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CONSIGLIO PROVINCIALE: APPROVATO UN ORDINE DEL GIORNO SUL DIRITTO ALLA CASA

CONSIGLIO PROVINCIALE: APPROVATO UN ORDINE DEL GIORNO SUL DIRITTO ALLA CASA

Il documento, presentato da Rc, è stato approvato dalla maggioranza al termine di un animato dibattito

 

Nuove normative di legge per difendere il diritto alla casa. E’ quanto richiesto in un ordine del giorno presentato dal gruppo consiliare di Rifondazione Comunista e approvato dall’assemblea in occasione della seduta del 23 febbraio. Fra le proposte formulate per venire incontro alle famiglie in difficoltà, l’introduzione di agevolazioni fiscali ai proprietari di case che affittano gli immobili entro certi parametri e abolizione graduale dell’ICI sull’abitazione principale. Il documento è stato presentato dal capogruppo di Rc Marco Bonuccelli, che ha sottolineato come “emergenza sfratti e disagio abitativo siano andati aumentando anche nella nostra provincia, a danno soprattutto delle coppie giovani e degli immigrati. Anzi, negli ultimi mesi abbiamo assistito ad un innalzamento del disagio sociale per il diritto alla casa per lavoratori monoreddito e precari, anziani e portatori di handicap, tanto che non si può più parlare di semplice emergenza abitativa ma di una vera e propria precarizzazione di ampie fasce di popolazione, comprese quelle di ceto medio”. “Abbiamo presentato questo ordine del giorno – ha detto il consigliere di Rc Mario Navari – dopo aver letto alcuni dati presentati in occasione di una conferenza sul fabbisogno abitativo organizzata dalla Regione Toscana, secondo i quali l’affitto oggi incide sui redditi in una misura che va dall’81 al 143%, quindi per gran parte delle famiglie la spesa per la casa è diventata insostenibile. A fronte di ciò, in questi anni il governo non ha fatto nulla di concreto sul fronte dell’edilizia popolare né su quello  dei contributi affitto, che sono ulteriormente diminuiti”. Il presidente del consiglio provinciale Giovanni Gemignani, che della difesa del diritto alla casa e dei diritti fondamentali della persona e della  famiglia ha fatto suoi temi ricorrenti, tanto da far aprire, a Palazzo Ducale, uno speciale sportello casa dedicato alle vittime di fallimenti immobiliari, ha sottolineato che “sulla casa, occorre un nuovo piano organico e nazionale, che deve scaturire da una moderna cognizione in grado di tutelare sia il cittadino risparmiatore, che nel mercato immobiliare trova un bene rifugio, sia coloro che contraggono un contratto di affitto. A mio avviso, finora il problema è stato affrontato in modo insoddisfacente, non rispondente alle esigenze del sistema immobiliare e dei cittadini. Sarà questo un punto su cui il nuovo governo, insieme ai Comuni e alle Province, dovrà impegnarsi per dare risposte più concrete”. L’assessore provinciale alle politiche sociali David Pellegrini ha poi illustrato il percorso compiuto dall’attuale amministrazione provinciale per tutelare il diritto alla casa, “culminato - ha detto – nell’istituzione di un osservatorio sul fabbisogno abitativo e nella sottoscrizione, insieme ai Comuni di Borgo a Mozzano, Capannori, e Viareggio, di un protocollo sulla casa, che ha già visto lo stanziamento, da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, di circa 330 mila euro per fare fronte ai casi più gravi”. Dalla maggioranza, il consenso verso la necessità di affrontare una problematica così importante è stato unanime. Il documento è stato quindi emendato per pervenire alla formulazione di una serie di proposte condivisibili da tutte le forze di centrosinistra. Per il capogruppo dei Ds Egidio Nardini “questo odg è un segnale forte per avviare un cambiamento nei confronti del problema. Una soluzione potrebbe essere quella di un intervento diretto delle Stato nei processi di acquisto e ristrutturazione dei centri storici. Non sono d’accordo con l’eliminazione dell’ICI, una delle poche entrate con cui i Comuni possono fare fronte al taglio dei trasferimenti dal governo centrale”. Il capogruppo dello Sdi Giovanni Massoni si è detto “favorevole all’ordine del giorno, anche se contiene alcuni punti poco realizzabili. A mio avviso, la strada è quella di attuare una politica di sgravi per i proprietari di case che si adeguano a determinati parametri di affitto”. Il capogruppo dell’Ulivo per la Provincia Ezio Passaglia ha detto che “quello abitativo è un problema prima di tutto economico, che nasce dal fatto che gli stipendi sono inferiori al costo chiesto sul mercato per sostenere un affitto od un mutuo”. Per Sauro Bonaldi (Ulivo per la Provincia) “la strada da seguire per risolvere il problema del caro- affitti è quella della concertazione fra Provincia, Comuni, associazioni di categoria e sindacati”. Per Bruno Rossi capogruppo dell’Italia dei Valori, “ci sarebbe bisogno di un approfondimento perché le richieste sono troppo articolate”. Di diverso avviso, i consiglieri dei gruppi di minoranza, che, al momento del voto, hanno deciso di abbandonare l’aula per manifestare il proprio disappunto nei confronti del comportamento adottato dai rappresentanti della maggioranza. “Va dato atto a Bonuccelli e Navari di aver affrontato il problema, - ha detto il capogruppo dell’Udc Fabrizio Santi - ma non ne condivido le soluzioni”. Il consigliere ha poi proposto ai due esponenti di Rc di ritirare il documento e di approfondire la questione in commissione. Più severo il giudizio del capogruppo di Fi Giovanni Santini: “Questo documento contiene le proposte di Rifondazione comunista su come affrontare il problema dell’emergenza abitativa. Anche in commissione, dubito che  si possa trovare un comune denominatore”. Vittorio Fantoni (Fi) ha detto che “la mozione di Rc è in parte accettabile, perché pone l’attenzione su un forte disagio avvertito anche sul nostro territorio, ma pecca di demagogia, in quanto sia attribuisce tutta la responsabilità al governo Berlusconi”. “Apprezzo la sensibilità al problema dimostrato da Rc – ha detto Luca Lunardini (Fi) – ma in questo odg ci sono troppi punti non condivisibili”..Il capogruppo di An Marco Agnitti ha sottolineato che “la difficoltà della maggioranza di pervenire ad una posizione unica su un problema serio come quello della casa, visti gli emendamenti adottati su questo ordine del giorno”.

