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CASA: MINELLI;INTESA SU FONDI ANTISFRATTI,A ROMA 25 MLN EURO

CASA: MINELLI;INTESA SU FONDI ANTISFRATTI,A ROMA 25 MLN EURO

 

ROMA, 2 mar - Alla fine e' stata trovata un'intesa sui criteri di utilizzazione e ripartizione dei 100 milioni di euro residui del decreto antisfratti del 2005. A Roma spetteranno 25 milioni di euro. Lo ha dichiarato l'assessore alle politiche abitative e del patrimonio del Comune di Roma, Claudio Minelli, in riferimento all'intesa trovata sul decreto per i fondi per l'emergenza abitativa, nell'incontro con Regioni, l'associazione italiana dei comuni italiani (Anci), la presidenza del Consiglio e il viceministro Martinat.

Il Comune di Roma - ha spiegato Minelli in una nota - e' pronto a presentare il progetto speciale per l'utilizzo di 25 milioni di euro. Grazie alla delibera programmatica sull'emergenza abitativa approvata lo scorso anno, l'amministrazione comunale di Roma potrà presentare immediatamente il proprio ' progetto speciale ' previsto dal decreto per accedere a questi finanziamenti anticipando molto la scadenza dei 240 giorni previsti. La proposta - ha proseguito l'assessore - sara' contenuta all'interno di un piano straordinario che utilizzerà i fondi comunali e quelli regionali per la casa, rispettando così i termini del  decreto. Il piano del Comune di Roma, come ha precisato Minelli, si baserà su quattro punti: acquisto dagli enti, acquisti dal bando per le modifiche di destinazione d'uso, centri di assistenza abitativa temporanea e piani d'intervento comunale sulle aree in possesso o di disponibilità pubblica. Rimane invece irrisolta - ha concluso Minelli - la modifica di quanto previsto dalla finanziaria che taglia dai trasferimenti stato-comuni quanto verrebbe speso per acquisire immobili per l'emergenza abitativa: modifica che affidiamo ad un prossimo governo sensibile a questa grande questione sociale.

 

CASA: FONZO (PRC), AUMENTA FABBISOGNO PER I MENO ABBIENTI

 

NAPOLI, 1 MAR - La Federazione di Napoli del Partito della Rifondazione Comunista ha diffuso i dati di un'inchiesta svolta sul sistema abitativo nel capoluogo campano. Il Rapporto - informa una nota - raccoglie in un quadro organico tutte le informazioni disponibili sul sistema abitativo, sia in termini quantitativi che qualitativi, e fornisce una rappresentazione completa ed articolata dei fenomeni e delle tendenze in atto, candidandosi così a fungere da supporto alla stesura del programma dell'Unione in relazione alle politiche abitative pubbliche. Lo spiega Tommaso Fonzo, della segreteria provinciale di Napoli del Prc: Le dinamiche rilevate, rapportate al grado di 'benessere' delle persone, testimoniano un divario crescente tra opportunità e possibilità, in particolare per i soggetti deboli. Lo scenario evidenzia, infatti, che pur a fronte di una tendenza ad un lieve rallentamento dei prezzi di acquisto e locazione, con livelli di domanda ed offerta immutati, si manifesta un incremento degli sfratti per morosità e un incremento, ancora maggiore, delle domande al fondo sociale per l'affitto e di Edilizia residenziale pubblica (Erp). Il grado di copertura dei finanziamenti erogati a livello regionale e' insufficiente rispetto ad una domanda più che raddoppiata. Il mercato delle abitazioni - ha aggiunto - evidenzia una profonda frattura: e' fiorente per le fasce di popolazione più benestanti, e' inaccessibile per le fasce di popolazione socialmente più deboli, come giovani coppie, immigrati, giovani con condizioni di lavoro precario, anziani soli, nuclei familiari mono-reddito ed in molti casi mono -personali, che esprimono peraltro una domanda crescente. Il fabbisogno abitativo provinciale appare pertanto in aumento soprattutto in relazione alla crescita della domanda espressa dalla popolazione meno abbiente, nei confronti della quale dovremo orientare prioritariamente le politiche degli enti locali. Occorre che uno stock di abitazioni siano destinate ad edilizia con finalità sociale - chiude la note del PRC - ma diversa dai tradizionali alloggi di Erp.

