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Casa, diritto alla vita, per chi

Casa, diritto alla vita, per chi?

Una ricognizione sulle posizioni di Prodi e Bertinotti e sui contenuti della Finanziaria di Tremonti/Berlusconi.

 

 

Nel programma di Romano Prodi in nessun passaggio si fa riferimento alla questione casa; nel suo appello, pur denso di contenuti umanistici e solidaristici, la questione, che si traduce in una “strozzatura” soffocante per milioni di persone, in una precondizione per il diritto al lavoro, alla salute, all’istruzione, per la stessa esistenza della famiglia, è rimossa.

Eppure al suo staff sono stati forniti corposi documenti, noi ci siamo incontrati con il suo portavoce, on. Santagata, la “Fabbrica del Programma” è stata coinvolta. Dunque una dimenticanza non giustificata. Sono pertanto da prendere in seria considerazione i preoccupati avvertimenti di Luigi Pallotta, segretario generale del Sunia, espressi al nostro congresso nazionale e ripetuti qualche mese dopo ad un incontro alla Festa Nazionale di Rifondazione, sulla influenza nel centro sinistra e in particolare nell’ex Ulivo del cosiddetto partito della rendita, trasversale agli schieramenti politici.

E’ una reticenza preoccupante – tanto più che Prodi dispone di un osservatorio, Nomisma, ben aggiornato sulle questioni della casa e dintorni.

Diversi accenti nel programma di Fausto Bertinotti, che trascriviamo.

Pag 13.“La precarietà e l’insicurezza investono milioni di famiglie che sono in affitto e che subiscono il ricatto dell’innalzamento speculativo degli affitti, senza più controllo pubblico, che vivono il dramma dello sfratto senza possibilità di alternativa al marciapiede e la carenza di alloggi a canone sociale, che fa dell’Italia il fanalino di coda dell’Unione Europea in materia di politica sociale”.

Pag. 14: “ Sulla casa l’obiettivo da perseguire consiste nell’eliminazione del libero mercato degli affitti e nell’incremento dell’offerta di alloggi a canone sociale. Elemento centrale di questo nuovo welfare devono essere i governi locali, le municipalità e lo strumento del bilancio partecipativo”.

Pag. 15. “ Manca ancora la percezione reale del livello di disperazione che tale condizione di impoverimento determina in vasta aree sociale (…). Un solo dato tra gli innumerevoli usciti in questi mesi: esclusi i mutui per l’acquisto di una casa e gli indebitamenti a breve (le carte di credito), negli ultimi due anni è ricorsa a prestiti da banche e finanziarie una famiglia su cinque”.

Pag. 20 sulle questioni fiscali: “ Far pagare tutti e introdurre un vero criterio di progressività può servire anche al riequilibrare i carichi fiscali. L’ICI ne è un esempio: è stato dimostrato che può essere abbattuta l’ICI sulla prima casa, fino alla sua eliminazione, attraverso una penalizzazione fiscale fortissima sulle case tenute sfitte e un’imposta progressiva a seconda del numero di alloggi posseduti”..

Andando verso la conclusione, nell’agenda delle priorità, sulla lotta alla precarietà a pag 22 si afferma la necessità di “interventi legislativi per uno stato sociale forte con politica sociale della casa, sanità, assistenza”.

Passiamo alla proposta di Finanziaria 2006 di Tremonti/Berlusconi. Dell’impegno della componente AN non c’è traccia. Ce ne eravamo accorti già dalle anticipazioni a mezzo stampa e ne avevamo chiesto conto allo staff del vice ministro Martinat. Forte imbarazzo, sensazione di aver perduto con l’uscita di Siniscalco un interlocutore; l“auspicio” che le proposte di sostegno all’affitto e le provvidenze fiscali rientrino in seguito. Ma i conti esposti non sono incoraggianti. La manovra di 20 miliardi approda al Senato con una dotazione per il capitolo “famiglie, solidarietà e sviluppo” di 1,14 miliardi per il 2006. Titola “Il Sole24Ore” di lunedì 3 ottobre 2005: “Famiglie, la dote scende…” Alemanno tenta una timida reazione:” Le risorse da destinare non derivino da misure una tantum, ma permanenti, in modo che siano misure strutturali”. Strutturale sarebbe senza dubbio l’introduzione delle detrazioni ai fini fiscali del canone di locazione, strutturale un adeguato fondo per il sostegno all’affitto. Ma di questo appunto non c’è traccia. Anzi, da quello che filtra e viene registrato dall’organo della Confindustria ben introdotto nelle stanze ministeriali, “ la strada maestra a questo punto sembra essere quella del bonus: misure una tantum, che peraltro potrebbero avere il pregio di una più certa visibilità in termini politico-elettorali”. Si accenna ad un bonus per l’acquisto dei libri di testo, ad una specie di una tantum sulla tredicesima dei pensionati con la minima, e cose simili. C’è poco da commentare: la scelta è chiara, la Finanziaria è rivolta ai molto ricchi. La carità per il precari della casa, del lavoro e via dicendo è pelosa, insultante, irrilevante. Ma non finisce qui. Per le Imposte nasce una nuova società, la “Riscossione Spa” che per tale incarico avrà nuovi poteri come quello pignorare direttamente il quinto dello stipendio, con una operazione a carico del datore di lavoro.

Qui ci fermiamo, andare oltre potrebbe avere un effetto troppo deprimente, che non è quello che ci proponiamo con la ricostruzione di queste diverse posizioni.

E’ vero però che siamo arrivati ad uno scontro acuto che si intreccia con i colpi di coda istituzionali (la proposta di una nuova legge elettorale), si inquina con profferte velenose ai sindacati di farli cointeressare con particolari fondi pensione integrativi allo scippo del TFR, e si aggrava per il repentino cambio di marcia di Montezemolo che sposa totalmente le posizioni di Tremonti. Tutto si tiene.

La nostra azione, il fare massa, l’appello a tutti i precari della casa, l’accumulo delle forze, l’allargamento del fronte, il collegamento con altri che resistono e lottano, con le parti politiche più avanzate – non ha alternativa che non sia l’avvilimento di milioni di famiglie, di persone sole, di giovani, in una palude fatta di miseria sociale regressiva.

C’è da darsi da fare, con coraggio e coscienza morale.

 

Vincenzo Simoni

Segretario Nazionale Unione Inquilini

Roma, 4 ottobre 2005.


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