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CASA: DOPO 40 ANNI SFRATTATA PORTIERA STABILE NEL NAPOLETANO

CASA: DOPO 40 ANNI SFRATTATA PORTIERA STABILE NEL NAPOLETANO

 

POZZUOLI (NAPOLI), 3 FEB - E' stata sfrattata dallo  stabile in cui aveva lavorato per 40 anni come portiera. Consilia De Pasca, 73 anni, cardiopatica, dopo una vita di lavoro si e' vista cacciare via dall'appartamento che le era stato dato in comodato d'uso proprio per la sua attività di custodia in via Castello a Bacoli,senza neppure percepire la liquidazione per il lavoro svolto. Una serie di coincidenze strane e sfortunate al tempo stesso, hanno portato all'esecuzione dello sfratto questo pomeriggio. Rigettata una proroga di otto giorni per consentire la discussione della sentenza di primo grado in appello, non riconosciuta l' applicabilità del decreto antisfratti promulgato dal governo da parte dell'ufficiale giudiziario, e  infine lo smarrimento in tribunale del fascicolo riguardante la controversia tra la De Pasca e gli eredi Contessa, proprietari dell' immobile, che hanno impedito l'eventuale proroga.

La vicenda si trascina da qualche anno, da quando gli eredi Contessa hanno deciso di rientrare in possesso della loro  proprietà non tenendo conto della presenza della De Pasca che era rimasta nel frattempo vedova. Non tutti e quattro gli eredi, però, si sono mostrati d'accordo sulla procedura di sfratto. Infatti, questa mattina  Domenico Contessa si e' dissociato dai parenti e ha fatto mettere a verbale dall'ufficiale giudiziario la sua scelta. La  mattinata e' stata abbastanza convulsa. Sul posto per l'esecuzione di sfratto l'ufficiale giudiziario si e' fatto accompagnare dai carabinieri, dalla polizia municipale e da una autoambulanza del 118, nel caso fosse stato necessario il trasporto in ospedale dell' anziana donna. Il figlio della De Pasca, disoccupato, che da qualche tempo viveva con lei, ha tentato in tutti i modi di evitare che l'anziana mamma e lui fossero cacciati dal piccolo appartamento di 43 metri quadrati. Alla fine hanno dovuto accettare lo sfratto. I due sono stati ospitati da una sorella della De Pasca.

 

OCCUPA ABUSIVAMENTE CASA SFITTA, DENUNCIATO DA CC BOLOGNA

 

BOLOGNA, 3 FEB - Era entrato in un appartamento sfitto, con l'intenzione di occuparlo abusivamente e farne il suo alloggio per un periodo, ma l'intrusione e' stata scoperta dai carabinieri di Bologna, che lo hanno denunciato. Nei guai e' finito un barese di 27 anni, sorpreso dai militari in una palazzina di via Franco Bolognese, alla periferia del capoluogo emiliano. All'alba di ieri, dopo avere rotto una finestra e

forzato una porta, il giovane si era introdotto in un appartamento di proprietà del Comune, e attualmente disabitato. I militari del nucleo radiomobile, intervenuti dopo una segnalazione, lo hanno denunciato per danneggiamento e invasione  di edificio.

 

CASA: LIGURIA; AN, MOZIONE PER CENSIRE PATRIMONIO PUBBLICO PLINIO, INDIVIDUARE ALLOGGI DA ASSEGNARE AD AVENTI DIRITTO

 

GENOVA, 3 FEB - Il gruppo regionale ligure di An ha  presentato stamani una mozione urgente con cui chiede alla  giunta di far effettuare al più presto un censimento di tutto il patrimonio abitativo pubblico al fine di individuare alloggi sfitti, o occupati abusivamente in modo tale da poterli assegnare alle tante famiglie liguri aventi diritto. Invece di requisire le case private come vorrebbero fare i veterocomunisti di Rifondazione sarebbe più opportuno procedere celermente al censimento delle tante case popolari sfitte o occupate abusivamente magari da zingari o da immigrati clandestini, al fine di riassegnarle agli aventi diritto, ha affermato il capogruppo Gianni Plinio. Ricordo che, in occasione di sopralluoghi effettuati al CEP di Prà, alle 'Lavatrici' ed alla 'Diga' di Begato – ha proseguito Plinio - numerose erano le segnalazioni di situazioni  di questo genere da parte di inquilini. Ci sono assegnatari che  subaffittano l'alloggio essendo, nel frattempo, diventati altrove proprietari di casa e ci sono alloggi