 

 

 

 

 

CASA: PROVINCIA BOLOGNA,AUMENTA FABBISOGNO PER MENO ABBIENTI NEI PROSSIMI DUE MANDATI 5.000 ALLOGGI PER EDILIZIA SOCIALE

 

BOLOGNA, 1 MAR - L'assessore provinciale alle politiche abitative Giacomo Venturi ha presentato al Tavolo di  concertazione il 'Rapporto provinciale di Bologna ', redatto da  Nuova Quasco nell'ambito dell'Osservatorio regionale del sistema  abitativo. Il Rapporto raccoglie in un quadro organico tutte le informazioni disponibili sul sistema abitativo, sia in termini quantitativi che qualitativi, e da' una rappresentazione completa ed articolata dei fenomeni e delle tendenze in atto, fornendo così un supporto agli Enti locali in relazione all' attività di programmazione delle politiche abitative pubbliche. Venturi ha ripreso gli elementi più significativi che il Rapporto delinea e che sono destinati ad influenzare il lavoro del Tavolo di concertazione, ma anche quello più complessivo della formazione dei Piani strutturali comunali (Psc). Le dinamiche rilevate, rapportate al grado di 'benessere' delle persone, testimoniano - ha commentato l'assessore - un divario crescente tra opportunità e possibilità, in particolare per i soggetti deboli. Lo scenario evidenzia, infatti, che pur a fronte di una tendenza ad un lieve rallentamento dei prezzi di acquisto e locazione, con livelli di domanda ed offerta immutati, si manifesta un incremento degli sfratti per morosità e un incremento, ancora maggiore, delle domande al fondo sociale per l'affitto (+ 10,3%) e di Edilizia residenziale pubblica (Erp). Il grado di copertura dei finanziamenti erogati a livello regionale corrispondeva nel 2000 al 96% del fabbisogno, mentre nel 2003 e' sceso al 38%, essendo più che raddoppiate le domande Il mercato delle abitazioni - ha sottolineato l'assessore -  evidenzia una profonda frattura: e' fiorente e privo di criticità per le fasce di popolazione più benestanti, e' inaccessibile per le fasce di popolazione socialmente più deboli, come giovani coppie, immigrati, giovani con condizioni di lavoro precario, anziani soli, nuclei familiari mono-reddito ed in molti casi mono - personali, che esprimono peraltro una domanda crescente. Il fabbisogno abitativo provinciale appare pertanto in aumento soprattutto in relazione alla crescita della domanda espressa dalla popolazione meno abbiente, nei confronti della quale dovremo orientare prioritariamente le politiche degli Enti locali della Provincia di Bologna. Proprio su questo tema sta lavorando il Comitato interistituzionale per l'elaborazione condivisa dei Piani strutturali comunali in forma associata, con la finalità di programmare la realizzazione - nei prossimi due mandati amministrativi - di uno stock di abitazioni da destinare ad edilizia con finalità sociale, ma diversa dai tradizionali alloggi di Erp. A questo scopo saranno destinati circa 5.000 alloggi complessivi, di cui 3.000 localizzati nel Comune di  Bologna ed i rimanenti 2.000 negli altri Comuni della Provincia. Questo Rapporto - ha concluso Venturi - che aggrega i dati  conoscitivi con lo schema delle Associazioni ed Unioni comunali che stanno lavorando per redigere i Piani strutturali in forma associata, si aggiunge ai materiali che sono stati prodotti dal Comitato interistituzionale e va considerato come uno strumento dinamico da consultare ed utilizzare. Ci permette di avere a disposizione un quadro di conoscenze e di analisi puntuale ed aggiornato che contribuirà alla migliore finalizzazione del lavoro che siamo chiamati a compiere.

