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CASA: FITTI; INCARNATO, SOMME IN BILANCIO PER CONTRATTAZIONE DA 2000 GOVERNO HA TAGLIATO 70% RISORSE, SERVE POLITICA NUOVA

CASA: FITTI; INCARNATO, SOMME IN BILANCIO PER CONTRATTAZIONE DA 2000 GOVERNO HA TAGLIATO 70% RISORSE, SERVE POLITICA NUOVA

 

CATANZARO, 2 GEN Nel bilancio di previsione 2006  abbiamo inserito i 4,5 milioni di euro da destinare ai fitti casa  per contrattare col tavolo nazionale i nuovi finanziamenti per la Calabria. Non e' da escludere la possibilità di una utilizzazione atta a risolvere i problemi anche per l' anno in  corso il che potrebbe garantire una parte di copertura per i  centri urbani che sono i più penalizzati. A sostenerlo e'  stato l' assessore regionale alle Politiche della casa, Luigi Incarnato. Dal 2000 in poi - ha detto Incarnato all' Ansa - il  fabbisogno calabrese e' stato sottovalutato perché e' mancata  una discussione sull' argomento. Dal momento in cui se ne e'  parlato la richiesta e' stata più consistente e la Calabria e' risultata penalizzata per la mancanza di un cofinanziamento  adeguato della conferenza stato regioni.    In merito alle affermazioni dell' assessore al Comune di  Cosenza, Giovanni Serra, Incarnato ha sostenuto che non c' e'  una citazione sul Governo centrale. Si parla della Giunta regionale come se fossimo noi i responsabili, ma abbiamo ereditato una situazione particolare quindi di che cosa siamo responsabili?. Dal 2000 ad oggi - ha proseguito l' assessore - il Governo nazionale ha tagliato il 70% delle risorse, da 25 milioni di euro e 6,5 milioni. Inoltre noi non siamo stati in grado di avere il fabbisogno calabrese in tempo utile, altrimenti avremmo trovato ripartizioni diverse. Più volte ho sollecitato i comuni ad inviare i propri fabbisogni. Il fatto - ha sostenuto Incarnato - e' che noi dobbiamo mettere da subito un punto fermo sui contributi casa facendo un bando che sia rispondente ai bisogni e disponendo un controllo più accurato sui canoni mediante una convenzione con la guardia di finanza affinché ci siano controlli più severi. Il diritto delle famiglie bisognose non può diventare un privilegio per molti. La prima cosa da fare, dunque, e' stabilire il rapporto che abbiamo con il Governo centrale. Nei mesi scorsi ho verificato che purtroppo col tavolo nazionale non c' e' stata mai una contrattazione vera per la Calabria. Per la prima volta ci stiamo interessando del problema, che abbiamo affrontato in maniera radicale per evitare che il governo ci possa tagliare fuori dai finanziamenti. Fermo restando che siamo dell' avviso che il problema abitativo vada affrontato radicalmente mettendo in campo una politica per la casa che noi, come Giunta regionale, stiamo affrontando. Vorrei - ha concluso Incarnato - che vi fosse un può di buonsenso e che si evitasse, da parte di alcuni sindaci, una  forte strumentalizzazione sulla vicenda. Mi sembra - ha concluso Incarnato - che ci sia una campagna di strumentalizzazione da parte del Sindaco di Cosenza che a mio avviso e' incomprensibile. Non c' e' collaborazione, sembra che ci sia uno spostare l' asse su problemi e temi che allontano la gente dai problemi reali. Nello stare dietro alle polemiche ed alle strumentalizzazioni avverto una difficoltà perché e' un terreno molto difficile. Però, alla fine, ad essere penalizzata e' sempre la povera gente.

