro di confronto, indagine, valutazione del disagio abitativo nella città.

 

La missione UN-AGFE ha incontrato associazioni ed istituzioni recependo osservazioni, proposte, indicazioni, impegni.

 

Tra questi Emmaus Roma, Casa dei Diritti Sociali-Focus, Caritas, Comunità S. Egidio, Unione Inquilini, Action, Conafi, comitati inquilini, cartolarizzati e sfrattati, migranti (Rom, ecc.), rifugiati.

 

La missione ha incontrato la Prefettura e, con la Consulta casa dell’ANCI, le organizzazioni sindacali invitate dalla stessa Anci.

 

Il quadro della situazione che si presenta è caratterizzato da un numero allarmante di famiglie con sfratto esecutivo o da eseguire, tra le quali si evidenziano quote consistenti di anziani e disabili, di famiglie senza fissa dimora o ricoverate in centri d’accoglienza, in coabitazione o in sovraffollamento, ancora presenti nei residences, con contributo mensile per situazione di grave disagio sociale, sfrattate, di migliaia di persone presenti in rifugi di emergenza.

 

Il numero degli sfratti, già elevato, appare in continua crescita soprattutto a causa del notevole aumento di quelli per morosità e in considerazione dei futuri effetti delle inadeguate protezioni sociali dei provvedimenti di cartolarizzazione statali sul patrimonio pubblico residenziale.

Il 31 marzo scadrà il periodo di differimento degli sfratti in favore dei nuclei familiari socialmente più deboli e i fatti stanno dimostrando l’assoluta inadeguatezza del provvedimento legislativo del Governo, sbagliato nei contenuti, inefficace, con fondi inadeguati e caratterizzato da un palese tentativo di scaricare sui Comuni le gravi questioni sociali connesse.

 

Si è riconosciuto che le cause di tale situazione sono da addebitare all’effetto combinato della crescita esponenziale dei valori immobiliari e conseguentemente degli affitti, della progressiva scomparsa delle case degli enti previdenziali destinati all’affitto per effetto delle cartolarizzazioni e delle dismissioni di grandi proprietà immobiliari (assicurative, ecc.), dell’assenza di qualsiasi forma di sostegno economico del sistema istituzionale nazionale e comunitario che accompagni i flussi immigratori, del progressivo abbandono di una politica abitativa nazionale.

 

Questo quadro della situazione dell’emergenza abitativa romana ha comunque elementi comuni a molte altre città italiane ed europee.

 

Si è convenuto che occorrono interventi strutturali di ampio respiro utili ad incrementare l’offerta di alloggi per quel segmento di domanda povera che ha assoluto bisogno di un massiccio sostegno pubblico, e per rendere disponibili alloggi in locazione per i redditi medi e medio-bassi.

 

Si è ritenuto inaccettabile il taglio dei buoni casa che svolgono per migliaia di famiglie un importante ruolo di supporto per trovare e sostenere i costi della locazione.

 

Si è riconosciuto la correttezza dell’indirizzo politico-amministrativo dell’amministrazione comunale che sta impegnando notevoli risorse proprie per attuare una politica diversificata d’intervento rivolta ai diversi segmenti della domanda ed in particolare per aumentare la disponibilità di alloggi di edilizia da destinare all’affitto a condizioni di edilizia sociale e ad affitto a canoni concordati/sociali/convenzionati.

 

Si è preso atto che il consigli comunale di Roma sta discutendo con un metodo ampiamente partecipativo un importante provvedimento deliberativo di indirizzo all’interno del quale si individuano gli elementi caratterizzanti l’emergenza abitativa romana e gli atti amministrativi per affrontarla.

 

Si è convenuto sulla necessità di far crescere la consapevolezza generale a livello nazionale ed internazionale che la perdita dell’alloggio o il non disporne colpiscono alla radice lo stesso diritto alla vita e da questo discende l’obbligo di soccorso da parte delle istituzioni pubbliche e il dovere di solidarietà da parte di ognuno.

 

Si è ribadita l’importanza del Patto internazionale sui Diritti economici sociali e culturali ratificato dall’Italia che, all’art.11, stabilisce che « gli Stati riconoscono il diritto di ogni individuo ad un livello di vita adeguato per se e per la sua famiglia, che includa alimentazione, vestiario, ed alloggio adeguati, nonché al miglioramento continuo delle proprie condizioni di vita. Gli Stati parte prenderanno misure idonee ad assicurare l'attuazione di questo diritto ».

Si é convenuto sulla necessità di promuovere un « piano d’azione sfratti zero » basato sul diritto alla casa come diritto alla vita a livello locale, nazionale ed europeo.

 

Si è convenuto sulla proposta programmatica già contenuta nella delibera sulle politiche abitative nell’area romana adottata in giunta ed in discussione nel Consiglio comunale di dichiarare il comune di Roma « territorio libero dagli sfratti»

 

Si è convenuto sulla necessità di richiedere a livello comunitario l’istituzione di un fondo di assistenza domiciliare per accompagnare i flussi migratori internazionali.

 

Si è convenuto sulla necessità di realizzare d’intesa con l’Anci un confronto con i rappresentanti della Commissione e del Parlamento europeo per promuovere una nuova legislazione che si ponga l’obbiettivo della tutela dei diritti sociali con particolare riferimento al diritto alla casa e con l’individuazione di adeguati fondi strutturali a ciò finalizzati.

 

Infine si conviene di rinnovare l’invito alla missione UN-AGFE per un periodico monitoraggio della situazione abitativa; il comune di Roma sarà inoltre presente alle iniziative internazionali che la stessa missione potrà promuovere con la partecipazione delle città ad alta tensione abitativa.

 

La delegazione UN-AGFE apprezza l’impegno delle parti interessate ad individuare e dare soluzioni al disagio abitativo e si impegna a riportare i risultati della missione nella prossima riunione dell’UN-AGFE al fine di darvi un seguito concreto nel rispetto delle reciproche competenze ed autonomie.

 


Per l’Amministrazione comunale di Roma

 

Claudio Minnelli, assessore politiche abitative

Nicola Galloro, delegato sindaco emergenza abitativa

 

Per la missione UN-AGFE

 

Cesare Ottolini

Bernard Birsinger

Jackie Leavitt

Olivier Valentin


 


 

Roma, 19/2/05


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