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Segnaliamo alcuni articoli apparsi sul supplemento Affari e Finanza di «Repubblica» del 17/10 e sul «Venerdì» del 30/9

Comitati dei Cittadini – Firenze

 

(Ligresti, Domenici, Biagi....)

 

 

Segnaliamo due articoli apparsi sul «Venerdì» di «Repubblica» del 30/9 e sul supplemento «Affari e Finanza» del 17/10 dello stesso giornale.

 

Gli articoli si commentano da soli.

 

Ricordiamo che a Firenze Ligresti è coinvolto in due delle più grosse trasformazioni immobiliari della città, quella relativa al Piano di Castello (volumetrie per 1.800.000 mc circa) e quella relativa alla ex Manifattura Tabacchi.

 

Queste operazioni, da sole, potranno condizionare in peggio il futuro della città e della vita dei suoi abitanti.

 

Notiamo che l'articolo di Adriano Bonafede fa riferimento alle sole attività della Progestim, società totalmente controllata dalla FonSai e specializzata nella gestione immobiliare del gruppo.

 

L'affare Castello è invece gestito per intero dalla NIT srl, sempre controllata per intero da Ligresti, con la quale il Comune di Firenze nello scorso aprile ha firmato una convenzione per la realizzazione delle ingenti volumetrie previste dal Piano di Castello.

 

Nelle prossime settimane i Comitati dei Cittadini organizzeranno nella zona di Castello, Rifredi, Peretola, Sesto Fiorentino degli incontri pubblici per illustrare le previsioni urbanistiche ed edilizie della lottizzazione di Castello e per sollecitare proposte di modifica di tali previsioni da presentare alla discussione del Consiglio Comunale di Firenze.

 


AFFARI IN PIAZZA: IMMACOLATO LIGRESTI

di LUCA FAZZO

Sono lontani i tempi in cui in un consesso di gentiluomini si diffidava di chi non aveva la fedina penale pulita. Ma Salvatore Ligresti, evidentemente, conserva buon retaggio di quella mentalità. E anche se dei suoi trascorsi giudiziari ormai si parla poco o nulla, essere marchiato negli archivi dello Stato come il pregiudicato Ligresti non gli andava giù. Così è andato a scovare un articolo del codice penale che prevede che una fedina sporca possa tornare immacolata. È l´istituto della riabilitazione: basta che siano trascorsi tre anni dall´espiazione della pena – otto per i recidivi – e che il pregiudicato «abbia dato prove effettive e costanti di buona condotta». Il cavalier Ligresti ha dimostrato di poter vantare tutti i requisiti e ha presentato domanda al Tribunale di Sorveglianza di Milano. Ieri, dopo cospicua riflessione, i giudici – che in genere dispensano questo beneficio con parsimonia – hanno accolto la richiesta. Da oggi per Ligresti l´epoca sgradevole dei processi per abuso e corruzione appartiene al passato. Anzi: non è mai esistita.

 

VENERDÌ, 30 SETTEMBRE 2005

Pagina 49 - Economia


 

«La Repubblica» del 17 ottobre 2005, supplemento «Affari e Finanza»

 

Il grande rientro di Ligresti, da solo, nel mattone

ADRIANO BONAFEDE

L’appetito vien mangiando. Salvatore Ligresti, tornato alla grande nel mattone tramite la Progestim, il "braccio" immobiliare di FonSai, sta per riprendere anche l’attività di sviluppo in proprio, tramite alcune società direttamente controllate dalla famiglia. Ligresti ha varie proprietà immobiliari sparse per il territorio nazionale, dove sono in corso dei progetti di valorizzazione che ancora non hanno avuto il beneplacito delle autorità e che quindi non sono per il momento pubblicizzate. Ma la notizia sarà presto ufficiale: Ligresti sta per rientrare nel mercato immobiliare anche da solo.
Per l’ingegnere si tratta davvero di un’ulteriore rivincita rispetto alla disfatta degli anni Novanta, quando fu costretto a cedere alle banche la maggior parte delle sue attività immobiliari. Nei momenti più bui di Tangentopoli, e pressato dai debiti, Ligresti tutto avrebbe immaginato salvo che un decennio dopo il suo impero immobiliare si sarebbe a poco a poco ricostituito. In forma diversa, certo, ma di nuovo sotto la sua egida.

Entro fine novembre Ligresti avrà anche la soddisfazione di veder rientrare in FondiariaSai gli immobili finiti alle banche, quelli che era stato costretto a scorporare per darli in pegno agli istituti in cambio dei prestiti che non riusciva più a onorare. Immobiliare Lombarda, il veicolo creato dalle banche per contenere questi immobili, si fonderà con Progestim del gruppo FonSai. Dopo l’aumento di capitale già deliberato e ad essa riservato per 65 milioni di euro e la trasformazione dei 128 milioni di crediti delle banche in capitale, FonSai avrà il 57 per cento della nuova società, contro il 9 ciascuno di Banca Intesa e Unicredito e il 3,5 di Capitalia. La nuova società, che si chiamerà Immobiliare Lombarda e che sarà già quotata, avrà in pancia circa 800 milioni di immobili (300 da Progestim e 500 dalla vecchia impresa controllata dalle banche), più una liquidità di 110 milioni di euro.

