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Al Presidente della Giunta regionale

 

Proposta di legge di iniziativa dei Consiglieri:

 

"Norme per favorire l’inserimento abitativo dei soggetti sociali in difficoltà e a condizioni di locazione agli stessi accessibili”

 

 

R E L A Z I O N E

 

Il diritto alla casa è sempre più un diritto inapplicato.

Le categorie sociali più deboli trovano sempre più difficoltà a vedersi riconosciuto tale diritto. Sono sempre più le persone e le famiglie impossibilitate ad accedere ad una abitazione nel mercato degli affitti e non in grado di  accollarsi mutui per l’acquisto di una abitazione.

Salari bassi, precarietà del lavoro, difficoltà crescenti sempre più tese ad emarginare molti soggetti, determinano la condizione di accesso ad un alloggio, come del resto dimostrato dall’aumento vertiginoso e costante degli sfratti per morosità, ormai giunti ad essere circa il 70% delle motivazioni di sfratto, e ciò contrasta apertamente con la politica sociale del partito della Rifondazione Comunista che deve sviluppare proposte che affrontino concretamente tali esigenze.

La politica di edilizia residenziale pubblica del nostro paese è estremamente marginale, rispetto ad analoghe politiche dei paesi del nord Europa e degli altri grandi stati europei, basti pensare che in Italia nel 1984 si costruivano 36.000 alloggi di edilizia sovvenzionata a canone sociale e nel 2004 questi erano scesi a 1900.

La crescente necessità di dare risposta al grave stato di disagio sociale e contemporaneamente rendere esigibile il diritto alla casa, necessita anche  di passaggi legislativi forti, capaci di costruire in una fase intermedia una risposta immediata ad una ripresa della politica residenziale pubblica e al diritto all’abitazione, come quella  esposta, nella presente proposta di legge.

Questa proposta di legge si prefigge l’obiettivo di sostenere l’iniziative che i Comuni potrebbero intraprendere per affrontare emergenze abitative attraverso lo strumento della requisizione temporanea. Questo strumento da decenni vigente in Italia è stato rilanciato recentemente dalle requisizioni effettuate a Roma dal Presidente del X Municipio, atto che è stato significativamente avvalorato anche dall’ordinanza del Tar del Lazio n° 521 /2006, che ha respinto la richiesta di sospensiva avanzata dalla proprietà che si era vista requisire 15 alloggi nel corso del 2005. Questo vuol dire che la requisizione non è un atto illegale ma che è possibile purché sia corrispondente ai criteri definiti dalla legislazione vigente e in ottemperanza delle sentenze del Consiglio di Stato emesse nel 1985  e nel 2003.

In particolare per quanto concerne le previsioni contenute nei singoli articoli della proposta di legge regionale.

 

L’articolo 1 individua le finalità dell’intervento legislativo che è destinato a far fronte all’urgenza di rispondere un modo adeguate alla richiesta di disponibilità di alloggi da parte delle categorie economicamente e socialmente deboli.

 

L’articolo 2 conferisce finanziamenti ai Comuni, considerati alta tensione abitativa, per esercitare la possibilità di requisire unità immobiliari sfitte da oltre dodici mesi e di conferirle nella disponibilità alla Lode territoriale per un periodo di diciotto mesi, eventualmente rinnovabili per ulteriori diciotto mesi; la norma prevede specifiche  garanzie dirette alla tutela dei diritti dei proprietari, tra le quali si segnalano l’obbligo di restituzione del bene nelle stesse condizioni strutturali ed igienico-sanitarie in cui si trovava al momento della requisizione nonché il divieto di sottoporre a nuovo vincolo il medesimo immobile prima che sia decorsi dieci anni dalla precedente imposizione.

 

L’articolo 3  stabilisce che gli alloggi siano assegnati sulla base delle graduatorie comunali; sono inoltre previste particolari garanzie di speditezza delle procedure  in caso di nuclei familiari e coppie di fatto sotto sfratto esecutivo, Il canone di locazione è fissato in base dei criteri stabiliti dalla vigente normativa in materia di edilizia residenziale pubblica; può essere esentato dalla corresponsione del canone l’assegnatario che abbia effettuato interventi di manutenzione sull’immobile fino alla copertura delle spese sostenute.

 

L’articolo 4 prevede che l’istituzione del Fondo Regionale per corrispondere il risarcimento alla proprietà dell’alloggio requisito, nella parte eccedente al canone sociale corrisposto dall’assegnatario.

 

L’articolo 5 stabilisce la partecipazione dei Comuni al fondo, la sospensione dell’applicazione dell’ICI  sugli immobili requisiti per tutto il periodo della requisizione.

Lo stesso beneficio è previsto per il proprietario dell’immobile che abbia stipulato con l’assegnatario di un contratto di locazione in base alla legge 431/98 canone concordato, con la stipulazione del contratto cessa il vincolo di requisizione temporanea.

 

 

 

Proposta di legge regionale recante

 “Norme dirette a favorire l’inserimento abitativo stabile dei soggetti socialmente deboli”

 

Articolo 1 - (Finalità)

 

1 - La Regione, in conformità ai principi stabiliti dall’articolo 1 del Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali, ratificato con articolo 11 della legge 25 ottobre 1977 n°.881, al fine di contrastare la difficile condizione del sistema abitativo regionale, promuove con la presente legge, una azione volta a favorire l’inserimento abitativo stabile dei soggetti socialmente deboli a condizioni locative accessibili.

