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Untitled Document "Una nota alle news dell'11 gennaio, che è come un editoriale: suicidi,
sgomberi, umiliazioni agli sfrattati... e disegni perversi sulle case
popolari e contro i proprietari-utenti della prima casa".

Sono sette dense pagine di news in cui è sconvolgente la catena degli
sfratti con il suicidio di Palermo, lo sgombero dei disabili da un alloggio
ad Albisola, il disoccupato di Taranto per due ore sul cornicione del
Municipio. Sono i precari totali, fanno notizia ma non progetto: è un dramma
che pare quasi naturale come una alluvione o un terremoto. E non è così.
Altre sono invece le aspettative di chi gestisce siano amministratori delle
cosiddette case popolari o assessori delle grandi città. Vi segnaliamo due
lunghi lanci di agenzia, uno dall'Abruzzo, l'altro da Roma. La prendono
larga, aggirano, insinuano e non è facile indentificare il nocciolo delle
intenzioni, ma si può. Noi cerchiamo in questo di aiutarvi nella
decifrazione.
Abbruzzo: parlano i cosiddetti gestori della ATER (già Iacp) che definiscono
le aziende come entità "atipiche perchè hanno anche (sic! anche!) una
funzione sociale." E' un vestito stretto, chiedono alla Regione di
modificare le loro attribuzioni..."attraverso l'affidamento di servizi ed
incarichi" ovviamente di tipo privatistico. E' il leitmotiv che parte
dall'Emilia Romagna, penetra nelle Marche, da un altro versante s'infila
dalla Toscana. E' la smania di essere diversi da quelli che sono, cioè i
gestori di un servizio pubblico. Sognano l'impresa, i grandi numeri,
l'immobiliare almeno affittato a canoni concordati e però con l'esclusione
dell'ICI. Ecco il senso del nostro dibattito sul destino delle case
popolari, tempestivo alquanto.
E poi dopo le case popolari e il turno degli alloggi privati. Merita
intrecciare due notizie, quella proveniente dalla Confedilizia sul DP
Scajola sull'adeguamento ascensori (costo previsto da 7 ai 14 miliardi di
euro su scala nazionale) e l'altra sull'accordo tra Comune di Roma e Agenzia
del Territorio (che funziona a pagamento come Roma Entrate spa) per
realizzare (dicono) una colossale Banca Dati su tutti gli immobili della
capitale, allo scopo, afferma l'assessore al bilancio Marco Causi) di
aggiornare il catasto ed evitare errori e lotta all'evasione ed elusione.
Perbacco, e chi non è d'accordo con tanta moralità.
L'Ass. Causi cerca di pararsi il "cosiddetto" con cautele diverse: lo faremo
"in modo graduale, ma fermo e incontrovertibile"; lo faremo per "migliorare
i servizi per i cittadini" e subito dopo "per tener conto dei processi di
trasformazione della città".
Ed allora dove c'è il baco? Il baco sta nel riferimento essenziale: che cosa
deve essere fatto in modo incontrovertibile, cioè senza vertenze? Quello che
è previsto "in attuazione della legge finanziaria dello Stato del 2005"
(cioè del Governo Berlusconi ma come sviluppo di quella emanata da Prodi nel
1998). Ed ecco di nuovo ampiamente motivata, e tempestiva, l'iniziativa
proposta dell'Unione Inquilini di Firenze: "La prima casa non si tocca,
difendiamo la casa come valore d'uso!" . Leggete di che si tratta, cosa
significa revisione catastale, quali sono i parametri e chi sarebbe del
tutto schiacciato da questa riforma, che ancora i nuovi valori ai picchi del
mercato immobiliare! L'adeguamento ascensori può diventare onere
insopportatbile per la pletora di proprietari della sola prima casa, così
come l'adeguamento delle rendite. Non si mascheri questa manovra con la
moralità di una ricerca delle superrendite dei "furbetti del quartierino" -
sono sempre una estremaminoranza e sanno come scaricare su altri una
eventuali lievitazione fiscale; essa è tesa a colpire il corpo grosso, il
vasto popolo di chi ha una sola casa e ci vive e non può nascondere e
scaricare nulla. Dopo aver strozzato l'inquilinato (il residio 20% o anche
meno che è al suicidio) tocca a voi.
Vincenzo Simoni - Segretario nazionale dell'Unione Inquilini.


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