Fino a questo momento Ligresti era tornato al suo primo amore, l’immobiliare, in punta di piedi ma con operazioni di grande visibilità. Lo strumento con cui l’ingegnere aveva ripreso a muoversi nel mattone era la Progestim, a capo della quale c’è il fidato Antonio Talarico, da ben 42 anni al suo servizio.

Il gruppo controllato da Ligresti è entrato con decisione in molte operazioni a partire dal 2004. Ad esempio, FonSai è nella cordata Citylife insieme a Generali e Ras, con quote paritetiche del 26 per cento ciascuna, e alla società di costruzione romana Lamaro di Pierluigi Toti per la restante quota. La cordata ha vinto la gara per la riqualificazione dell’ex Fiera di Milano. Si tratta di uno dei più importanti interventi di riqualificazione urbana d’Italia.

Sempre a Milano c’è l’accordo con i texani di Hines, società immobiliare di livello internazionale, per costruire la Città della Moda, un avveniristico sito di uffici, abitazioni, scuola e museo. Qui la partecipazione di Progestim è soltanto finanziaria, perché l’operatività è tutta di Hines.

La Progestim, inoltre, partecipa alla società creata insieme a Lamaro (Toti è un alleato ricorrente di Ligresti), Marchini, Fimit e Maire Engineering (la ex Fiat Engineering acquisita dall’imprenditore Fabrizio Di Amato). Ciascuno di questi soggetti ha il 19 per cento della società, a cui si deve aggiungere il 5 detenuto da Angela Armellini. La società detiene a sua volta il 50 per cento della Torre Alfieri (così è stata ribattezzata l’area delle ex torri delle Finanze a Roma Eur), mentre il restante 50 è della Fintecna guidata da Vincenzo Cappiello. Il closing dell’operazione è del 3 ottobre scorso e l’incarico di progettazione è stato affidato all’architetto Renzo Piano.

La società controllata da FonSai ha inoltre vinto la gara, insieme ad altri soci, per l’acquisto del 50 per cento dell’ex Ente tabacchi di Firenze (un’area centrale ai margini delle Cascine), mentre l’altro 50 fa capo come al solito a Fintecna, il braccio immobiliare del Tesoro. Come si vede, per molte grandi operazioni guidate da Fintecna lo schema è sempre lo stesso: la società pubblica si trattiene la proprietà di metà dell’immobile e lascia l’altra metà ai privati. In questo caso i soci di Progestim sono la Baldassini & Tognozzi, controllata dalla famiglia Fusi, e la coop Cc Etruria. Il progetto di riqualificazione urbana è di Pier Luigi Nervi.

Il prossimo 18 ottobre alle ore 18, inoltre, ci sarà la consegna dell’offerta vincolante definitiva per la riqualificazione della Spina 3 (accanto al Villaggio Olimpico) a Torino. Si tratta di un’area di 113 mila mq di residenziale, commerciale e terziario. Qui Ligresti è in società con Pozzoli & Pulker, Rosso e Maire. Come al solito la Fintecna, tramite Cimi Montubi, resterà proprietaria al 50 per cento.

Come si vede, sono tutte attività immobiliari di grande rilievo. Però non impegnano troppo le finanze della compagnia assicurativa di Ligresti. La proprietà di questi asset fa infatti capo alla compagnia solo per una piccola quota, coperta peraltro da finanziamento bancario per il 70 per cento (lo stesso finanziamento è previsto anche per la successiva attività di costruzione).

Ligresti, che controlla FonSai, si appassiona soltanto alle vicende immobiliari di Progestim, e le segue direttamente tramite Talarico. Ma, rispetto al passato, Ligresti non è più il padrone assoluto. Ogni operazione immobiliare viene attentamente vagliata dall’autorevole amministratore delegato, Fausto Marchionni, e deve passare sul tavolo del Consiglio d’amministrazione. Ligresti si è dunque rassegnato a giocare un ruolo più defilato, non è più il leone di un tempo. Ma, appunto, l’appetito vien mangiando. E così sta preparando il suo ritorno personale alla grande. Visto che l’attività di sviluppo immobiliare è enormemente cresciuta in questi anni, agevolata da amministrazioni locali non più ostili come un tempo ai grandi progetti urbanistici. E visto che questa è, fra le attività immobiliari, proprio quella dove si guadagna di più, l’ingegnere ha deciso il grande rientro.


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