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Casa, requisizioni, espropri: bisogna far chiarezza

Casa, requisizioni, espropri: bisogna far chiarezza!

 

I. Questi i limiti alla proprietà  privata nella Costituzione

 

Art. 41 Cost.

L’iniziativa economica privata è libera.

Non può svolgersi in contrasto con la utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.

La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

 

Art. 42 Cost.

La proprietà privata può essere, nei casi previsti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi di interesse generale.

 

II. Così la requisizione nell’ordinamento giuridico.

 

Numerose le fonti richiamate in diverse ordinanze; tra le tante l’art. 7 della legge 20 marzo 1865, n. 2248;  l’art. 36 del R.D. 17 agosto 1907, n. 542; l’art. 153 del TU 4 febbraio 1915; gli art. 19 e 21 L. 6 dicembre 1971 n. 1034;  e per il richiamo all’obbligo di soccorso commesso alle funzioni di Ufficiale Sanitario attribuite al sindaco la Legge Sanitaria n. 833 del 1978.

 

III. Queste le diverse posizioni sul diritto alla casa per chi non ce l’ha.

 

1. DS e alleati di centro sinistra.

 

Piero Fassino (il Segretario nazionale dei DS a “Omnibus”): “Escludo che qualcuno, nel 2006”  (sic!)  “pensi all’esproprio, che è impraticabile e privo di senso. Non pensiamo ad espropriare alcunché, men che meno la casa”

“L’intenzione del centrosinistra è quello di affrontare il problema della casa forse il più acuto con una politica non di esproprio ma fiscale, che incentivi chi ha le case sfitte ad affittarle. Ovvero la strada indicata  (…) è quella della fiscalità di vantaggio”

Moreno Veschi (Capogruppo DS Regione Liguria): “Non condividiamo la proposta di ricorrere alla requisizione, pur nelle condizioni estreme proposte da Rifondazione. (…) La requisizione è una procedura di dubbia legittimità e di difficile applicazione e non riteniamo, quindi, che sia lo strumento più adatto per affrontare una problematica che necessita di una strategia e di una visione più complessa”

Claudio Burlando (Presidente DS della Regione Liguria): “ Rifondazione solleva un problema vero, quello della casa, ma francamente la Regione non può pensare di requisire abitazioni. (…) E’ vero che esiste uno spreco di alloggi (…) ma il problema della casa viene da lontano.”

Comunisti Italiani (Liguria): “La requisizione appare una trovata elettorale”

Claudio Gustavino (Capogruppo della Margherita, Regione Liguria): “La requisizione è inaccettabile (…) l’idea di incentivare l’affitto è valida e non è nuova, La Pira a Firenze fece una cosa analoga”

(N.d. R: questa citazione è sbagliata; La Pira requisiva e parecchio – Vedi Ugo Di Tullio, Le requisizioni di Giorgio La Pira, Analisi storico-giuridica. e/p editrice la parola. 1987. Lire 10.000, in particolare pagg. 25 e segg.)

 

2. Rifondazione Comunista

 

Fausto Bertinotti (Segretario nazionale del PRC in News Settimanale): “E’ già successo che siano stati temporaneamente requisiti alberghi e strutture residenziali per emergenze abitative, ma comunque si tratta di una proposta. Anche il presidente Burlando, pur non condividendola, mi pare che abbia detto che Rifondazione ha posto un problema reale. L’emergenza della casa esiste e in alcuni casi, lo ripeto, è drammatica. Per fronteggiarla si possono avanzare delle proposte, o no? (…). Chi ha parlato di esproprio? Io non ho sentito nessuno pronunciare questa parola. In campo sociale bisogna essere precisi. Mi pare che si tratti di una misura emergenziale per fronteggiare la drammatica situazione di alcune famiglie, costrette alla strada da un mercato degli affitti per molti inarrivabile”

 

3. Dal Centro Destra

 

Nazario Pagano (Capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale dell’Abruzzo, attacca in questo modo la proposta di requisizione delle case sfitte formulata dal Commissario straordinario dell’Aret, Giulio Petrilli): “ Sciagurata e irresponsabile (…) la scellerata proposta avanzata da Petrilli (…) evidentemente memore di un passato rivoluzionario e sovversivo. (…) Siamo davvero alla follia! (…) Il lupo perde il pelo ma non il vizio (…). Il centro sinistra dovrà sempre fare i conti con una deriva ideologica che non può negare le proprie origini vetero comuniste. (…) Petrilli venga dimissionato per manifesta pericolosità e avviato ai servizi sociali”.

 

Il nostro commento

 

Significative e preoccupanti le reazioni ad alcune proposte, che possono essere discusse per la loro efficacia, ma che vengono invece contestate ideologicamente. Contro un principio di diritto che impone l’obbligo di soccorso si innalzano barriere feroci, che cancellano una storia appassionata che ha le sue radici nella solidarietà del cristianesimo sociale e nella fratellanza del socialismo delle origini.

Questa storia fatta di conflitti e convergenze ha influito sulla stessa dottrina dello Stato e del Diritto, che progressivamente è stato rovesciato da “legge per il più forte” a protezione legale per i oppressi e gli emarginati, in un cammino di liberazione progressiva.

Per questo, oggi, la Costituzione Italiana, a partire dallo strategico articolo 3, chiave di volta di tutto il suo impianto, è considerata per alcuni un impedimento strategico; per altri un residuo da sistemare tra i reperti archeologici (Vedi Fassino: “Escludo che qualcuno nel 2006…” ).

Comunque Nazario Pagano di Forza Italia non ha dubbi; prefigura per il sovversivo Petrilli, che si richiama ai valori della solidarietà, la morte civile.

Fausto Bertinotti, invece, entrando nello specifico della polemica sulle requisizioni, sta cercando di tamponare una deriva moderato-reazionaria circoscrivendo la questione, scansando il termine “esproprio” e collegando alcuni interventi ad un’eccezionale emergenza… che riguarda “alcune famiglie”.

Noi ne dobbiamo discutere molto bene perchè c’è il rischio che in questa cinica fase pre-elettorale la materialità dell’oppressione sia annebbiata dal roboante anticomunismo dei privilegiati, non adeguatamente contrastati da chi si attesta su posizioni essenzialmente difensive.

E cosa di questi giorni l’impegno a respingere lo schiacciamento contingente; ricordando tra l’altro che l’esproprio e la requisizione sono istituti giuridici con una lunga storia, addirittura precedente alla Costituzione Repubblicana; che la Costituzione ha rafforzato, a prescindere da eventuali nuove proposte di legge, come quelle che avanzate in sede regionale.

 

L’Unione Inquilini ritiene che debbano essere valorizzate e riprese da molte altre amministrazioni comunali le ordinanze di requisizioni emesse da Sandro Medici nella X Municipalità di Roma: senza nulla innovare hanno applicato quanto già esiste, mostrando di volerlo fare nella concretezza delle questioni sociali. E’ questo che conta.

L’ Unione Inquilini s’attesta convintamene su questa posizione.

 

 

Nota critica a cura della Segreteria Nazionale dell’Unione Inquilini

Roma, 2 febbraio 2006

 


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