 

CASA: FITTO; ADAMO, REGIONE HA FATTO PIU ' DI QUANTO DOVEVA

 

CATANZARO, 2 GEN - Sul fitto casa l' attuale Giunta regionale ha fatto molto più di quanto e' tenuta a fare, riprogrammando dei finanziamenti finalizzati a costruire nuove case per impegnarli a coprire il fabbisogno della domanda dei beneficiari del fitto casa: lo sostiene il vicepresidente della Regione e assessore all' Economia, Nicola Adamo. Sappiamo - dice Adamo - solo una cosa: che il governo D'Alema a suo tempo trasferì alla Calabria 25 milioni di euro per il fitto casa e il Governo Berlusconi oggi trasferisce solo circa sette milioni. Anche per questo va preso atto dell'onesta' intellettuale dell' on. Trematerra che valorizza l' iniziativa della Giunta regionale su proposta dell' assessore ai Lavori pubblici on. Incarnato per l' apposito finanziamento finalizzato allo scopo. Desta pertanto stupore - conclude Adamo - la pretestuosa polemica dell' assessore di Cosenza, Serra, che avrebbe in tempo dovuto pensare a quegli adempimenti che il Comune ha omesso di fare per comunicare sia alla Regione che al governo nazionale l' entità del reale fabbisogno della città di Cosenza.

 

INDIANO TROVATO MORTO IN ROULOTTE A ROMA SENZA CASA VIVEVA IN ROULOTTE DOPO AVER PERSO LAVORO

 

ROMA, 30 DIC - Un indiano, di 40 anni, e' stato trovato morto stasera, a Roma, in una roulotte, nella quale  viveva. L'extracomunitario aveva lavorato fino a poco tempo fa per una ditta ma era stato licenziato perché faceva un uso eccessivo di alcolici. Sul pavimento della roulotte la polizia ha trovato una macchia di sangue, dovuta forse all'abuso di alcool ma si ipotizza che il freddo di questi giorni, che nella capitale ha causato tra ieri e oggi la morte di 2 clochard, abbia accentuato il malessere dell'uomo.

 

DISOCCUPATO E SENZA CASA VA IN MUNICIPIO ARMATO D'ASCIA BLOCCATO DAI CARABINIERI E DISARMATO

 

TROIA (FOGGIA), 30 DIC - Un uomo armato con un' ascia ha fatto irruzione nel municipio di Troia, piccolo comune alla periferia di Foggia, chiedendo un posto di lavoro e una casa e seminando terrore tra gli impiegati. L'uomo, che ha 33 anni ed e' disoccupato, e' stato bloccato e  disarmato dai carabinieri che sono stati avvertiti dal sindaco.  L'arma e' stata sequestrata e lui e' stato denunciato.

 

CASA: UIL-SGK, AIUTARE FASCE PIU' DEBOLI

 

BOLZANO, 2 GEN - Di fronte al fatto che la somma  stanziata per il sussidio casa si sia quadruplicata nel corso degli ultimi quattro anni, e' più che giusto e legittimo che la Giunta Provinciale voglia verificare il perché, lo dice in  una nota il segretario generale aggiunto Uil - Sgk, Toni Serafini. Di fronte ad una domanda sempre più alta, di famiglie che non ce la fanno a pagare l'affitto di casa, e' importante - scrive Serafini - studiare innanzitutto le cause e poi gli effetti. La situazione di criticità di molte famiglie, ad iniziare dagli anziani, e' già documentata da molte ricerche, in primis quella dell'AFI-IPL (Istituto per la Promozione dei  Lavoratori). Riteniamo quindi, fondamentale, - prosegue la nota - dare risposte positive e concrete alle fasce più deboli, risposte che riteniamo vadano indirizzate soprattutto nella direzione di costruire più alloggi popolari e nella mirata verifica dei requisiti per l'accesso al sussidio casa. Lo ribadiamo, anche, di fronte alla mutata situazione dell'immigrazione in questi ultimi anni. Abbiamo sempre più lavoratori e lavoratrici che vogliono mettere radici nella nostra provincia, costruire qui il  loro futuro, la loro nuova vita. A questo dobbiamo rispondere in modo organico, i lavoratori e le lavoratrici immigrati non sono solo forza lavoro, che suppliscono alla scarsità di manodopera locale, ad esempio nel settore edile dei 15.500 lavoratori ben il 24,3 % sono cittadini stranieri. Sono nuovi cittadini cui dobbiamo dare risposte concrete, e la prima, dopo il lavoro, e' sicuramente la casa, sottolinea Serafini. E questa provincia - conclude - ha sicuramente le capacità finanziarie e organizzative per dare, in tempi certi, una risposta positiva e concreta a questa domanda.

