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LAZIO: BRACHETTI SU IPAB, ALIENAZIONE BENI NON STRATEGICI NON E' UN TABU'

LAZIO: BRACHETTI SU IPAB, ALIENAZIONE BENI NON STRATEGICI NON E' UN TABU'

ASSESSORE AFFARI ISTITUZIONALI, PUO ' ESSERE MEZZO PER ASSISTENZA A FASCE SOCIALI PIU ' DEBOLI

 

Roma, 4 gen. Prevedere forme di alienazione di beni non strategici, vincolando rigidamente il reinvestimento dei proventi da queste ottenute ai compiti statutari che, obbligatoriamente e senza deroghe, le Ipab devono rispettare, non deve essere considerato un tabù. E' questa l'opinione dell'assessore agli Affari istituzionali, enti locali e sicurezza della Regione Lazio, Regino Brachetti, a proposito dei beni posseduti dalle Ipab, le Istituzioni di pubblica assistenza e beneficenza. A determinate condizioni, e tenendo conto che comunque si deve trattare di operazioni con finalità sociali - aggiunge l'assessore - la vendita di proprietà, come ad esempio le unità immobiliari, che solo a Roma sono qualche migliaio, può essere un mezzo per concretizzare forme di assistenza alle fasce sociali più deboli. Quella dell'alienazione a particolari condizioni delle abitazioni, ad esempio, potrebbe essere una risposta, seppure parziale, al drammatico problema della casa nella Capitale.

Non e' più tollerabile che strutture che spesso dispongono di patrimoni ingenti, e hanno come unici obiettivi la loro valorizzazione, a beneficio delle categorie più svantaggiate - conclude Brachetti - si trovino in situazioni economiche e gestionali prossime al collasso, tanto da richiedere misure straordinarie da parte nostra così come non e' concepibile che su argomenti ai quali i cittadini sono particolarmente sensibili, come l'assistenza, l'occupazione e l'emergenza abitativa, si alimentino false aspettative e si proceda a speculazioni politiche, o peggio.

 

CASA: GALLORO,SU SITO COMUNE NUOVA GRADUATORIA CASE POPOLARI 29.302 HANNO FATTO RICHIESTA, RIVEDERE SISTEMA GRADUATORI

 

ROMA, 3 gennaio 2006 - Da oggi sul sito del Comune di Roma e' in pubblicazione la nuova graduatoria generale per l'assegnazione di alloggi popolari. Lo annuncia il delegato capitolino per l'emergenza abitativa Nicola Galloro che spiega che la graduatoria e' aggiornata al 30 giugno 2005 e con regolarità semestrale viene continuamente aggiornata. Sono finiti i tempi - spiega Galloro - in cui si faceva domanda per la casa popolare e bisognava aspettare otto anni per vedere la propria posizione in graduatoria. Oggi tutti quelli che hanno fatto domanda entro il mese di giugno compaiono con regolare posizione e punteggio. Basta cliccare il proprio nome con i dati anagrafici sul sito www.comune.roma.it per vedere  apparire punteggio e posizione. La graduatoria consta, fa sapere il delegato capitolino, di 29.302 richiedenti e negli ultimi mesi e' aumentata di 1233  domande (675 integrazioni di vecchie domande, 1998 nuove domande da cui vanno eliminati gli alloggi assegnati e le domande inammissibili). In questi sei mesi - afferma Galloro - abbiamo avuto un'integrazione di altre 350 famiglie che sono uscite di casa e pertanto si sono attestate nei 10 punti, che complessivamente sono 2413. Anche quelli che stanno per uscire di casa hanno superato quota 3100 con il rischio, dopo il 16 gennaio giorno in cui scade la proroga natalizia di esecuzione degli sfratti, di ingrossare di fatto le famiglie fuori casa in attesa di un alloggio. Metà delle persone in graduatoria hanno punti 8, esattamente 15.265 famiglie. I punti 8 racchiudono tutti i problemi (escluso gli sfratti).  E' necessario - afferma Galloro - pertanto, rivedere il sistema della graduatoria. A tal fine il Comune, in collaborazione con la Regione, sta provvedendo a 'spacchettare' questi 15.265 nuclei richiedenti, cercando di dividere il problema a seconda delle categorie. Negli 8 punti, infatti, ci sono tutti quelli che una casa non l'hanno mai avuta o l'hanno persa diversi anni fa, gli invalidi, le persone sole, le ragazze madri, etc, che con una graduatoria così concepita vedono nulle

le speranze di realizzare il sogno della casa. Pertanto, soddisfatti dei tempestivi aggiornamenti apportati alla graduatoria generale, siamo coscienti che la forma attuale non riprende il reale fabbisogno delle famiglie. Da qui, conclude il delegato capitolino, la necessità di adeguare il bando di assegnazione alloggi alle diverse esigenze.     

