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CASSAZIONE: ACTION ROMA, MOVIMENTI NON SONO CLAN CRIMINALI

CASSAZIONE: ACTION ROMA, MOVIMENTI NON SONO CLAN CRIMINALI

MOTIVI ANNULLAMENTO MISURE CAUTELARI NUNZIO D'ERME E COINDAGATI

 

(ANSA) - ROMA, 10 febbraio 2006 - Per la Cassazione i militanti di un  movimento come ' Action Roma ' - che nella capitale, dal 2002, sono stati protagonisti dell'occupazione abusiva di 26 case - non devono essere (in quanto aderenti a un gruppo di lotta politico-sociale) chiamati a rispondere di reato associativo solo perché si rendono responsabili di '' condotte illecite ''. Affinché sia possibile contestare seriamente l'accusa di far parte di un sodalizio criminale - dice la Suprema Corte spiegando perché, lo scorso 12 gennaio, ha annullato con rinvio le misure cautelari disposte nei confronti di Nunzio D'Erme e altri sei militanti di 'Action Roma ' - e' necessario che vi sia, da parte di tutti gli indiziati, la ''condivisione di un programma criminoso '' e non solo la partecipazione ad ''azioni di invasione'' di immobili. In sostanza, i magistrati di legittimita' - con la sentenza 5075 della Seconda sezione penale -  hanno contestato gli arresti domiciliari e l'obbligo di firma disposto dal Tribunale della libertà di Roma, lo scorso 23 maggio, perché dalla lettura degli atti risulta che ''gli aderenti all'Associazione Action, come conclamato dagli stessi documenti di area rinvenuti ed acclusi al fascicolo trasmesso, non abbiano 'a priori ', e programmaticamente, circoscritto il vincolo di appartenenza alla consumazione di uno o più azioni di invasione, allo scopo di occupazione o di altro profitto, di edifici ''. Ad avviso della Cassazione ''appare contraddittorio che il Tribunale, pur ammettendo che non vi fosse un disegno criminoso preordinato, condizionato e motivato dall'appartenenza ad Action Roma, abbia poi ravvisato nell'organizzazione stessa gli estremi di una associazione per delinquere ''. Pertanto gli 'ermellini' hanno dichiarato l'ordinanza del  riesame ''affetta da vizi di motivazione e da scarsa chiarezza e puntualità ' nella individuazione del fenomeno associativo, nel cui contesto i singoli episodi delittuosi andrebbero inseriti ''. Adesso i giudici di merito dovranno rivedere la loro decisione.

(ANSA).

 

     NM

10-FEB-06 18:19 NNNN

 

 


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