 

CASA: HOLZMANN (AN), TAGLI SUSSIDI COLPISCONO I PIU ' DEBOLI

 

BOLZANO, 2 GEN - La ventilata ipotesi di modificare i criteri per i sussidi IPES sugli affitti, colpirà le fasce socialmente più deboli, lo dice in una nota il consigliere provinciale di An, Giorgio Holzmann. Alleanza Nazionale si esprime contro l'ipotesi avanzata e chiederà ''invece un maggiore impegno sul fronte della difesa della spesa sociale. Coloro che oggi percepiscono il sussidio, sono già in grosse difficoltà per far fronte alle spese necessarie alla loro sopravvivenza ed il sussidio consente di fronteggiare perlomeno le spese pi importanti come quella dell'affitto, dice Holzmann. Quando si decide di adottare una politica di risparmio  sulla spesa pubblica - scrive Holzmann - ci si indirizza verso le spese superflue, così come ha fatto il governo di centro destra a Roma, a Bolzano si comincia dal basso colpendo le famiglie che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese e che con la soppressione o la riduzione dell'integrazione IPES, farà  ancora più fatica, ammesso che ci riesca. Il bilancio della provincia autonoma di Bolzano e' molto consistente grazie ai generosi trasferimenti finanziari da parte dello Stato e non si giustifica una politica di riduzione della spesa sociale. Secondo Holzmann, le opere pubbliche realizzate dall'amministrazione provinciale sono talmente lussuose da fare invidia alle strutture private. Senza elencarle tutte basta pensare alle nuove terme di Merano, tanto per limitarsi alla

realizzazione più recente. Quindi senza fare troppi sforzi ragionieristici il bilancio contiene molte unità revisionali  dove si potrebbe risparmiare. Invece la politica della nostra provincia, con la collaborazione del centro sinistra, ha già introdotto i ticket sulle prestazioni ospedaliere ed ora si appresta ad un ulteriore disimpegno sul fronte dei sussidi casa. Ma la cosa che più d'ogni altra mi scandalizza - prosegue Holzmann - e' il fatto che si spendano ben 600 milioni di euro per acquistare un pacchetto azionario di una società di produzione di energia elettrica e non si riesca a garantire una spesa sociale di soli 26 milioni di euro.

 

Bolzano:  sussidi casa Puergstaller (IPES), non decido io

 

BOLZANO, 2 GEN - L'Ipes effettua i pagamenti del sussidio casa su incarico della Provincia di Bolzano. Non e' compito del Presidente dell'Ipes  decidere in quale misura sia da erogare il sussidio casa, lo precisa in una nota il  presidente Ipes, Albert Puergstaller. Compito del presidente - si legge - e' quello di richiamare l'attenzione sulla crescita delle erogazioni, di mostrare eventuali tendenze e di valutare le conseguenze sull'Istituto. Spetta ai responsabili politici, se lo riterranno giusto, di prendere le decisioni corrispondenti. Sarà la giunta provinciale a decidere se mantenere il sussidio casa con i criteri esistenti o se sia il caso di aumentare o diminuire i mezzi per questa forma di assistenza.

 

TURISMO: E-R; LEGAMBIENTE, IN RIVIERA 100.000 SECONDE CASE PREOCCUPANTE RIPRESA DELLA CORSA ALLA COSTRUZIONE

 