popolari, anche nel centro storico, sfitti da lungo tempo che vanno sempre più gravemente deteriorandosi. A fronte della preoccupante emergenza abitativa - ha  concluso il capogruppo di An - e' necessario decidersi a  rimettere ordine e ad eliminare ogni anomalia attraverso un'iniziativa semplice ed utilissima quale quella che  proponiamo. Sono certo che, da un censimento accurato, sarebbe possibile reperire nell'ambito del territorio regionale migliaia di appartamenti di pubblica proprietà, di cui numerosissimi a Genova, in grado di corrispondere alle giuste esigenze di tanti sfrattati e di tanti nuclei familiari che attendono da tempo immemorabile una casa popolare parcheggiati nelle lunghissime liste di attesa soprattutto del Comune di Genova.

 

CASA: PROPOSTA LEGGE RC IN REGIONE

 

VENEZIA, 2 FEB -  Una proposta di legge che prevede per i comuni ad alta densità abitativa la possibilità di requisire la terza casa di proprietà, se sfitta da almeno un anno, per darla ad una famiglia già in graduatoria per le case popolari, e' stata presentata dal consigliere di Rifondazione Comunista Pietrangelo Pettenò. Si tratta di una misura temporanea - precisa l’esponente di Rifondazione- che dovrebbe durare al massimo 36 mesi, dopo i quali l’abitazione tornerà al legittimo proprietario sicuro che per i dieci anni seguenti non ci saranno altre requisizioni. La proposta di legge prevede che venga pagato un canone al proprietario il quale, nel periodo  in questione, sarà anche esentato dal pagamento dell’ICI e riavrà l’appartamento nelle identiche condizioni strutturali e igienico sanitarie verificate al momento della temporanea  requisizione. Questa proposta di legge afferma Pettenò- risponde all’emergenza casa che si verifica in alcuni comuni del Veneto, Venezia e Padova in particolare, dove il numero degli alloggi sfitti e' enorme, grazie ad una politica che negli ultimi anni ha tagliato i finanziamenti statali alle Regioni (1,5 miliardi di euro nel 2002- 808 milioni di euro nel 2004) e dove si e' costruito sempre meno alloggi con sovvenzione pubblica.

 

UNIONE:BERTINOTTI,RUTELLI NON VEDE DRAMMATICI PROBLEMI PAESE PIU ' ATTENTO A PAURE CETI POSSIDENTI CHE A RAGIONI BISOGNOSI    

 

ROMA, 6 FEB - Rutelli non vede i problemi drammatici del Paese. Il segretario di Rifondazione comunista Fausto Bertinotti risponde al leader della Margherita, che ieri, chiudendo la festa dei Dl sulla neve, aveva criticato diverse proposte programmatiche del Prc (in particolare su pacs, casa e patrimoniale) Rutelli - insiste Bertinotti - demonizzando proposte come tutte discutibili, sembra voler sbarrare la strada in realtà a soluzioni progressiste di problemi drammatici. L'obiettivo principale sembra essere quello di rassicurare i ceti moderati, mostrando di essere più attento alle paure dei ceti possidenti che alle ragioni dei ceti bisognosi. Lasciamo stare le  eventuali requisizioni della terza casa per gli sfrattati - continua - anche perché, essendoci case sfitte nelle grandissime proprietà immobiliari, bisognerebbe nel caso intervenire su queste. Ma il problema che Rutelli così elude e' il dramma sociale degli sfratti e la soluzione che sembra volere precludere e' quella della eventuale mobilità da casa a casa. In  altre parole, la questione che noi poniamo e' l'incompatibilità per una  società civile di lasciare della gente senza casa. Lasciamo stare la patrimoniale - aggiunge il segretario del Prc - che essendo diventata terreno di troppe  facili strumentalizzazioni, non abbiamo proposto. Ma resta gigantesco il problema dell'evasione fiscale e del sistematico privilegio nell'attuale sistema fiscale della rendita finanziaria e dei grandi patrimoni rispetto al trattamento che subiscono salari, stipendi, pensioni. Il tema all'ordine del giorno e' allora se una nuova politica economica deve attaccare o no a fondo il privilegio della rendita. Noi pensiamo di sì. Alzare cortine fumogene contro falsi scopi serve solo a nascondere  l'asprezza sociale della questione.

