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01.02.06.: Caro affitti: presentata mozione in regione Veneto da Comunisti Italiani, Verdi e PRC.



                                                                                                                                 1 febbraio  2006

 

Quest’oggi abbiamo presentato una mozione per impegnare la Regione Veneto ad intervenire al più presto per garantire a tutti l’accesso all’alloggio e porre fine alle speculazioni che, da anni, avvengono sugli affitti così come sulla vendita di appartamenti.

In questo campo il Veneto può vantare un altro primato. Dal 1998, infatti, sono proprio le nostre città a registrare i maggiori incrementi nei costi degli affitti; Venezia, in particolare, è la capitale italiana del caro-affitti con una crescita dei canoni mensili pari al 139%; Ma anche Padova, Verona e Vicenza possono vantare percentuali di tutto rispetto: +73% la prima, +76,8% la seconda e +48,8% la terza. In questi anni, insomma, i soliti noti hanno fatto i miliardi con le speculazioni immobiliari drogando il mercato sia per quel che riguarda gli acquisti che per quel che riguarda gli affitti.

E’ chiaro che questa situazione risulta inaccettabile; tanto più se teniamo conto del paradosso che vede da una parte sempre più difficoltà, per le famiglie e le giovani coppie, a trovare un alloggio, e dall’altra il numero sempre più alto di case sfitte presenti nelle nostre città.

Risulta dunque necessario, al più presto, un deciso intervento delle istituzioni; il diritto alla casa, infatti, è sempre più un diritto evaso. Per questa ragione abbiamo presentato una mozione in consiglio regionale che impegni la Giunta regionale a costruire delle politiche adeguate d’intervento entro sei mesi. Per quel che ci riguarda ci sono diverse strade percorribili per porre fine ad una situazione paradossale dove, mentre molte famiglie e giovani coppie hanno difficoltà a trovar casa, nelle città vi sono migliaia di appartamenti vuoti, non utilizzati. Noi, per evitare che qualcuno ci accusi di gridare allo scandalo senza proporre soluzioni, le abbiamo elencate nella nostra mozione: agire sulle leve fiscali per incentivare l’affitto a canone sociale degli appartamenti in disuso; utilizzare, in accordo con la Conferenza dei Comuni, l’Ici come strumento per sfavorire l’esistenza di appartamenti sfitti; attivare strumenti straordinari per il recupero di abitazioni che necessitano di ristrutturazioni, bloccando così la speculazione edilizia che vede, a fronte di migliaia di appartamenti inutilizzati, la continua cementificazione di nuove zone; rilanciare il programma di edilizia popolare e convenzionata per calmierare il caro-casa. Infine, vi è la possibilità dellì’esproprio temporaneo, in caso di emergenze abitative o sfratti, di appartamenti sfitti da più di 12 mesi. Questa proposta, già avanzata in Liguria e su cui anche noi stiamo lavorando per presentare un progetto di legge nel caso la Giunta non si attivasse, merita di essere presa sul serio e non ideologizzata.

Si tratta, infatti, di dare alle amministrazioni comunali la possibilità di requisire gli alloggi di proprietà privata (dalla terza casa in su) sfitti da almeno 12 mesi ed assegnarli alle famiglie in emergenza abitativa.  Il canone sociale andrebbe versato al proprietario che sarebbe anche esentato dal pagamento dell’Ici. La requisizione durerebbe un massimo di 2 anni, dopodiché, qualora non si fossero trovate alternative, l’Amministrazione, tramite i propri uffici, si farebbe carico di cercare un accordo tra proprietario e inquilino per stipulare un normale contratto d’affitto. Se bisogna scegliere tra il diritto all’accesso alla casa e la ricerca del maggiore profitto da parte dei proprietari, del resto, la priorità, per un’Istituzione, non può che cadere sulla garanzia che tutti possano avere una sistemazione dignitosa.

Al termine della discussione sul bilancio l’Assessore Giorgetti aveva chiesto un intervento straordinario per sostenere l’accesso alla prima casa per i giovani precari; la sua proposta era quella di imporre l’Ici sui nuovi assegnamenti sociali Ater per creare un fondo ad hoc; le opposizioni, naturalmente, avevano rifiutato la proposta perché improvvisata e ingiusta: essa, infatti, andava a gravare su soggetti deboli per aiutare altri soggetti deboli. La ragionevolezza, invece, ci impone di trovare soluzioni per i più deboli colpendo privilegi e speculazioni e fermando, così, la folle corsa del caro-casa.

La nostra mozione disegna degli scenari precisi entro cui muoversi; ci auguriamo che la Giunta regionale la prenda; non farlo vorrebbe dire sacrificare i diritti dei cittadini sull’altare del profitto.

La mozione è stata sottoscritta anche dai consiglieri Bettin (Verdi) e Pettinò (Rifondazione Comunista).

 

Nicola Atalmi

Consigliere Regionale Comunisti Italiani



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