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CINA: AMNESTY, PICCHIATO IN CARCERE AVVOCATO SFRATTATI

CINA: AMNESTY, PICCHIATO IN CARCERE AVVOCATO SFRATTATI

 

PECHINO, 15 DIC - Un avvocato condannato a tre anni di prigione per aver aiutato un gruppo di sfrattati di Shanghai potrebbe essere stato picchiato in carcere. Lo afferma l'organizzazione umanitaria Amnesty International in un comunicato diffuso oggi a Pechino. Nell' ottobre del 2003, l'avvocato Zheng Enchong e' stato riconosciuto colpevole di aver ottenuto illegalmente dei segreti di Stato. Amnesty International - si legge nel comunicato - crede che Zheng Enchong potrebbe essere stato picchiato e il rifiuto delle autorita' a permettergli di entrare in contatto con la famiglia crea preoccupazione sulla sua sicurezza e sul suo stato di salute.  Amnesty afferma che mercoledì scorso ai familiari che si sono recati alla prigione dove e' richiuso, quella d Tilanqiao, e' stato impedito di vederlo e di parlarci. L' ultimo contatto con famiglia lo ha avuto luogo oltre un mese fa, prosegue l' organizzazione umanitaria. In precedenza, in marzo, lo stesso Zheng aveva detto ai suoi familiari di essere stato picchiato per aver chiesto la carta per scrivere una lettera di protesta al governo centrale. L' avvocato ha chiesto di essere trasferito in un carcere fuori da Shanghai. Amnesty International, aggiunge il comunicato, teme che Zheng rischi di subire nuove torture e maltrattamenti. Nella primavera del 2003, Zheng ha assistito un gruppo di inquilini sfrattati che hanno denunciato il governo della municipalità per non aver pagato loro gli indennizzi previsti dalla legge.

 

BOLOGNA: PDCI, OCCUPAZIONE CASE NON PROBLEMA ORDINE PUBBLICO PUNTA ESTREMA SEGNO DI BISOGNO E DISAGIO

 

BOLOGNA, 17 DIC - Il fenomeno delle occupazioni di case e' la punta più estrema che evidenzia le necessità di una larga parte della popolazione di Bologna, che non può essere derubricato a problema di ordine pubblico. Lo afferma in una nota il coordinatore cittadino del Pdci, Diego Negri, dopo che ieri l' assessore alla Casa, Antonio Amorosi, ha  annunciato che il Comune di Bologna ha assegnato le 45 case  occupate illegalmente e, se queste non verranno liberate, nelle prossime settimane l' amministrazione procederà agli sgomberi  per sistemare 17 famiglie bisognose in emergenza abitativa e

altri 28 nuclei familiari a cui spettano le abitazioni in base  alla graduatoria di edilizia residenziale pubblica. Il coordinatore del Pdci bolognese ribadisce che quello alla casa e' un diritto costituzionale e avanza alcune richieste. La rimodulazione degli affitti residenziali pubblici per lavoratori precari, in cassa integrazione, iscritti alle liste di mobilità, licenziati e in condizione di particolare disagio economico; immediata assegnazione degli alloggi pubblici popolari; blocco degli sfratti degli alloggi di Comune e Acer, qualora non siano determinati da eccesso di reddito; nell'eventualità dell' acuirsi dell' emergenza casa, requisizione delle abitazioni sfitte, come accaduto in altri comuni. Perché - conclude Negri - ''in condizioni di particolare disagio, primo dovere delle istituzioni e' assicurare i bisogni primari dei cittadini e non difendere a oltranza i diritti della proprietà.

 

CASA: PER TAGLI FINANZIARIA GENOVA ALZA ICI AL 6,2 PER MILLE

 

GENOVA, 17 DIC - Il Comune di Genova recupererà 26,5 milioni di euro dall'aumento dell'Ici: nel 2006 l'aliquota dell'imposta comunale sugli immobili passerà dal 5,8 al 6,2 per mille per la prima casa, con un aumento medio di 70 euro  all'anno per famiglia. L'obiettivo e' colmare il buco di 25 milioni di euro, causato dalla diminuzione dei trasferimenti statali agli enti locali. Siamo costretti a questo aumento perché e' l'unico strumento che il Comune ha per recuperare i fondi tagliati dalla legge Finanziaria - ha sottolineato il sindaco Giuseppe Pericu - se il governo ci restituirà quei 25 milioni di euro che vengono a mancare siamo pronti a fare immediatamente un passo indietro e a diminuire l'Ici. Di segno opposto il commento dell'opposizione di centro destra. Si cerca di far ricadere sul Governo la

responsabilità di una gestione poco oculata - ha detto il capogruppo di Forza Italia Giuseppe Costa -. Questa amministrazione e' colpevole degli sprechi e dell'eccessiva pressione fiscale sui cittadini.

