Back

Indice Comunicati

Home Page

CASA: ROMA CAPITALE DEGLI SFRATTI, SE NE ESEGUONO DAI 6 AI 7 AL GIORNO/ADNKRONOS SOPRATTUTTO PER MOROSITA', COLPITI DA BOLLA I

CASA: ROMA CAPITALE DEGLI SFRATTI, SE NE ESEGUONO DAI 6 AI 7 AL GIORNO/ADNKRONOS SOPRATTUTTO PER MOROSITA', COLPITI DA BOLLA IMMOBILIARE NON SOLO DISAGIATI MA ANCHE CETO MEDIO

 

 Roma, 5 feb. (Adnkronos) - Roma capitale degli sfratti. Se ne  eseguono dai 6 ai 7 al giorno, secondo l'Unione degli inquilini.  Alcuni parlano di 'emergenza', altri affermano che si tratta di una situazione 'fisiologica'. Intanto e' cominciato il conto alla rovescia per decreto legge per la proroga: Roma avrà per sei mesi una boccata  di ossigeno. Ma il problema e' solo rimandato mentre vanno trovate soluzioni durature.  Ne e' convinto Nicola Galloro, consigliere al Comune di Roma,  delegato alle emergenze abitative. ''La situazione degli sfratti a  Roma e' pesante - spiega all'ADNKRONOS Galloro - negli ultimi mesi  sono 29.400 le richieste di case popolari, di cui 2.400 famiglie già  sono uscite dalle case e 3.100 hanno redditi bassi ed uno sfratto esecutivo che va al di là del blocco. Sono infatti circa 2.000 le  famiglie che rientrano nelle condizioni del blocco previste dal  decreto, gli altri sfratti proseguono ''        ''Circa 18.000 delle persone in graduatoria hanno otto punti , che racchiudono tutti i problemi, escluso gli sfratti - precisa  Galloro - Si tratta di famiglie che chiedono di avere casa e che non l'hanno mai avuta, persone che pagano affitti elevatissimi e chiedono una soluzione alla mano pubblica ''. ''A ciò si aggiungono - prosegue  Galloro - altre 20.000-25.000 famiglie fuori dai limiti delle abitazioni popolari ma che non arrivano a pagare la casa. Prima erano considerate in grado di acquistare ad edilizia agevolata, ma col crescere dei prezzi, ora non sono più in grado di farlo ''.  Anche se entrerà in vigore la proroga degli sfratti il lavoro del Comune non si ferma. ''Cerchiamo una risposta a questo fabbisogno - afferma ancora il consigliere comunale Galloro - avevamo chiesto un blocco programmato degli sfratti, perché, nel frattempo, il Comune di Roma ha approvato un 'Piano per l'emergenza abitativa ', con il quale, per la prima volta, obblighiamo i  costruttori a costruire per l'affitto. Il problema e' che manca un

mercato della locazione ed infatti la delibera stabilisce la possibilità di un accordo col costruttore, percui, in media il 20%, deve essere obbligatoriamente destinato all'affitto concordato '' Un provvedimento i cui effetti potranno sentirsi solo fra qualche anno. Per l'immediato, invece, sottolinea Galloro ''abbiamo approvato un piano per le modifiche di destinazione d'uso; si tratta di un procedimento basato su avvisi pubblici, rivolti ai privati, che attraverso modifiche di destinazione d'uso consentirà l'acquisto di immobili a prezzi ribassati da destinare alle graduatorie generali. Il tutto a due condizioni: che l'opzione d'acquisto spetti al Comune,  insieme alla maggior valorizzazione ''.       ''Stiamo lavorando sul piano di programmazione abitativa - conclude Galloro - grazie al nostro patrimonio abitativo e ai soldi  della Regione, in attesa che il Governo sblocchi i 36 milioni di euro promessi. Approfitteremo di questi sei mesi di blocco, per lavorare ed andare avanti nel nostro piano ''. Il nuovo decreto legge per il blocco degli sfratti, e' insomma solo un tampone.  E' stato il vice ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con delega alla casa, Ugo Martinat a precisare che il provvedimento entrerà in vigore per sei mesi nei comuni con più di un milione di abitanti, quindi Roma, Milano, Napoli e ''per quelle famiglie, che abbiano nel proprio nucleo familiare ultrasessantacinquenni, o handicappati gravi e che non dispongano di altra abitazione o di redditi sufficienti ad accedere alla locazione di una nuovo immobile ''.  Potranno beneficiare di interventi speciali, finalizzati alla realizzazione di alloggi di edilizia residenziale e ai progetti speciali riguardanti le politiche abitative nelle città con emergenza sfratti, quelle famiglie che hanno nel proprio nucleo familiare almeno un figlio sotto i tre anni, o almeno due figli minorenni fiscalmente a carico, che nel proprio nucleo familiare abbiano sostenuto spese  mediche documentate superiori al 10% del reddito annuo, o abbiano

