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CASA:A ROMA SGOMBERATO STABILE,SI PENSA A REQUISIZIONI PROPOSTA ACCOLTA DA SERRA CHE AVVIA TAVOLO TECNICO

CASA: CON IL  MASSIMO … DELLA CAUTELA

 

 

CASA: D'ALEMA, PLURALITA' DI INTERVENTI SENZA FRATTURA

SOCIALE, DA FLESSIBILITA' A STRUMENTO FISCALE A BONUS MIRATO

 

ROMA, 27 gen - L'emergenza casa non si risolve abolendo il mercato e istituendo una sorta di comunismo della casa. Dobbiamo pensare ad una pluralità d’interventi.

Il presidente Ds Massimo D'Alema coglie l'occasione di una  manifestazione pubblica per indicare la linea, che il centrosinistra in caso di vittoria elettorale, dovrà seguire per affrontare il problema della casa.

Dai maggiori investimenti pubblici all' utilizzo del bonus  in modo mirato, D'Alema ipotizza alcuni interventi precisando che non vogliamo punire o espropriare nessuno ma e' necessario dare risposte sociali senza creare fratture.

In particolare il presidente Ds batte sull' utilizzo in modo flessibile dello strumento fiscale. Lo strumento fiscale - afferma D'Alema - va usato per esempio per punire il patrimonio inutilizzato ma anche per incentivare il contratto di locazione sociale. Si deve poi ridurre o eliminare l'Ici sull'edilizia residenziale pubblica.

Quanto agli sfratti il presidente Ds e' convinto che nelle situazioni di maggior disagio ci vuole il blocco e una politica d’accompagnamento. Vale il blocco - sottolinea D'Alema - finché l'istituzione non e' in grado di accompagnare il cittadino da una casa ad un'altra.

Questo non vuol dire, precisa D'Alema, abolire il mercato ma serve una risposta sociale efficace con una pluralità di mezzi senza creare fratture sociali tra imprenditori, proprietari di casa e inquilini.

 

Esegesi del testo

 

1.      Passaggi condizionanti

 

“non si risolve”

“precisando”

“senza creare” 

“in modo flessibile”

“in modo mirato”

“per esempio”

“si deve poi”

“ma anche per”

“finché”

“questo non vuol dire”

“precisa” 

e ancora

“senza creare” 

“per incentivare”

“con una pluralità di mezzi”.

 

 

2.      Cautele e rassicurazioni

 

“non si risolve abolendo il mercato e istituendo una sorta di comunismo della casa”

“non vogliamo punire ed espropriare nessuno”

“nelle situazioni di maggior disagio”

“una politica d’accompagnamento”

e ancora

“questo non vuol dire abolire il mercato”

e ancora

“senza creare fratture sociali tra imprenditori, proprietari di casa e inquilini”

 

Questo è il nostro editoriale di martedì 31 gennaio 2006.

Basta e avanza.

www.unioneinquilini.it


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