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                      Roma,   09.02.06

                             

Al Consiglio del 5° Municipio di Roma

 

  

 

 

 

Gruppo Consiliare  P.R.C.

Municipio Roma 5

 
 

 

 

 


MUNICIPIO  ROMA  5

 

PROPOSTA DI ORDINE DEL GIORNO

 

OGGETTO:   Emergenza abitativa

 

 

Premesso

 

           che la questione dell’abitare è divenuta emergenza sociale riguardante vasti strati della società civile;

          che l’offerta locativa pubblica, a Roma presente delle carenze strutturali, in particolare rispetto alle medie europee tale offerta è inferiore del 50% mentre l’edilizia sociale soddisfa meno del 10% delle domande presentate e l’assistenza diretta agli affitti copre meno del 30% delle domande;

          che la concomitanza di ragioni macroeconmiche e di scelte riguardanti le politiche sociali hanno determinato un meccanismo che ha avuto come conseguenza un incremento esponenziale del prezzo/mq degli immobili sia per l’acquisto che per l’affitto;

          che la perdita del potere d’acquisto di salari e stipendi e non recuperata dal blocco delle dinamiche salariali, l’aumento del precariato, sommato ad una mancanza di flessibilità del settore creditizio, hanno di fatto sottratto al ceto medio basso la passibilità di acquisire abitazioni sul libero mercato sia in affitto che in acquisto;

          che l’aumento consistente di nuove realtà sociali (immigrati lavoratori a basso reddito, precari, giovani) che sono oggettivamente espulse dal mercato degli affitti, la diminuzione generale del reddito associata all’aumento esponenziale dei lavori immobiliari e conseguentemente degli affitti, la progressiva diminuzione delle case degli Enti destinate alla locazione, ha aggravato ulteriormente l’emergenza abitativa;

          che a Roma pendono 16182 richieste di esecuzione di sfratto e di queste 4606 in possesso di formula esecutiva;

           il recente provvedimento del Consiglio dei Ministri di sospensione degli sfratti coinvolge solo il 25% di tali nuclei;

            nel 1984 sono state realizzate 34000 abitazioni di ERP arrivando alla cifra di 1900 del 2004 segnalando così una forte decrescita nella dotazione di alloggi per le fasce deboli;

            solo il 7,5 dei richiedenti di alloggio popolare in possesso dei requisiti di legge riesce ad avere in assegnazione una abitazione

 

Tenuto conto

 

Che il Consiglio Comunale di Roma ha approvato una delibera di indirizzo sulle politiche abitative tra le più  avanzate in Italia.

 

Considerato

 

Che la Costituzione italiana così recita:

 

Art. 41

L’iniziativa economica privata è libera.

Non può svolgersi in contrasto con la utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.

La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

 

Art. 42

La proprietà privata può essere, nei casi previsti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi di interesse generale.

 

                                             Considerato inoltre 

 

Che la requisizione nell’ordinamento giuridico è richiamata in diverse ordinanze; tra le tante l’art. 7 della legge 20 marzo 1865, n. 2248;  l’art. 36 del R.D. 17 agosto 1907, n. 542; l’art. 153 del TU 4 febbraio 1915; gli art. 19 e 21 L. 6 dicembre 1971 n. 1034;  e per il richiamo all’obbligo di soccorso commesso alle funzioni di Ufficiale Sanitario attribuite al sindaco la Legge Sanitaria n. 833 del 1978;

 

Ritenuto

 

Che il termine requisizione è da ritenersi improprio in quanto trattasi di provvedimento temporaneo che prevede un risarcimento economico in linea con i parametri  dettati dalla legge in materia di affitti;

il TAR del Lazio il 25 Gennaio u.s. ha emesso una sentenza che di fatto stabilisce che tale provvedimento può, con le caratteristiche sopra menzionate, essere utilizzato per fronteggiare l’emergenza abitativa

 

il Consiglio del Municipio Roma V

 

Per i motivi sopra esposti chiede al Presidente di avviare l’immediato censimento di tutti gli appartamenti delle grandi proprietà attualmente sfitti,

 

 

                        Chiede inoltre di attivarsi presso il Sindaco perché;

 

Convochi gli amministratori delle grandi proprietà pubbliche e private che attualmente hanno in corso procedure generalizzate di sfratti per finita locazione, e che non hanno sottoscritto gli accordi integrativi sui canoni concordati, per imporre l’apertura dei tavoli di concertazione previsti dalla L. 431/98 e, in caso di inerzia, proceda con la requisizione, come strumento temporaneo ed eccezionale, degli alloggi oggetto dello sfratto ed occupati da inquilini che sono nella graduatoria delle case popolari ovvero in condizioni di disagio abitativo ed economico

 

Avvii la costituzione di un tavolo interistituzionale alla presenza del Prefetto di Roma per avviare tutte le procedure per l’utilizzo temporaneo degli alloggi sfitti delle grandi proprietà

 

 

 

   

 

 


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