 

CASA: CRESCONO GLI AFFITTI A SAVONA, DIMINUISCONO I RISPARMI  ANALISI STATISTICA ELABORATA DAL COMUNE

 

SAVONA, 1 MAR - L'affitto medio pagato da un savonese e' pari a 328 euro al mese rispetto ai 270 sborsati nel 2004. E' questo uno dei dati rilevabili dall'elaborazione svolta dal Comune di Savona (ufficio staff sindaco in collaborazione con servizio statistico). E' cresciuta parimenti la richiesta media per mettere in affitto un'immobile: se nel 2004 la richiesta era di 570 euro, ora e' di 636 euro; il 66% dei savonesi ha dichiarato di abitare in un immobile di  proprietà mentre il 30% paga l'affitto. Circa i redditi delle famiglie savonesi, il 75% gode di  un'unica fonte di reddito, il 17% conta invece su due redditi. Il 41% delle entrate sono redditi da lavoro, l'8% un mix tra lavoro e pensione, il 45% e' reddito proveniente dall'erogazione di una o più pensioni. Significativi gli scaglioni di reddito dichiarati dagli intervistati: il 15% dichiara agli intervistatori Istat un reddito sotto i 1.033 euro, il 21% tra i 1.033 e i 1.570 euro. Solo il 26% dichiara un reddito superiore ai 2.066 euro. Situazione peggiorata rispetto al 2004 in tema di risparmio. Se nel 2004 il 13% dichiarava di aver risparmiato ora la quota e' scesa all'11%. Poco più di 2.100 euro lo stipendio ritenuto sufficiente dal savonese medio per avere un tenore di vita 'sufficiente'. 

 

COMUNI: LOANO; ACCORDO CON ARTE PER NUOVE CASE POPOLARI

 

LOANO (SAVONA), 2 MAR - Quaranta nuovi alloggi saranno costruiti con la formula dell'edilizia convenzionata a Loano. Il progetto del Comune e' stato sviluppato in accordo con l'Arte, l'Azienda regionale territoriale per l'edilizia. Le case popolari sorgeranno in località Fornaci su terreno che l'amministrazione civica ha ceduto all'Azienda regionale in cambio dell'area di via Foscolo dove sorge la palestra  scolastica. La mancanza di abitazioni per prima casa e' uno dei temi maggiormente dibattuti nei diversi consigli comunali soprattutto in seguito alla realizzazione, negli ultimi decenni, di alloggi realizzati soltanto a fini speculativi senza tenere conto della realtà dei residenti.L'intervento in zona Fornaci - sottolinea il sindaco Angelo Vaccarezza - e' anche frutto dell'impegno che la mia giunta ha dimostrato rispetto al problema della residenza pubblica.

 

CASA: LOMBARDIA; PRIMO SI' PER ASSEGNAZIONE A SOLI RESIDENTI PREVISTO ANCHE BONUS PER CHI VIVE IN REGIONE DA PIU ' TEMPO

 