BOLOGNA, 3 GEN - Sono 100.000 le seconde case costruite sulla riviera romagnola: lo ha sottolineato  Legambiente Emilia - Romagna, che in una nota ha anche denunciato la preoccupante ripresa della corsa alla costruzione di seconde case nella costa adriatica. Legambiente punta il dito contro il ricorso continuo, da  parte di quasi tutte le amministrazioni comunali della costa  emiliano -romagnola, alle costruzioni basate sulla ricerca di beni rifugio e legata anche alla ricerca di fondi per i bilanci comunali tramite l'aumento dei tributi (Ici e oneri di  urbanizzazione). Secondo l'associazione ambientalista, basta leggere i dati contenuti nei documenti ufficiali dell' Osservatorio regionale sul sistema abitativo per definire i contorni di questo fenomeno che minaccia da vicino il futuro di un'area che vive per gran parte di economia turistica legata alla ricettività. Legambiente ha poi riassunto la situazione dei diversi comuni: Sul litorale del comune di Comacchio si trova più di  un terzo - esattamente il 34,48% (32.532 unità abitative) -  delle seconde case esistenti nei 12 comuni della regione che si affacciano sul mare. A Comacchio, per ogni casa di civile abitazione, se ne trovano altre quattro e mezzo destinate al  mercato delle seconde case. Segue Ravenna con il 22,53% (21.268 unità in totale); Cervia con il 10,65% (10.050 unità); Rimini con l'8,12% (7.668 unità), Cesenatico con 7,05 (6.662 unità); Riccione con il 6,57% (6.208 unità); Bellaria Igea Marina con il 3,42% (3219 unità); Misano Adriatico con il 3,34% (3.134 unità); Cattolica (con l'1,80% con 1694 unità. I fanalini di coda di questa lista, soprattutto in relazione alla brevità dei  loro tratti di costa, sono Gatteo (1,03% con 977 unità), San Mauro con lo 0,57% (540 unità) e Savignano sul Rubicone (con lo 0,44% e 413 unità). La corsa al mattone - si legge nella nota - non ha risparmiato nulla. La stessa Regione (Giunta e Consiglio) con l' approvazione del Progetto di gestione delle aree costiere ha denunciato un sostanziale significativo incremento del processo di urbanizzazione in aree ambientalmente sensibili quali zone a protezione speciale, aree protette e siti di interesse comunitario.., aree con fenomeni di subsidenza e ingressione marina , aree vulnerabili legate alle falde acquifere, all''ingressione marina' e perfino in zone nelle quali si sono già registrate 'alluvioni storiche. Le previsioni non sono buone. L'analisi dei piani regolatori generali vigenti fatta dai gruppi di lavoro della regione racconta di ulteriore urbanizzazione di 2.850 ettari di interventi in ambiti di elevata vulnerabilità dell'acquifero profondo; di 729 ettari in aree già interessate da alluvioni storiche; di circa 600 ettari di aree con pericoli di ingressioni marine e subsidenza; di 170 ettari di aree con  fenomeni di regressione e trasgressione marina . C'e' da chiedersi - ha chiuso Legambiente - cosa si aspetta per rendere vincolanti le linee guida del Progetto di gestione approvate con una delibera del Consiglio regionale, ponendo l'applicazione delle regole come pregiudiziali per poter accedere a finanziamenti.

 

REGIONI: MARCHE; PRIORITA' GOVERNATORE SPACCA PER IL 2006 LAVORO, COMPETITIVITA' IMPRESE, CASA, INFRASTRUTTURE, SICUREZZA

  

ANCONA, 3 GEN - Lavoro soprattutto per i giovani e competitività delle imprese; sicurezza sociale delle famiglie e della comunità; riconoscimento del diritto alla casa; sviluppo infrastrutturale diffuso. Sono queste le principali priorità  del 2006 per il presidente della giunta regionale delle Marche Gian Mario Spacca. Il governatore marchigiano e' convinto che si possa affrontare con più fiducia il futuro, tutelando i diritti fondamentali dei cittadini. Promuovendo il diritto alla casa e ad un lavoro sicuro e meno precario; sostenendo i giovani, attraverso nuove opportunità di aggregazione e crescita formativa; qualificando ulteriormente i servizi socio-sanitari, attraverso anche le risorse liberate dalla riorganizzazione dell' amministrazione regionale; rafforzando la competitività del tessuto imprenditoriale di piccole imprese; investendo nella ricerca e nell' innovazione tecnologica. E' l' obiettivo perseguito ''con azioni concrete nel Patto per lo sviluppo con le forze sociali e le categorie produttive, che si affiancherà alla nuova intesa istituzionale che stiamo trattando con il Governo nazionale e gli enti locali per  rafforzare i nodi logistici e le reti infrastrutturali dell'intera regione.   Qualche mese fa, in sede di assestamento di bilancio, la Regione Marche ha abbassato le aliquote Irpef per due scaglioni di reddito oltre 30.000 euro, unificandole a 1,4% (prima erano rispettivamente 3,25% e 3,65%. Abbassata anche l' Irap, dal 5,15 al 4,25% per alcune categorie di imprese..