componenti affetti da malattie invalidanti o che ne sconsiglino lo spostamento, e che non dispongano di altra abitazione o di redditi  sufficienti ad accedere alla locazione di un nuovo immobile. In questi ultimi casi, la decisione spetta anche al proprietario che può  decidere di bloccare lo sfratto, in cambio di forme di esenzione o riduzione dell'imposta comunale sugli immobili e dell'addizionale  comunale per l'anno fiscale 2006.  Il blocco, infine, non si effettua se il proprietario si trova nelle stesse condizioni di disagio  dell'inquilino. ''Altra importante novità del decreto legge - ha  detto inoltre Martinat - e' la previsione di particolari agevolazioni  fiscali a favore dei proprietari che si vedono, dal decreto in  questione, bloccare l'esecutività dello sfratto in corso. Questi proprietari non pagheranno, per tutta la durata del periodo di sospensione legale dell'esecuzione, le imposte sul reddito prodotto da

canone o quelle sul reddito da fabbricato ''. Preoccupati ed insoddisfatti gli inquilini. Secondo Massimo

Pasquini, alla guida della Federazione romana dell'Unione inquilini, gli ultimi dati del Ministero dell'interno, riferiti al 2004, parlano  chiaro: sono 1.541.223 le famiglie romane e 6.214 gli sfratti emessi,  10.868 le richieste di esecuzione presentate all'autorità  giudiziaria, 2.724 gli sfratti eseguiti. Tutto ciò a dire, uno sfratto ogni 248 famiglie, peggior primato rispetto a tutte le altre città italiane. ''Quello degli sfratti a Roma e' un panorama grave -  spiega Pasquini - sulla base dei dati del Ministero dell'interno, tra  il 1994 ed il 2004 sono state oltre 40.000 le sentenze di sfratto per  morosità, oltre 3000 di queste, solo nel 2004''.  Una situazione aggravatasi negli ultimi due anni, quando, con lo scoppio della bolla immobiliare, affittare o comprare casa e'  diventato un lusso, non solo per categorie svantaggiate ma anche per  quel ceto medio che prima riusciva ad acquistare con l'edilizia  agevolata. Non basta. Il 'Rapporto sul mercato immobiliare 2005 -  speciale Roma e provincia ', presentato dall'Osservatorio del mercato  immobiliare dell'Agenzia del territorio il 17 gennaio scorso, parla di un autentico esodo dalla città verso le aree fuori raccordo e verso  la provincia, per sfuggire cosi' alla scure dei prezzi delle case.   ''Oggi a subire lo sfratto non sono solo i furbi  che non vogliono pagare - dichiara infatti Pasquini - ci sono persone  in condizione svantaggiate, ma anche famiglie del ceto medio impoverito che non e' riuscito a tener fronte al mercato '' ''Roma rappresenta la punta dell'iceberg dell'emergenza, in cui  si eseguono dai 6 ai sette sfratti al giorno - aggiunge Pasquini - il dato storico del Ministero dell'interno dice che, dal 1983 al 2004, a  Roma sono state emesse oltre 100.000 sentenze di sfratti e ne sono  state eseguite circa 75.000. Secondo me - precisa - oggi abbiamo un problema di esecuzione sfratti per circa 10.000 famiglie, infatti il  Ministero dell'interno dice nel 2004 sono state circa 11.000 le  richieste di forza pubblica per esecuzioni di sfratti e nel 2004 furono 2700 gli sfratti eseguiti ''.  ''Basti pensare - afferma ancora il leader della Federazione  romana dell'Unione inquilini - che, quando fu fatta la prima proroga  degli sfratti, tre anni fa, gli inquilini colpiti da sfratto dovevano