 

 

 

CASA: DURNWALDER, TUTELARE FASCE DEBOLI, EVITARE ABUSI

 

BOLZANO, 4 GEN - La verifica sui criteri di concessione dei contributi sull'affitto non colpirà le fasce a basso reddito: e' quanto precisa il presidente della Provincia Luis Durnwalder in merito alle prese di posizioni di questi giorni sulla questione del sussidio casa. L'intento e' quello di individuare e scoraggiare speculazioni e abusi, conferma Durnwalder. Il presidente Durnwalder ribadisce in una nota che la Provincia intende verificare l'incidenza dei sussidi sul caro-affitti, una riflessione che si impone anche alla luce del fatto che ''le risorse destinate a questo contributo sono passate negli ultimi tre anni da 15 a 22 milioni euro, corrispondenti a una crescita del 50%.'' L'obiettivo di fondo, conferma il Presidente,'e' quindi di intervenire per evitare quelle forme di speculazioni e di abusi che possono aver contribuito a far lievitare gli affitti nei centri altoatesini. La Provincia, precisa Durnwalder, ha sempre ben presente, e così sarà anche per il futuro, il principio del sostegno sociale, a cominciare dall'aiuto ai cittadini con basso reddito e a coloro che hanno difficoltà ad accedere ad un alloggio. Non si può pertanto parlare di tagli che graverebbero sulle fasce più deboli: Le famiglie realmente bisognose saranno tutelate e non dovranno temere di non trovare un alloggio o di non riuscire a pagare il canone, continua Durnwalder. Il Presidente della Provincia ricorda infine che nel 2007 sarà completato il programma dell'edilizia residenziale, che contribuirà ad eliminare i principali fattori di congestione del mercato.

 

COMUNE BOLOGNA. ERP, UNIONE DEPOSITA 'VERDETTO' E ATTACCA

NALDI: MALE VANNINI; REPLICA: DS CONFERMANO, ZERO IRREGOLARITA'

 

BOLOGNA- La maggioranza di centrosinistra del Comune di Bologna deposita il suo "verdetto" sull'indagine nata dalle accuse di gestione clientelare degli alloggi pubblici mosse dall'assessore Antonio Amorosi. Alla segreteria della Commissione di indagine oggi e' giunta la relazione messa a punto dal diessino Gianguido Naldi: quella già circolata nei giorni scorsi e in cui si escludono reati e irregolarità, ma si accusa la deriva "discrezionale" assunta dal ruolo della Commissione consultiva casa, composta da consiglieri comunali, al centro delle accuse di Amorosi. Quella dimensione "discrezionale", come canale di segnalazione delle esigenze di alloggi, sta scritto nella relazione, ha generato una situazione amministrativa anomala. Ebbene, sono proprio (e solo) questi passaggi della relazione dell'Unione a non essere condivisi dalla minoranza che comunque non appare intenzionata a presentare un contro-documento. La consegna della relazione, che dunque conferma l'orientamento della vigilia teso a smontare il castello accusatorio di Amorosi, e' accompagnata da un duro affondo di Naldi stesso all'indirizzo di Alberto Vannini, presidente della commissione di indagine e capogruppo Ltb, che ieri ha chiesto le dimissioni dell'assessore perché, ha detto, ha gettato fango sull'amministrazione senza avere prove Le dichiarazioni di Vannini, afferma Naldi in una nota, rendono, una volta di più, evidente la sua personale difficoltà a mantenere distinto il suo ruolo di presidente della Commissione di indagine da quello di capogruppo de 'La Tua Bologna ' che gli consentirebbe di esprimere liberamente le sue opinioni e i suoi desideri. Tra l'altro, per il diessino, l'attacco di Vannini appare in contraddizione con il suo appello alla presentazione di una relazione bipartisan alla fine del lavoro della commissione di indagine.

 

 


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