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REPUBBLICA ITALIANA

 

 

REPUBBLICA ITALIANA

TRIBUNALE AMMNINISTATIVO REGIONALE

PER LA LOMBARDIA

MILANO

SEZIONE III

 

Registro Ordinanza: 493/06

Registro Generale:  418/2006

nelle persone dei Signori

DOMENICO GIORDANO Presidente

RICCARDO GIANI Ref. , relatore

VINCENZO BLANDA Ref.

ha pronunciato la seguente

 

ORDINANZA

nella Camera di Consiglio del 28 febbraio 2006

Visto il ricorso 418/2006 proposta da:

STRAZIOTA ANTONIO ED ALTRI

BENEDETTI GIOVANNI

GRECO FILOMENA

UNIONE INQUILINI

S.I.C.E.T.

S.U.N.I.A.

rappresentato e difeso da:

ANGIOLINI VITTORIO

MAIA RICCARDO

con domicilio eletto in Milano 5789AF

GALLERIA DEL CORSO, 1

presso

MAIA RICCARDO

 

contro

 

COMUNE DI MILANO

rappresentato e difeso da:

SURANO MARIA RITA

FRASCHINI ANTONELLA

MERONI RUGGERO

MARINELLI IRMA

FERRANDINI ELENA

LIMONGELLI ARIBERO

FAVIN ANNA MARIA

COZZI PAOLA

SILVIA DONATELLA

con domicilio eletto in MILANO

VIA DELLA GUASTALLA, 8

presso

AVVOCATURA COMUNALE

 

 

 

 

e nei confronti di

REGIONE LOMBARDIA

 

per l’annullamento previa sospensione dell’esecuzione, della deliberazione del Consiglio Comunale del Comune di Milano del 23 novembre 2005 n. 77, avente come oggetto “Vendita con procedura di asta pubblica dell’immobile di proprietà comunale sito in Milano, Piazzale Dateo, n. 5 , come pubblicato all’albo pretorio dal 25 novembre 2005 al 10 dicembre 2005; di tutti gli atti connessi.

 

Visti gli atti e i documenti depositati con il ricorso;

Vista la domanda di sospensione della esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dal ricorrente;

Visto l’atto di costituzione in giudizio di:

COMUNE DI MILANO

Udito il relatore Ref. RICCARDO GIANI e uditi altresì i procuratori delle parti presenti come da verbale;

Considerato che sussiste la legittimazione processuale dei ricorrenti sia con riferimento a SICET, SUNIA e Unione Inquilini – in quanto organizzazioni sindacali statutariamente operanti a tutela degli inquilini e assegnatari di alloggi pubblici e privati – sia in relazione ai signori Antonio Straziata, Giovanni Benedetti e Filomena Greco, in quanto affittuari di appartamenti siti nell’immobile di piazza Dateo prima dell’inizio dei lavori di ristrutturazione e titolari di legittimo affidamento al rientro negli stessi, specificamente ingenerato dallo stesso Comune di Milano attraverso la comunicazione di conclusione dei lavori e conseguente invito a manifestare la disponibilità al ritorno negli alloggi loro originariamente assegnati;

Rilevato che l’immobile sito in Milano, piazza Dateo n. 5, rientra nel novero dei beni comunali destinati all’edilizia residenziale pubblica, in quanto  acquistato dal Comune nell’ambito di un piano di edilizia economica e popolare e ristrutturato con fondi specificatamente destinati all’edilizia popolare (art. 1, comma 1, legge 24.12.1993, n. 560);

Considerato che l’art. 1. comma 3, legge 560/93 – espressamente richiamato dall’Amministrazione nel provvedimento di autorizzazione alla vendita in blocco – nell’escludere, per gli immobili soggetto a vincolo storico, l’applicazione della disciplina per la vendita degli immobili di ERP posta dalla stessa legge 560/93, postula non già una libertà di alienazione bensì l’operatività del “regime ordinario, connotato, salvo eccezioni molto limitate, del divieto di cessione in proprietà” (Corte cost. 7 dicembre 1994, n. 417);

Considerato che, allo stato, non risulta rimosso il vincolo di destinazione ad edilizia residenziale pubblica dell’immobile di piazza Dateo e la conseguente sua appartenenza al patrimonio indisponibile del Comune;

Ritenuto che sussistono gli estremi previsti dall’art. 21, 7° comma, della legge 6.12.1971, n. 1034;

P.Q.M.

Accoglie la suindicata domanda incidentale di sospensione.

La presente ordinanza sarà eseguita dalla Amministrazione ed è depositata presso la Segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.

MILANO, lì 28 febbraio 2006.

 

Il Presidente L’Estensore

 

(firma) (firma)

 

 

NOTA DELLA SEGRETRIA NAZIONALE

DELL’ UNIONE INQUILINI

 

Roma, 4 marzo 2006.

 

La vertenza sindacale e legale connessa alla ventilata vendita all’asta dell’immobile di Piazza Dateo è d’estrema rilevanza nazionale per tutta una serie di implicazioni:

-    in questi ultimi mesi e settimane diverse operazioni di demolizione o snaturamento delle caratteristiche sociali del patrimonio di ERP si sono delineate con sempre maggiore chiarezza;

-    non ci riferiamo solo all’emendamento inserito della Finanziaria 2006 per iniziativa dell’On. Crosetto e al successivo piano Brunetta (saranno sicuramente cassati dall’opposizione delle Regioni), ma anche a convergenti posizioni espresse da settori di centro sinistra; senza diplomazie e reticenze del tutto controproducenti ci limitiamo ad alcuni riferimenti: alla proposta dell’On Sandri (DS) di creare un fondo immobiliare con parti cospicue del patrimonio ERP definite di pregio solo perché situate in zona Urbanistica A1, alle reiterate pressioni di dirigenti nazionali di Federcasa supportati da autorevoli assessori regionali per la drastica revisione del regime di assegnazione e del conseguente sistema dei canoni agganciati al reddito; e ad altro ancora.

-    L’attacco all’unitarietà del patrimonio residenziale pubblico fa parte di questo disegno di contro-riforma e non inizia da Piazza Dateo: gravissime sono le operazioni ancora in atto a Firenze, Roma e Napoli, con la vendita di gran parte delle unità immobiliari situate in zone centrali, nel primo caso addirittura senza prevedere neanche il reimpiego dei proventi nell’edilizia residenziale pubblica; e con la netta opposizione – finora – solo dell’’Unione Inquilini.

-    Si potrebbe supporre che l’unità sindacale a Milano si sia favorita dall’opposizione politica al governo di centro destra in questa città; se così fosse non si potrebbe escludere che silenzi e connivenze sindacali si riproducano in altre città e regioni governate dal centro sinistra.

-    Ma proprio per questo va data ORA e SUBITO una grande rilevanza alle motivazioni dell’ordinanza di sospensione, lo si deve fare per rafforzare una linea nazionale sindacale e legale a livello complessivo che sia di intransigente opposizione ai disegni di privatizzazione, vendita e sedicente valorizzazione immobiliare del patrimonio residenziale pubblico.

 

Invitiamo tutte le  nostre sedi ad operare di conseguenza, riproducendo il testo dell’ordinanza del TAR e il commento dell’Unione Inquilini

 


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