 

CASA: CGIL/AGB, NO A TAGLIO SUSSIDI IN ALTO ADIGE

 

BOLZANO, 3 GEN - La Cgil /Agb la sua ferma opposizione al taglio dei sussidi, e propone nuove strategie sul  problema della casa. Il vero motivo per cui il mercato degli affitti e' alle stelle consiste nella mancanza di alloggi destinati a questo scopo, dice Lorenzo Sola della Cgil/Agb in una nota. La Cgil/Agb ritiene certamente necessario verificare l'incidenza dei sussidi sul caro-affitti commenta Sola ma il nocciolo del problema resta un altro, ovvero la mancanza di alloggi destinati al mercato della locazione. Per cambiare lo stato delle cose il sindacalista propone una nuova strategia per l'Ipes, che dovrebbe diventare parte più attiva: Per incentivare gli affitti - prosegue la nota - l'Istituto per l'Edilizia Sociale potrebbe trasformarsi in 'costruttore' (lo statuto lo prevede già) acquistando dall'ente pubblico terreni a prezzi agevolati su cui edificare alloggi da destinare al mercato dell'affitto. La stessa cosa potrebbe avvenire con soggetti privati quali Cooperative e/o Consorzi, e l'operazione potrebbe ripetersi anche per la vendita di alloggi. Il tutto, ovviamente, a condizioni predeterminate con la Provincia sulla

base dei costi di realizzazione e della sostenibilità economica dell'operazione. In questo modo si offrirebbe una valvola di sfogo a tutti quei soggetti, che ormai rappresentano una buona fetta della popolazione, altrimenti esclusi dal libero mercato degli affitti, dalle cooperative, e dall'edilizia sociale.   Oltre a questa proposta, la Cgil/Agb chiede si apra un ragionamento ad ampio respiro sulla questione casa, e in maniera particolare sulla spesa sostenuta dall'ente pubblico: La legislazione generale sul tema prosegue Sola ¿ necessiterebbe di alcuni correttivi, favorendo un maggiore riequilibrio delle risorse, modificando punteggi e fasce di reddito alla luce dei cambiamenti intervenuti nella struttura delle famiglie, e dell'impoverimento che sta interessando anche il ceto medio. Sarebbero diversi gli interventi possibili non tanto per ridurre la spesa ma perlomeno per contenerne gli aumenti entro limiti accettabili che scongiurino il rischio di tagli indiscriminati.     

 

PIRELLI RE:OLINDA FONDO SHOPS VENDE 26 IMMOBILI PER 12,1 MLN

 

MILANO  Olinda Fondo Shops, fondo comune di investimento immobiliare ad apporto gestito da Pirelli RE SGR e  quotato in Borsa dal mese di dicembre 2004, ha venduto una piastra commerciale per un importo complessivo di 12.109.000 euro. Le 26 unità immobiliari della piastra  commerciale che si trovano a Milano tra via Casati e via San  Gregorio sono state vendute a privati. Da tale operazione il Fondo  ha generato una plusvalenza lorda di 4.654.000 euro.Con questa operazione il Fondo Olinda ha chiuso l'anno 2005 con vendite per un importo complessivo pari a 31.689.000 euro.