 

CASA: A MILANO 100 LASTRE DIPINTE CONTRO ALLOGGI SFITTI GIOVANI ARTISTI AL LAVORO SUI PANNELLI D'ACCIAIO ANTI INTRUSIONE

 

MILANO, 16 DIC - Chi vive nelle case popolari le conosce bene: sono grandi lastre d'acciaio saldate alle porte degli appartamenti sfitti per evitare intrusioni o occupazioni. Presto a Milano non saranno più di uniforme colore grigio: diversi giovani artisti hanno deciso di dipingerle per evidenziare il contrasto tra la necessità di case e il gran numero di alloggi che rimangono vuoti, a volte per molti anni. Vogliamo recuperare spazi per la città - affermano gli animatori dell'associazione Symbiotica, che organizza l'iniziativa tra arte e politica - e poi raccogliere le lastre d'autore' in una mostra via Internet. Chiediamo già da ora all'Aler (l'ex Iacp) di non rimuovere le lastre dipinte e di restituircele. Se poi a qualcuno piaceranno e se le porterà  via, anche se serve un flessibile professionale e diverse ore di lavoro per rimuoverle, vorra' dire che questa forma artistica e' entrata in circolo con canali di diffusione inaspettati. A Milano - secondo dati del consigliere comunale milanese eletto nelle liste di Prc Daniele Farina, resi noti in una conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa - sono circa 5mila le case sfitte di edilizia pubblica: 3.500 di proprietà dell'Aler (su un totale di 41mila) e 1.500 di proprietà del Comune (su un totale di 23mila). Le occupazioni abusive sarebbero in calo: 509 nel 2004, circa 300 questo anno. Quello delle occupazioni abusive di case pubbliche e' un fenomeno limitato - afferma Farina - ma il Comune si sente in dovere di istituire una Commissione speciale sul 'Racket delle occupazioni e del subaffittò invece di costruire nuovi alloggi: dal 1997 a oggi ha reso disponibili solo 590 nuove case. La richiesta, anche attraverso l'iniziativa 'Lastre d'autore', e' quella di una vera politica per la casa. Gli artisti che stanno aderendo all'iniziativa - tra cui Marco Teatro, Michelangelo Pistoletto, il 'writer' Davide Tinelli - stanno organizzando una giornata di pittura collettiva a partire dal quartiere periferico di Stadera, da dove l'idea ha origine. Intendiamo dipingere subito un centinaio di lastre - affermano gli organizzatori - e stiamo chiamando artisti da tutta Italia che vogliano partecipare. Sappiamo che qualcuno di quelli che aderiscono hanno lavori con quotazioni anche di diverse migliaia di euro: le loro lastre saranno messe a disposizione della città in una sorta di museo a cielo aperto.   Queste lastre sono brutte, sono un simbolo di degrado e una vergogna - prosegue l'associazione Symbiotica - anche perché spesso nascondono situazioni igieniche spaventose, che si scoprono solo quando vengono rimosse. La città - aggiunge il pittore Marco Teatro, che ha dipinto la prima lastra simbolica - vuole essere servita, chiede e pretende tutto, vuole il parcheggio sotto casa, la frutta matura fuori stagione e la serva che pulisce tutte le mattine, ma noi speriamo di far capire che così non funziona. La città non ha porte.

   

CASA: CASTELLI, A FEBBRAIO FONDO PER VITTIME FALLIMENTI

 