 

Articolo 2 - (Requisizione temporanea)

 

1 - Per le finalità di cui all’articolo 1, i Comuni ricadenti nella delibera Cipe, che individua quelli alta tensione abitativa, e ubicati nella regione, che in ottemperanza all’obbligo di soccorso, e al fine della tutela della salute dei cittadini, sulla base di quanto previsto dalle leggi nazionali vigenti in materia, requisiscono, per un periodo di diciotto mesi, motivatamente rinnovabili per una sola volta di ulteriori diciotto mesi, unità immobiliari sfitte da almeno dodici mesi, fatta eccezione per l’alloggio di residenza del proprietario ed un secondo alloggio che il proprietario medesimo intende mantenere nella propria disponibilità, possono accedere al Fondo Regionale istituto con la presente legge.

 

2 - Le unità immobiliari temporaneamente requisite con le leggi nazionali vigenti in materia, per le  finalità del comma precedente sono poste nella disponibilità della Lode territorialmente competente, di cui alla legge regionale n°77/1998.

 

3 - Alla scadenza del termine di cui al comma 1 le unità immobiliari sono restituite nella piena disponibilità del proprietario nelle identiche condizioni strutturali e igienico - sanitarie sussistenti al momento della temporanea requisizione.

 

4 - L’immobile, già oggetto di requisizione ai sensi del presente articolo, non può essere sottoposto a nuova requisizione prima che siano decorsi dieci anni dalla cessazione della precedente imposizione.

 

5. Per l’intero periodo in cui l’unità immobiliare è soggetta a requisizione sulla base dei criteri della presente legge la proprietà dell’immobile è esentato dal pagamento totale o parziale dell’addizionale regionale. La regione successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge, e comunque non oltre sessanta giorni emana le modalità attuative per l’applicazione di quanto previsto dal presente comma.

 

 

 

 

Articolo 3 - (Soggetti destinatari)

 

1 - Le unità immobiliari temporaneamente requisite sono assegnate agli aventi diritto sulla base delle graduatorie ERP già approvate dai Comuni.

 

2 - Nel caso di soggetti sottoposti a sfratto esecutivo a qualunque titolo (o per inadempienza contrattuale dovuta a cause  economiche o di salute accertate dalle autorità comunali),  le assegnazioni sono individuate attraverso gli elenchi delle esecuzioni con forza pubblica, redatti dal Tribunale competente.

 

3 – Nel caso di soggetti in grave disagio abitativo di nuclei familiari e coppie di fatto, le assegnazioni sono individuate all’interno di una specifica graduatoria, emanata sulla base di apposito regolamento comunale.

 

4 - Gli eventuali interventi di manutenzione ordinaria che siano necessari al fine di consentire l’immediato utilizzo dell’unità immobiliare possono essere eseguiti anche dall’assegnatario stesso, il quale, previa verifica della regolarità del lavoro svolto e dei costi sostenuti e dell’eventuale attività di autorecupero, può essere esentato dalla corresponsione  del canone mensile di locazione fino alla totale copertura delle somme sostenute per la manutenzione medesima, in base alle normative regionali in vigore previste dalla legge regionale 96/96 e successive modifiche.

 

5 - Il risarcimento per la proprietà dell’alloggio requisito è determinato in base al valore minimo della fascia minima, relativamente alla microzona ove è ubicato l’immobile, previsto dall’accordo territoriale competente stipulato ai sensi della legge del 9 dicembre 1998 n°431, articolo 2 comma 3, detto importo sarà corrisposto dalla Lode territoriale competente,

 

6 - L’assegnatario dell’alloggio requisito corrisponderà alla Lode territoriale competente il canone sociale

determinato in base dalla legge regionale 96/96 e successive modifiche.

 

7 - Le Lode territoriale competente attiverà le risorse attraverso il fondo regionale istituito con la presente legge, e corrisponderà la il risarcimento alla proprietà dell’alloggio requisito.

 

8 - La determinazione del canone sociale è stabilita dalla Lode territorialmente competente ai sensi legge regionale “96/96 e successive modifiche.

 
Articolo 4 -  ( istituzione del fondo regionale per l’inserimento abitativo) (Norma finanziaria)

 

1 - Al fine di istituire il fondo regionale per l’inserimento abitativo, e per ottemperare agli oneri derivanti dall’attuazione della presente legge si provvede mediante: prelevamento di quota pari a ….. euro in termini di competenza e di cassa dall’U.P.B.  ….”….” dello stato di previsione della spesa del bilancio per l’anno finanziario 2006; istituzione dell’U.P.B.….”…”dello stato di previsione della spesa per l’anno finanziario 2006 di euro……

Agli oneri per gli esercizi successivi si provvede con legge di bilancio.

 

 

 

 

Articolo 5 - (Compito dei Comuni)

 

1.       I Comuni sono tenuti a corrispondere una quota del proprio bilancio comunale al Fondo Regionale per l’inserimento abitativo nella misura di 1% dell’entrata ICI.

 

2.       I Comuni applicano in relazione alle unità immobiliari temporaneamente requisite, per il periodo di persistenza dell’imposizione, la sospensione dell’imposta comunale sugli immobili (I.C.I.).

 

3.       Ai proprietari che durante il periodo di requisizione temporanea stipulano con il medesimo assegnatario un contratto di locazione a titolo di abitazione principale della durata non inferiore a tre anni, decorsi i quali il contratto è rinnovato per un ulteriore periodo di due anni, sulla base dei criteri previsti dall’articolo 2 comma 3 della legge 9  dicembre 1998 n. 431 (disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo) alle medesime condizioni previste dall’articolo 3 comma 5, i Comuni possono azzerare l’ICI per l’intera durata della locazione e sospendere totalmente o parzialmente in pagamento dell’addizionale comunale .

 

4.       La stipulazione del contratto di locazione di cui al comma 2 determina la cessazione della requisizione temporanea.

5.       Ai proprietari che hanno stipulato contratti di locazione ai sensi del comma. 3 si applica la disposizione di cui al comma.2.

 

 

 

 


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