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Unione Inquilini

 

 

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e.mail: unione.inquilini.fi@agora.it  - www.unioneinquilini.it

 

 

Firenze, 21 febbraio 2006.

 

RAPPORTO SULLO SFRATTO DI OGGI IN VIA BARACCA 145 – FIRENZE

RESPINTO NONOSTANTE L’INFAMIA DI UNA  IPOCRITA AMMINISTRAZIONE COMUNALE.

 

 

Ieri sera era arrivata dall’assessore alla casa e ai lavori pubblici Paolo Coggiola, (depistato? mal informato?) la notizia (da chi propalata?) che la forza pubblica non ci sarebbe stata… perché impegnata a Torino per le Olimpiade Invernali. Lo sfratto non sarebbe stato eseguito. Non ci abbiamo creduto e ci siamo premuniti con un forte presidio.

Era composto soprattutto da madri di famiglia e nonne; tante, e da compagni di lotta, molti dell’Unione Inquilini e del Movimento di Lotta per la casa, tra cui è consolidata una unità fortissima.

Dall’altra parte lo schieramento di proprietari, avvocato, ufficiale giudiziario, medico legale, pattuglia di PS, fino alla Digos. Abbiamo bloccato i portoni d’accesso. Sopra al terzo piano una famigliola; a letto il babbo, un giovane lavoratore, con i gravi postumi di un incidente sul lavoro, e accanto a lui una bimba di due anni, bellissima. Al portone del palazzo la moglie e sua madre; angosciate.

E’ una storia di quelle “consuete”; ci fanno i convegni, sulle nuove povertà, sulla morosità inevitabile, sul lavoro precarie che induce ad altra precarietà. I centro “sinistri” producono opuscoli, confezionano programmi, i loro centro studi s’ingrassano; e i coccodrilli lacrimano.

Ma la Firenze del Sindaco, laico e solidale, ma solo a chiacchiere, ha continuato, anche durante lo sfratto, a proporre a questa famiglia-tipo in crisi la scomposizione: il marito, bisognoso di cure assidue, all’Albergo Popolare, mamma e bambina all’Istituto “Fuligno”, una ex Ipab.

Disgustoso e illegale. Altro che apertura a chi soffre!

Questa mattina il principale imputato era dunque il cinismo, lo scaricabarile, l’automatismo delle proposte, dell’intera struttura comunale che in fondo dava ragione ad una proprietà che in fondo per due stanze aveva proposto e imposto un canone di 750 euro/mese.

Un assessorato (la casa) scaricava la patata bollente all’altro (la sicurezza sociale), che riteneva di non essere nel torto a predisporre la rottura familiare e rimandava, per il diritto alla casa, alla competenza dell’altro assessorato.

Roba da urlo. E’ andata com’è andata; avrebbero dovuto portarci via di peso; così non è stato. Il presidio ha retto. L’ingiustizia era percepita anche da chi teoricamente sarebbe stato obbligato a procedere. Ci si rivede il 21 marzo. No, si deve far qualcosa prima di allora e non solo per questo caso; si deve imporre la svolta.

Stiamo decidendo di produrre una fortissima iniziativa; questo potere locale ipocrita e insensibile deve essere segnalato a tutta la città: deve mettere giudizio.

Comunque, e purtroppo questo va detto, anche questo … è centro sinistra!

 

Unione Inquilini – dal presidio antisfratto.

 


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