MILANO, 1 MAR - In Lombardia potrà fare domanda per le case popolari solo chi vive o lavora in regione da almeno cinque anni: e' questa la novità principale fra le modifiche al regolamento per accedere all'Edilizia residenziale pubblica approvato oggi dalla commissione Territorio del Consiglio regionale. Il Consiglio, in realtà, aveva già inserito questa norma nel regolamento Aler al momento della sua approvazione, ma poi il Tar, a cui si erano rivolti i sindacati, lo aveva bocciato. Per questo la norma e' stata prima inserita in una legge, e ora di nuovo nell'adeguamento del regolamento, che dovrà essere votato ancora dal Consiglio regionale e che prevede non solo il requisito dei cinque anni di residenza, ma anche un 'bonus' di punti per chi vive in Regione da più tempo, tra i 5 e i 10 anni e oltre i 10. Dal fronte delle opposizioni, che hanno espresso voto contrario a questo regolamento, il consigliere regionale dei Ds, Franco Mirabelli parla di una scelta palesemente illegittima. In commissione - spiega Mirabelli - la maggioranza di centrodestra, non sapendo creare le condizioni per dare la casa a chi ne ha bisogno, dice ai lombardi che se ci fossero appartamenti disponibili, che non ci sono, sarebbero riservati non a chi ne ha più bisogno, ma a chi risiede da più tempo qui. Si tratta evidentemente di mera propaganda. Il regolamento introduce anche una serie di altre novità che dovrebbero velocizzare le assegnazioni, a partire dal fatto che sarà direttamente l'Aler a mostrare gli appartamenti liberi a chi e' in graduatoria (e non il Comune). E in più il Comune - con una convenzione - potrà affidare i bandi e la stesura delle graduatorie direttamente a chi costruirà e gestirà gli alloggi. Tra le nuove norme inserite anche la possibilità, da parte del destinatario di un alloggio, di accollarsi l'anticipo di eventuali spese di piccola ristrutturazione (che verranno poi scalate dall'affitto) in cambio di un'assegnazione immediata. Una velocizzazione dell'iter di assegnazione che dovrebbe impedire molte occupazioni abusive, che approfittano spesso di appartamenti già assegnati ma vuoti perché in attesa di lavori e che prima non potevano essere consegnati prima della loro sistemazione.

 

 

 

SFRATTI: ARRIVANO 200 MLN PER INTERVENTI AREE METROPOLITANE MARTINAT, DA GOVERNO 99 MLN RISORSE INUTILIZZATE IN DECRETO 2005

 

ROMA, 1 mar - Circa 200 milioni di euro, di cui la metà messi a disposizione del Governo, saranno destinati a finanziare programmi costruttivi e interventi speciali a favore delle famiglie con maggior disagio abitativo. Lo annuncia il vice ministro alle Infrastrutture e trasporti, con delega alla casa, Ugo Martinat, precisando che questa somma sarà ripartita  da un decreto ministeriale che oggi ha ottenuto il via libera dalla Conferenza Unificata e che sarà quindi pubblicato prossimamente in Gazzetta Ufficiale.

Questo provvedimento del Governo ha ottenuto parere positivo da Regioni e Comuni e dimostra come il Governo consideri il problema casa al primo posto tra quelli a cui dare immediata soluzione, ha commentato Martinat ricordando che il decreto ripartisce tra i Comuni capoluogo di aree metropolitane (cioè: Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari, Napoli, Palermo, Messina, Catania, Cagliari e Trieste) risorse non utilizzate previste da un precedente decreto-legge del 2005 che ammontano a più di 99 milioni di euro. Tali fondi saranno destinati a finanziare, in questi Comuni, interventi volti ad aumentare la disponibilità di alloggi di edilizia sociale, tramite programmi costruttivi o acquisizione e riqualificazione di stabili già esistenti, appartenenti anche al demanio pubblico, a favore di famiglie particolarmente disagiate. Si tratta in particolare di affittuari che hanno nel loro nucleo familiare persone ultrasessantacinquenni, o handicappati gravi o un figlio sotto i tre anni, o almeno due figli minorenni fiscalmente a carico, che nel proprio nucleo familiare hanno sostenuto spese mediche documentate superiori al dieci per cento del reddito annuo netto complessivo, o hanno componenti del nucleo familiare affetti da malattie invalidanti o che non ne consentono lo spostamento, e che non dispongono di altra abitazione né di redditi sufficienti ad accedere alla locazione di un nuovo immobile. Il decreto prevede, inoltre, che i Comuni dovranno destinare a questi interventi una quota pari a quella stanziata loro dallo Stato, mentre la ripartizione dei fondi statali e' stata rapportata al numero totale degli sfratti presenti nei singoli Comuni. In base a questa ripartizione dei 14 Comuni capoluogo di aree metropolitane Torino riceverà 12,8 milioni di euro; Milano 20,8 milioni; Venezia 139,3; Genova 6,5; Bologna 4,9; Firenze 2,6; Roma 25,2; Bari 1,2; Napoli 11,2; Palermo 3,9; Messina 766 mila ; Catania 5,8 milioni; Cagliari 833 mila euro e Trieste 2,2 milioni. Questo decreto ministeriale segue il decreto legge del 2006  che aveva previsto la sospensione degli sfratti per sei mesi nei Comuni con più di 1 milione di abitanti, quindi Roma, Milano e Napoli, contemplando, contemporaneamente, forti agevolazioni  fiscali per i proprietari interessati al blocco.