 

CASA: REGIONE TOSCANA, 7.800 NUOVI ALLOGGI IN TRE ANNI

Firenze, 6 Feb. - Nei prossimi tre anni, dal 2006 al 2008, grazie ai finanziamenti e ai nuovi programmi Regionali, in Toscana verranno costruiti 7825 alloggi di edilizia sociale (ex edilizia agevolata e sovvenzionata), da destinare a locazione, per una spesa totale di 471 milioni. Lo ha reso noto, nel corso di una conferenza stampa, il Presidente, Claudio Martini. La cifra va a sommarsi ai 465 milioni di euro

del piano casa regionale 2003-2005, grazie al quale sono ormai in fase di ultimazione 7780 nuovi alloggi. Ammontano dunque a oltre 900 milioni di euro le risorse che la Regione Toscana ha messo a disposizione per la politica abitativa dal 2003 al 2008. Nei prossimi tre anni, dal 2006 al 2008, grazie ai finanziamenti e ai nuovi programmi regionali, in  Toscana verranno costruiti 7.825 alloggi di edilizia sociale (ex  edilizia agevolata e sovvenzionata) per una spesa totale di 471 milioni. La cifra va a sommarsi ai 465 milioni di euro del piano casa  regionale 2003-2005 grazie al quale sono ormai in fase di ultimazione  7780 nuovi alloggi.  Ammontano dunque a oltre 900 milioni di euro le risorse che la Regione Toscana ha messo a disposizione per la politica abitativa dal2003 al 2008. Alla luce dei gravi problemi abitativi e delle nuove esigenze, la politica della Regione Toscana e' indirizzata oltre l'emergenza,  perché - dichiara l'assessore regionale alle politiche abitative Riccardo Conti - quella che ormai e' diventata la questione casa,  dopo essere stata a lungo rinchiusa nei vecchi e rigidi programmi di edilizia assistita, oggi reclama un'attenzione molto diversa. Un'attenzione che fa sì che la politica pubblica e l'iniziativa privata non siano contrastanti ma si integrino per dare risposta alle varie e diversificate questioni sociali. Una  per tutte, una politica degli affitti, ha aggiunto Conti.      L'emergenza casa in Toscana - Aumentano gli sfratti in Toscana.  Se nel 2002 erano 5088, nel 2005 sono già 6000. Gli sfratti pendenti  al momento sono 11mila di cui il 60% per morosità (pochi anni fa quelli pendenti erano per terminata locazione). Riguardano principalmente anziani, famiglie monoreddito, famiglie di lavoratori licenziati, famiglie in difficoltà, giovani coppie. Una fotografia che vede in primo piano l'aumento della fascia di nuova povertà. Tanto che gli stessi contributi regionali sono aumentati del 50% (oggi riguardano circa 15 mila famiglie), mentre quelli statali sono più che dimezzati (da 26milioni di euro a 12milioni). In Toscana, come nel resto d'Italia, i proprietari di case sono la maggioranza. D'altra parte sono quasi 1 milione i proprietari di case in Toscana e rappresentano il 72% delle famiglie, mentre solo  il 17% (235mila famiglie) e' in affitto, una percentuale al di sotto della media nazionale che segna il 20 per cento di inquilini. Il restante 11% dei nuclei familiari toscani dispone della casa a titolo gratuito. Dati che innescano una spirale di innalzamento dei canoni, delle aspettative di rendita da parte di chi investe e dei prezzi di compravendita. Oltre l'emergenza - Le tappe della nuova politica abitativa Dopo che, nel 2003, estinta la Gescal, la Regione Toscana, da partner delle politiche statali e' diventata decisore autonomo della programmazione nel proprio territorio in grado di orientare le risorse in materia di  politica abitativa. L'ultimo intervento statale risale al triennio

'96-'98 (governo di centrosinistra) che nel 2000 ha messo a  disposizione della casa 68 milioni di euro. Da allora ad oggi i  contributi statali sono cessati. I programmi precedenti avevano lasciato 3280 alloggi in fase di realizzazione e 148 milioni di euro di risorse non spese che la Regione ha recuperato insieme ad altri 144 milioni di euro di risorse derivanti dalla cessione e dalla gestione di alloggi Erp.       Nel 2003 la Regione completa una fase di attenta ricognizione di tutte le risorse e avvia azioni di accelerazione e riprogrammazione  delle risorse. Viene lanciato il Piano casa 2003-2005 grazie al quale