LECCO, 17 DIC - A febbraio arriverà un fondo per risarcire le circa 200 mila famiglie che dal 1993 hanno perso la casa per cui avevano già in parte pagato (una perdita complessiva di 15 miliardi di euro), a causa di eventi come il fallimento del costruttore. L' annuncio e' del ministro della Giustizia Roberto Castelli, che in un convegno a Lecco ha presentato il decreto legislativo su 'Tutela degli acquirenti degli immobili da costruire. Il Decreto, approvato dal Consiglio dei Ministri in giugno, prevede infatti che chi decide di comperare una casa in costruzione avrà come garanzia da parte del costruttore una fidejussione. In questo modo - ha spiegato il ministro - garantiamo protezione a quelle famiglie che acquistano una casa pagandola in larga parte, e per il fallimento del costruttore sono costretti ad abbandonarla o a ripagarla. Il testo però non guarda solo al futuro, ma anche alla piaga sociale che si e' già creata. Siamo tornati indietro al 31 dicembre 1993 - ha detto Castelli - costruendo un fondo che cerca di dare ristoro a chi e' stato colpito. Il fondo di risarcimento, finanziato con il 4 per 1.000 sulle fidejussioni, e' previsto da un decreto attuativo interministeriale già firmato da Castelli e che ha bisogno del via libera anche di Tremonti. Conto comunque - ha annunciato il guardasigilli - che Tremonti lo firmi rapidamente, massimo a  febbraio entrerà in vigore. Soddisfatto della legge e' in particolare Conafi, il Coordinamento nazionale delle vittime di fallimenti immobiliari che parla di un buon provvedimento soprattutto per le Regioni dove il problema e' più sentito come Lombardia, Lazio, Campania e Puglia. Ora per informare i cittadini il governo sta pensando anche a degli spot pubblicitari in televisione sul tema.

 

FISCO:ICI;75% DA CAPANNONI E NEGOZI,SOLO 25% ABITAZIONI INDAGINE CGIA; 75% GETTITO ARRIVA DA COMMERCIALI E SECONDE CASE

 

VENEZIA, 19 DIC - E' ritenuta per antonomasia la tassa sulla casa, ma in realtà il gettito dell'Ici arriva ai Comuni soprattutto dai negozi e dai capannoni, mentre solo il 25,7% proviene dalle abitazioni di residenza. Il restante 74,3%, infatti, proviene dall'applicazione dell'imposta sulle concessioni demaniali, sulle seconde o terze case, sugli immobili commerciali e industriali, sui terreni edificabili o sui terreni agricoli. A fare il punto sul gettito Ici e' un'indagine degli artigiani della Cgia di Mestre che accanto alle medie nazionali ha analizzato la situazione anche a livello territoriale. E così a vincere nella classifica del maggiore gettito Ici, riferito alla di prima casa, e' il comune di Livorno, con un'incidenza pari al 43,4% sul gettito totale, cioè 14 milioni 695 mila 419 euro su un totale di 33 milioni 826 mila 598 euro. Segue il comune di Genova con il 39,5% di Ici proveniente dall'abitazione principale (62,2 milioni su 157,1 milioni), terza Cagliari, con un'incidenza pari a 38,2%(11,3 milioni su 29,6 milioni.). Non bisogna dimenticare, ad esempio, - spiega Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre - che per questa imposta può essere applicata un'aliquota inferiore al 4 per mille nei confronti di proprietari che eseguono interventi volti al recupero di unità immobiliari inagibili, mentre i comuni ad alta tensione abitativa possono prevedere delle aliquote superiori di due punti al limite massimo fissato per legge che

e' pari al 7 per mille. Questo avviene per quelle abitazioni che intenzionalmente vengano mantenute sfitte da almeno due anni. Secondo Bortolussi, l'analisi sull'Ici fa emergere una tendenza sempre più generalizzata nei Comuni italiani, dove i sindaci cercano di far pesare questa imposta in particolar modo su capannoni, negozi, e altre voci non residenziali sgravando dal carico fiscale le famiglie mono proprietarie. Tornando alla classifica, fanalino di coda della penisola e' il comune di Messina, con un gettito Ici proveniente dalla prima casa che arriva appena al 14,5% del totale del gettito Ici comunale; solo due milioni 739 mila 561 euro su 18 milioni 888 mila 782 euro. A precedere Messina e' Imperia, con un'incidenza pari al 16,5%, quindi Asti, con il 17,4%, Mantova, 17,7%, Bolzano, 18,1%, Pistoia. 18,2%, Brescia, 18,4%., Piacenza, 19,2%, e Vicenza con Venezia, 19,9%. L'elaborazione della Cgia di Mestre continua poi con la graduatoria dei gettiti Ici in termini assoluti. A svettare in cima alla classifica per l'imposta sulla prima casa e' Roma, con 263 milioni 729 mila 564 euro, pari al 32,1% dei totali (822 milioni 93 mila 238 euro); secondo e' il comune di Milano (104 milioni 34 mila 854 euro corrispondenti al 27,2% del gettito Ici totale (382 milioni 662 mila 279 euro), terzo e' Torino, con 83 milioni 232 mila 305 euro provenienti dai contributi Ici per la prima casa, pari al 34% del gettito totale (245 milioni 27 mila 279 euro). Il gettito Ici per la prima abitazione più povero e' invece quello di Urbino con appena 563 mila 762 euro, preceduto da quello rilevato ad Enna (606 mila 490 euro).

 

 


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