presentare un'autocertificazione e 5.000 famiglie dicevano di  rientrare in quella condizione. In questi tre anni crediamo, quindi,  che tra le 3.500 e le 5.000 famiglie siano in condizione di estremo  disagio ''. Secondo Pasquini il problema non si risolve con il nuovo  decreto blocca - sfratti. ''Il problema e' solo rimandato ad Agosto -  sottolinea - questo fa capire una cecità politica ed abitativa. Non  volevamo una proroga di questo tipo, avevamo chiesto invece una  proroga congrua degli sfratti per una politica programmatica  abitativa, perché il problema della casa a Roma e' strutturale ''. Insoddisfatti anche delle condizioni, ''si sono  illuse famiglie con minori e portatori di handcap'' ha dichiarato Pasquini  ''Avevamo chiesto un congruo blocco degli sfratti - prosegue -  per avviare un piano di politica abitativa e costruire appartamenti a  canone sociale per affrontare la situazione. I dati dicono che a Roma nel 2005 sono stati costruiti 90.000 appartamenti in più rispetto al  2004''. ''Basta costruire per un mercato che non c'e' - conclude il leader della Federazione romana dell'Unione degli inquilini – un mercato che non risponde alle esigenze delle persone, che non e'  sostenibile: ci vuole una svolta ''. A ridimensionare il fenomeno sono  invece i proprietari delle case, che propongono soluzioni alternative

al blocco, per risolvere il problema. Secondo il presidente di  Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani ''a Roma la situazione degli  sfratti non e' di emergenza ma fisiologica '' ossia ''non e' più grave di quanto non sia stata altre volte e governabile dal comune con i  normali mezzi che ha disposizione ''.  ''D'altra parte - spiega Sforza Fogliani - il blocco degli  sfratti non e' stato in vigore per dieci mesi e non e' successo niente di tragico; inoltre ci sono delle soluzioni immediate ''. Sforza  Fogliani spiega così la sua ricetta: ''il Comune affitti gli immobili da privati (come da legge 431/98) per destinarli agli sfrattati e risolvere, così, l'emergenza''. Invece, per una soluzione a più  lungo termine, ''bisogna agire sull'edilizia economica popolare -  afferma il presidente di Confedilizia - che oggi e' occupata per il

70% da soggetti senza titolo e da morosi, da gente che si tramanda la casa di generazione in generazione ''. ''Bisogna agire attraverso dei 'buoni casa ' da  dare agli inquilini disagiati - sottolinea Sforza Fogliani - che  possano spendere questo buono sul mercato privato degli affitti; ciò  consentirebbe allo stesso tempo al Comune di dare i buoni casa ai  destinatari fin tanto e' necessario e poi smettere di darli quando non serve più '.  ''Un meccanismo sicuramente più facile - conclude il presidente di Confedilizia - rispetto a quello di sfrattare inquilini che si  tramandano senza titolo la casa, da padre in figlio ''. E su questo  tema la risposta spetta a Luca Petrucci, da pochi mesi presidente

dell'Ater Roma.  ''Stiamo cercando di attuare una politica di recupero della  legalità - afferma Petrucci - affinché gli assegnatari non in regola paghino il debito che hanno con noi. Sto verificando e reperendo soldi dalla Regione per portare a termine alcuni piani di costruzione  bloccati:da una ricognizione emerge che sono da consegnare ancora  circa 600 alloggi  '. A tal fine, secondo Petrucci ''vanno riviste

anche le procedure delle gare per i piani di costruzione ''. Petrucci  sembra però concordare col presidente di Confedilizia: il problema  resta il fatto che non c'e' riciclo degli inquilini, non c'e' ricambio, queste case pubbliche vengono utilizzate da chi le abita  come se fossero di proprietà ''. ''C'e' una cultura sbagliata e va riequilibrato  l'ago della bilancia dei diritti e dei doveri - precisa il presidente

di Ater Roma - da parte nostra noi ci impegniamo ma gli stessi inquilini devono essere puntuali e precisi nei pagamenti: posso dire che sono all'incirca 218mila le morosità con un debito di 600 milioni

di euro ''.  Allo stesso tempo e' richiesto anche un impegno del Comune, gli ''chiediamo - conclude Petrucci - l'eliminazione dell'Ici, perché noi affittiamo a chi dice il Comune e a canone sociale, ma non e' giusto  che paghiamo la tassa Ici, peraltro elevata. Inoltre - conclude - vorremmo che la morosità incolpevole, quella dei cittadini che non sono in grado di pagare, venga rimborsata dal Comune ''.


Top

Indice Comunicati

Home Page