entrano in fase di ultimazione 5180 alloggi di edilizia ex sovvenzionata (alloggi finanziati al 100% da affittare a canone  sociale) per una spesa di 400 milioni di euro. Per il 2006-2007 si programma la realizzazione e l'ultimazione di altri 2288 alloggi per una spesa di 116 milioni di euro. Entro il 2008 saranno realizzati altri 2000 alloggi per un importo di 200 milioni di euro. Per quanto riguarda invece l'ex  edilizia agevolata (alloggi finanziati con contributi regionali da  mettere in vendita o affittare a canone controllato), in seguito alla ricognizione della Regione il Piano casa 2003-2005 ha posto in fase di ultimazione 2600 alloggi per una spesa di 65 milioni di euro. Entro il 2006-2007 saranno in fase di realizzazione e ultimazione altri 972  alloggi pari a 25 milioni di euro. In totale, interventi per 90 milioni di euro che hanno un coefficiente moltiplicatore di investimenti stimato pari a 4. Quindi capaci di attivare risorse pubbliche - private per 360 milioni i  euro. Entro il 2008 saranno completati altri 2565 alloggi per un  totale di 130 milioni di euro che, in quanto localizzati in piani integrati che prevedono la sinergia di fonti finanziarie pubbliche e  private, nonché funzioni di appoggio alla residenza e integrazione di opere di urbanizzazione, hanno un coefficiente moltiplicatore di investimento stimabile pari a 10, capace dunque di mettere in campo  1300 milioni di euro di risorse produttive. Verso il futuro - I nuovi strumenti - Tra le novità della politica regionale della casa che si basa soprattutto sulla  costituzione di fondi da destinare con modalità nuove a fasce sociali che sino a oggi erano rimaste escluse dalle politiche pubbliche (giovani coppie, single, anziani, immigrati) c'e' il Fondo unico di  rotazione, dove confluiscono risorse regionali, statali, europee e di privati e darà maggiore certezza e continuità di finanziamento dell'edilizia sociale da destinare alla locazione a canone concordato. Per il 2005 il fondo prevedeva 286 milioni di euro di risorse regionali, per il 2010 453 milioni di euro, per il 2015 550 milioni di euro e per il 2020 581 milioni di euro. Le politiche abitative - ha concluso Conti - sono oggi diventate un grande banco di prova. La Regione Toscana ha scelto un  percorso di riforma che, fondato sulla centralità dei comuni associati, sia in grado di delineare una più equa e organica politica sociale della casa. Nell'attuale complessità del mercato non e' più possibile agire come soggetti istituzionali indipendenti: anche in  questo settore, insomma, si può far da se' ma non da soli. Dinamismo e intelligenza procedurale, con il forte elemento della coesione sociale, permettono di attivare forme partecipate ed esplicite che insieme costruiscono quello che possiamo tranquillamente definire il nostro welfare abitativo.

 

CASA PISTONE (PDCI), BERLUSCONI IN 5 ANNI NON HA FATTO NULLA

Roma, 6 feb - Per il rispetto che si deve ai cittadini, basta con gli spot elettorali. Anche perché questo governo, in cinque anni, non ha fatto nulla per risolvere il problema abitativo degli italiani. Cosa non si fa per accaparrare più voti.. Berlusconi, dopo 5 anni, sembra fulminato sulla via di Damasco!". E' quanto afferma Gabriella Pistone, parlamentare dei Comunisti Italiani e responsabile delle politiche abitative del Pdci. Se in Europa la percentuale di edilizia pubblica e' consistente (oltre il 50%) - sottolinea Gabriella Pistone – in Italia e' al di sotto del 5% (tra il 1984 e il 2004, su elaborazione di dati Cresme, il numero delle abitazioni costruite con sovvenzioni pubbliche e' sceso da 36.000 unità a poco più di 1.000). Di fronte a questo dato, Berlusconi dovrebbe arrossire: cosa ha fatto il suo governo in tutti questi anni? Nulla di nulla!. Invece dei proclami - sottolinea Pistone - dopo 5 anni di letargia di centro-destra, per l'Unione, e' veramente arrivato il momento di porre il problema della casa al centro dell'agenda politica, cominciando dal completamento della riforma che regola l'intervento pubblico in materia, portando a definitivo compimento la riforma del centro-sinistra, con il trasferimento delle risorse alle regioni, e dall'ottimizzazione del patrimonio abitativo esistente nel nostro Paese, che significa perciò riqualificazione, ristrutturazione e rilancio dell'attuale edilizia sociale, sviluppando quella in affitto, quella residenziale universitaria per gli studenti fuori sede e prevedendone una agevole e conveniente per i lavoratori in mobilità logistica. Inoltre, l'Unione dovrà aumentare la dotazione del Fondo sociale per l'affitto, che, negli ultimi anni, ha subito pesanti e gravi sforbiciate proprio dal governo Berlusconi. Sul versante degli affitti, si tratterà di prevedere la stipula di contratti di locazione concordati con agevolazioni fiscali, sia per i locatari che per i conduttori, determinando un piano mirato a far emergere il mercato nero immobiliare, attraverso incentivi e disincentivi fiscali, definendo dispositivi sanzionatori per assicurare la stabilità alloggiativa, penalizzando fiscalmente le case sfitte, prevedendo la possibilità per i Comuni di utilizzare l'Ici per contribuire a rilanciare il mercato delle locazioni. E' con misure incisive e non con spot elettoralistici – conclude Pistone - che il problema potrà essere definitivamente risolto