 

MILANO: ASSOEDILIZIA, 4MILA FAMIGLIE VIVONO IN BARACCHE O ALLOGGI ABUSIVI

 

Milano, 2 gen.  A Milano circa 4.000 famiglie vivono in baracche ed alloggi abusivi  nella regione almeno 60.000 famiglie non riescono a pagare l'affitto. A sostenerlo e' Assoedilizia he in una analisi sull'emergenza casa nel 2005 sottolinea che per contro i fondi per l'affitto destinati dallo Stato alle famiglie in difficoltà sono passati da 66 milioni di euro del 2001 a meno di trenta dell'anno in corso. Sempre a proposito di affitti, sottolinea Assoedilizia nella città più dinamica del Paese la quota degli alloggi destinata a questo scopo e' passata in venticinque anni dal 60% al 34% mentre gli alloggi di edilizia residenziale pubblica sono scesi dagli 88.000 del 1996 ai 71.000 attuali. Secondo Assoedilizia, per riequilibrare domanda ed offerta mancano in Lombardia 70.000 alloggi (20.000 solo a Milano) a canone sociale. Regione e Comuni hanno in programma investimenti in tal senso, i cui effetti si vedranno però non prima di alcuni anni. E' indispensabile -sottolinea l'associazione- provvedere alle necessità abitative degli studenti universitari (46.000 su un totale di 175.000 provengono da altre città) per evitare che Milano perda progressivamente il tradizionale ruolo di 'capitale del sapere. Assoedilizia ricorda poi che la carenza di alloggi in locazione costituisce l'ostacolo più serio alla mobilità dei lavoratori che sempre più sono costretti a recarsi dove il lavoro c'e', ma si trovano di fronte il problema di trovare casa ad affitti  accessibili. E' la conseguenza -afferma il Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici- di una politica della casa miope e contraddittoria, foriera di tensioni sociali, le cui responsabilità principali vanno attribuite allo Stato il quale, non solo non costruisce case da trenta anni, ma penalizza con continui aggravi di imposte gli investitori di case in locazione che vedono il reddito

ridursi di oltre la metà Secondo Assedilizia tra le cause che hanno portato all'attuale situazione vi e' l'eliminazione di fatto della  deducibilità forfettaria delle spese manutentive e di gestione degli alloggi dati in affitto da società e da enti non commerciali che riguardano 80.000 famiglie milanesi; l'aumento delle imposte sulle cosiddette seconde case, che hanno equiparato gli alloggi dati in  affitto alle ville al mare o ai monti; mentre il riclassamento catastale degli immobili in 4 microzone di Milano deciso dall'amministrazione comunale porterà ad un aumento dell'ICI fino a 2-3 volte. Tutto questo, sottolinea l'associazione induce gli investitori istituzionali nell'immobile ad uscire dal settore, mentre un trattamento fiscale di favore privilegia lo sviluppo dei fondi immobiliari, i mattoni di carta. Inoltre una singolare maniera di interpretare il federalismo fiscale fa sì -per Assoedilizia- che i Comuni lombardi, Milano in testa, versino allo Stato somme considerevoli ricevendo in cambio soloil 4,5%, le briciole. A titolo di esempio, ogni cittadino di Milano versa a fondo perduto 4.309 euro, di Bergamo 3.781, di Monza 3.608. Per Assoedilizia vanno studiate forme e formule per agevolare la locazione attuando sgravi fiscali per chi loca e una  collaborazione tra operatori pubblici e privati. Una prima immediata anche se parziale risposta, può essere data da un iter preferenziale concesso ai proprietari di alloggi di grandi dimensioni (sono circa 18.000 di 140 mq ed oltre) che intendono frazionare: diverse migliaia di alloggi potrebbero essere immessi sul mercato in pochi mesi. Per quanto riguarda poi gli alloggi per studenti, Assoedilizia in collaborazione con il Comune di Milano, università ed altri enti sta  per realizzare un progetto ad hoc. Ma ad allontanare i milanesi dalla città vi sono, per Assoedilizia, anche altri motivi come ad esempio l'inquinamento atmosferico: a Milano -osserva- circolano ogni giorno lavorativo 1,3 auto per abitante in quanto almeno 600.000 auto provengono da fuori, il che ne fa una delle città con maggior traffico e con maggior  inquinamento atmosferico del mondo.

 


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