 

COMUNE REGGIO. PRC: ICI PIU BASSA A CHI HA SOLO PRIMA CASA

 

REGGIO EMILIA  2 marzo 2006 - La nostra proposta e' di elevare al 6,9 per mille l'aliquota Ici per gli altri edifici e di utilizzare i proventi derivanti per aumentare le detrazioni a chi possiede solo la prima casa. E' quanto afferma Matteo Sassi, capogruppo in consiglio comunale di Rifondazione comunista, durante una conferenza stampa convocata oggi in Comune. Le politiche fiscali del governo Berlusconi hanno realizzato un significativo spostamento di risorse dai ceti popolari ai ceti abbienti del Paese, continua Sassi, siamo convinti che sia il momento di proporre, anche a livello locale, politiche anti-liberiste, in rottura con l'azione governativa. Reggio Emilia, dopo Rimini, ha l'aliquota Ici per la prima  casa più alta della regione, al 5,8 per mille, ed e' una delle poche città a non tassare con un 7 per mille (ma con un 6,8) gli altri edifici. La proposta avanzata dal Prc non riduce le entrate comunali, ma realizza una redistribuzione da fasce delle  popolazioni più benestanti ad altre con maggiori difficoltà  sottolinea Michele Bonforte, coordinatore cittadino del partito, in sintonia con la volontà del vice-sindaco Franco Ferretti, di voler ridurre il peso della fiscalità per una parte della popolazione. Lo 0,1 per mille in più sugli altri edifici permetterebbe la raccolta di 410.000 euro da destinare completamente a chi possiede solo la prima casa, innalzando così la soglia di esenzione commenta Alberto Ferrigno, consigliere comunale di Rifondazione comunista, senza intaccare i 9 milioni di euro circa che il Comune raccoglie con questa imposta. 

 

CASA: BOLOGNA, QUASI 5 MLN DI EURO DAL MINISTERO PER EMERGENZA SFRATTI       MEROLA, DECRETO MODIFICATO GRAZIE A REGIONI E ENTI LOCALI

 

Bologna, 2 mar. Il Comune di Bologna riceverà fondi statali pari a 4 milioni 911 mila euro per far fronte all'emergenza sfratti. Lo ha annunciato l'assessore alla Casa del capoluogo felsineo Virginio Merola annunciando che grazie al lavoro e alle pressioni delle Regioni e degli enti locali e' stata approvata in seno alla conferenza Stato- Regioni la modifica del decreto ministeriale che definisce la distribuzione delle risorse e che precedentemente riconosceva a Bologna la copertura delle procedure solo per 5 sfratti esecutivi. Su base nazionale le risorse disponibili ammontano a 99,3 milioni di euro. Il Comune ha adesso 6 mesi di tempo per siglare con la Regione Emilia Romagna il programma per linee di indirizzo per  l'utilizzo delle risorse, assegnate in base al numero pari a 2.123 sfratti registrati dagli uffici giudiziari nel 2004. Attualmente, nel territorio bolognese, gli sfratti esecutivi sono 1.800, di cui 1.500 per morosità e 300 per fine locazione. Entro 240 giorni, dalla pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale, prevista nei prossimi giorni, il Comune dovrà trovare anche altri 4,9 milioni di euro da reperire in collaborazione con gli enti, locali, la regione e i privati. Si tratta di una scommessa impegnativa per la quale ci metteremo subito a studiare l'attuazione degli investimenti ha aggiunto Merola ricordando che una opportunità immediata giunge dal  nuovo piano particolareggiato per la riqualificazione dell'ex mercato ortofrutticolo che sarà approvato a giugno e nell'ambito del quale il Comune conta di realizzare 4- 500 alloggi di edilizia sociale.

 


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