 

CASA: CGIL, QUELLE DI BERLUSCONI SONO PROPOSTE ELETTORALISTICHE

 

Roma, 6 feb. (Adnkronos) - Il 'progetto casa ' riannunciato dal premier Silvio Berlusconi per la prossima legislatura non convince la  Cgil. Il nodo -afferma il segretario confederale Paola Agnello Modica- e' l'affitto, non la proprietà. Dopo anni di silenzio e dopo aver ignorato per cinque anni petizioni e proteste degli inquilini,  dei sindacati e degli amministratori locali che hanno ripetutamente

sottolineato l'urgenza di misure concrete per rilanciare l'edilizia sociale e per contrastare il disagio abitativo e la crescita  incontrollata dei prezzi delle abitazioni e del mercato dell'affitto, -continua la sindacalista- il governo di centro destra ora promette  'una casa per tutti gli italiani. Per la sindacalista si tratta ''di un altro goffo tentativo di  creare illusioni e di nascondere la drammatica realtà di chi non può accedere ad un'abitazione o e' sottoposto a sfratto perché non riesce a pagare l'affitto. La proposta di Berlusconi -aggiunge Agnello Modica- e', inoltre, fantasiosa perché il patrimonio Erp (edilizia residenziale pubblica) non e' nella disponibilità dello Stato e, quindi, non può essere venduto dal governo in quanto competenze e poteri in materia sono passate alle Regioni e agli enti locali. Inoltre, ad avviso della sindacalista della Cgil, vendere in modo indiscriminato e a prezzi di saldo le case degli ex  Iacp non risolverebbe nemmeno i problemi degli inquilini che, diventando proprietari, sarebbero abbandonati a se stessi e si  troverebbero a affrontare da soli e senza soldi le complesse questioni riguardanti la gestione e la manutenzione di un patrimonio edilizio degradato che da lungo tempo aspetta interventi di risanamento e manutenzione straordinaria. Siamo di fronte -conclude Agnello Modica- a proposte  fantasiose, demagogiche ed elettoralistiche che ancora una volta eludono il grande tema di come affrontare con serietà d urgenza il  tema del diritto e della qualità dell'abitare nel nostro paese. Il  problema non e' liquidare l'Erp ma un piano per il rilancio dell'edilizia sociale all'interno di programmi di riqualificazione urbana la cui attuazione vada finalmente a beneficio dei cittadini e della collettività e non –come é avvenuto in questi anni- a vantaggio della rendita e della speculazione immobiliare e finanziaria.

 

ROMA: OCCUPAZIONE ABUSIVA CASE, PROCURA CHIEDE GIUDIZIO PER D'ERME E ALTRI 11

 

Roma, 6 feb. Associazione per delinquere indirizzata al compimento di delitti contro il patrimonio immobiliare altrui: e' il reato con il quale, secondo la richiesta della Procura di Roma, dovrebbero essere rinviati a giudizio il consigliere comunale Nunzio D'Erme e altri 11 'disobbedienti', tutti esponenti del gruppo Action. L'accusa fa riferimento all'occupazione di case ad opera del gruppo e a sollecitare il rinvio a giudizio sono stati i pubblici ministeri Salvatore Vitello e Maria Cristina Palaia. A decidere sul  rinvio a giudizio sarà il gup Emanuele Cersosimo. Tra le persone che dovrebbero comparire in giudizio oltre a  D'Erme, già consigliere di Rifondazione comunista, Guido Lutrario, Andrea Alzetta, Giovanna Cavallo, Fabrizio Nizi, Luca Blasi, Fabrizio Pagnozzi. Insieme con altre cinque persone avrebbero fatto le occupazioni di 26 immobili tra il dicembre del 2002 e la primavera del 2005. D'Erme e gli altri quattro per questa loro attività furono  mandati, quali promotori e organizzatori del movimento agli arresti  domiciliari.

 

 


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