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Mario Ricci

 

Firenze 7 febbraio 2006

ALLA STAMPA

COMUNICATO STAMPA

 

Anche il gruppo regionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea toscano ha presentato una proposta di legge sulle requisizioni.

 Lo strumento da decenni vigente in Italia è stato rilanciato recentemente dalle requisizioni effettuate a Roma dal Presidente del X Municipio, atto che è stato significativamente avvalorato anche dall’ordinanza del Tar del Lazio n° 521 /2006, che ha respinto la richiesta di sospensiva avanzata dalla proprietà che si era vista requisire 15 alloggi nel corso del 2005. Questo vuol dire che la requisizione non è un atto illegale, ma che è possibile, purché sia corrispondente ai criteri definiti dalla legislazione vigente e in ottemperanza delle sentenze del Consiglio di Stato emesse nel 1985 e nel 2003.

La crescente necessità di dare risposta al grave stato di disagio sociale e contemporaneamente rendere esigibile il diritto alla casa, necessita anche di passaggi legislativi forti, capaci di costruire in una fase intermedia una risposta immediata ad una ripresa della politica residenziale pubblica e al diritto all’abitazione, come quella esposta nella proposta di legge presentata in regione.

Questa proposta di legge si prefigge l’obiettivo di sostenere l’iniziative dei Comuni per affrontare l’emergenza abitativa attraverso lo strumento della requisizione temporanea.

In particolare.

L’articolo 1 individua le finalità dell’intervento legislativo che è destinato a far fronte all’urgenza di rispondere in modo adeguato alla richiesta di disponibilità d’alloggi da parte delle categorie economicamente e socialmente deboli, nell’impossibilità di alloggiarli in edilizia pubblica a causa dell’alto numero d’esecuzioni forzate.

            L’articolo 2 conferisce finanziamenti ai Comuni, considerati alta tensione abitativa, per esercitare la possibilità di requisire (attraverso le numerose disposizioni di legge tra le tante: l’art. 7 della legge 20 marzo 1865 n. 2248; l’art. 36 del R.D. 17 agosto 1907 n. 542; l’art. 153 del TU 4 febbraio 1915; gli art. 19 e 21 L. 6 dicembre 1971 n. 1034; e per il richiamo all’obbligo di soccorso connesso alle funzioni d’Ufficiale Sanitario attribuite al sindaco della Legge Sanitaria n. 833 del 1978), unità immobiliari sfitte da oltre dodici mesi e di conferirle nella disponibilità alla Lode territoriale per un periodo di diciotto mesi, eventualmente rinnovabili per ulteriori diciotto mesi; o per alloggi occupati da nuclei familiari sotto sfratto, per i quali non ci sono al momento soluzioni abitative alternative. La norma prevede specifiche garanzie dirette alla tutela dei diritti dei proprietari, tra le quali si segnalano l’obbligo di restituzione del bene nelle stesse condizioni strutturali ed igienico-sanitarie in cui si trovava al momento della requisizione nonché il divieto di sottoporre a nuovo vincolo il medesimo immobile prima che siano decorsi dieci anni dalla precedente imposizione.

 

L’articolo 3 stabilisce che gli alloggi siano assegnati all’emergenze di soccorso (l’emergenze che costituiscono turbativa sociale, oltre al grave pregiudizio per la salute dei cittadini) verso i senzatetto e/o sulla base di graduatorie comunali o nel caso di nuclei familiari e coppie di fatto sotto sfratto esecutivo. Il canone di locazione è fissato in base ai criteri stabiliti dalla vigente normativa in materia d’edilizia residenziale pubblica; può essere esentato dalla corresponsione del canone l’assegnatario che abbia effettuato interventi di manutenzione sull’immobile fino alla copertura delle spese sostenute.

 

 

 

 

 

 

 

L’articolo 4 prevede l’istituzione del Fondo Regionale per corrispondere l’indennizzo di risarcimento alla proprietà dell’alloggio requisito, nella parte eccedente al canone sociale corrisposto dall’assegnatario, per adeguarlo al canone concordato legge 431\98.

L’articoli 4 e 5 stabiliscono la partecipazione finanziaria della Regione e dei Comuni al Fondo, la sospensione parziale totale da parte degli enti interessati delle addizionali regionali e comunali verso la proprietà soggetta a requisizione, la sospensione da parte dei Comuni dell’applicazione dell’ICI sugli immobili requisiti per tutto il periodo della requisizione.

Lo stesso beneficio è previsto per il proprietario dell’immobile che stipuli con l’assegnatario di un contratto di locazione in base alla legge 431/98 canone concordato, con la stipulazione del contratto di locazione cessa il vincolo di requisizione temporanea.

Il diritto alla casa è un diritto inapplicato. Le categorie sociali più deboli trovano sempre più difficoltà a vedersi riconosciuto tale diritto.

In questi anni sono aumentate le persone e le famiglie impossibilitate ad accedere ad un’abitazione nel mercato degli affitti, e non in grado di accollarsi mutui per l’acquisto di un’abitazione.

Salari bassi, precarietà del lavoro, difficoltà crescenti contribuiscono ad emarginare molti soggetti, determinano la condizione d’impossibilità d’accesso ad un alloggio, come del resto dimostrato dall’aumento vertiginoso e costante degli sfratti per morosità, ormai giunti ad essere circa il 70% delle motivazioni di sfratto, e ciò contrasta apertamente con la politica sociale del partito della Rifondazione Comunista che deve sviluppare proposte che affrontino concretamente tali esigenze.

La politica d’edilizia residenziale pubblica del nostro paese è estremamente marginale, rispetto ad analoghe politiche dei paesi del nord Europa e degli altri grandi stati europei, basti pensare che in Italia nel 1984 si costruivano 36.000 alloggi d’edilizia sovvenzionata a canone sociale e nel 2004 questi erano scesi a 1900.

Paolo Gangemi

Segreteria regionale PRC

Monica Sgherri

Capogruppo regione

 Rifondazione Comunista - Sinistra Europea


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