Simone Locci (An) ha detto che “l’aumento dei canoni di locazione non si risolve con le proposte di Rc. E’ superata l’idea di uno Stato che compra gli immobili dei centri storici per poi affittarli agli indigenti. Bisogna contare su meccanismi di aggiustamento del mercato”.

 

Ordine del giorno per il diritto alla casa

                                                        Al Presidente del Consiglio Provinciale

                                                        Al Presidente della Provincia

 

Visto che l’emergenza sfratti si aggrava, e il disagio abitativo aumenta e si articola investendo nuovi segmenti della popolazione della nostra provincia, in particolare i giovani nuclei familiari nativi e migranti; Visto che nessun segnale d’inversione di tendenza proviene dal governo Berlusconi, salvo pura propaganda elettorale, anzi al via libera delle esecuzioni di sfratto per tutti si sono ridotte le risorse per gli Enti Locali, aumentano i rischi per le famiglie nelle graduatorie ERP che hanno fin qui usufruito di proroghe; Prende atto che l’incidenza dell’affitto privato sui redditi fino all’importo di una pensione sociale va dal 81% fino al 147%, e per redditi fino all’accesso ERP dal 63% al 73%, (dati ricavati dalla ricerca della Fondazione Michelucci presentata alla conferenza Casa della Regione Toscana il 14 ottobre u.s.) mentre il contributo dell’affitto si è ridotto nel tempo, tanto da non poter soddisfare le attese delle famiglie interessate;

Considerato che la questione abitativa sta diventando sempre più insostenibile, la dimostrazione viene:

1)       dal numero delle famiglie collocate utilmente in graduatoria per l’accesso ad un alloggio di edilizia residenziale pubblica;

2)       dall’aumento vertiginoso del numero delle sentenze di sfratto per morosità che hanno raggiunto una soglia non inferiore al 60% del totale delle sentenze emesse;

3)       dalla assoluta insufficienza del patrimonio di edilizia sociale;

4)       dai tagli operati dal governo sia nei confronti del contributo affitto, sia dall’azzeramento dei finanziamenti a sostegno dello sviluppo dell’edilizia residenziale pubblica;

5)       dalle politiche di cartolarizzazione di immobili pubblici e di dismissione di grandi proprietà private nonché dalla liberalizzazione degli affitti;

Dal momento che negli ultimi mesi si è assistito, anche nel nostro territorio, ad un innalzamento del disagio sociale per il diritto alla casa per lavoratori monoreddito e precari, per anziani e portatori di handicap con redditi medio bassi; non si tratta di una semplice emergenza abitativa ma di una precarizzazione di ampie fasce di popolazione comprese quelle di ceto medio, ai quali vanno aggiunte le sofferenze per migranti e dei senza fissa dimora; Impegna il Presidente della Provincia affinché nell’ambito delle sue prerogative intervenga verso il Parlamento e l’ANCI chiedendo nuove normative di legge per:

  • l’obbligo all’affitto e canone massimo fissato per legge, l’abolizione del canale libero dei canoni ed il superamento dell’istituto dello sfratto per finita locazione.
  • definire un finanziamento (almeno l’1% del bilancio) certo per la politica sociale della casa, determinare un piano di investimento dei fondi exGESCAL rimasti: con il pieno utilizzo delle rimanenze, valutabili in circa 15.000 miliardi.
  • rivedere il ruolo della cooperazione ai fini dell’acquisto, dell’autocostruzione e della locazione a canone sociale, stabilendo finalità strategica per favorire nuovi interventi di riqualificazione urbana di reale utilità sociale.
  • uso della leva fiscale (l’ICI) per penalizzare lo sfitto, le seconde case e abolire l’ICI sulla abitazione principale.
  • intervento diretto dello Stato nelle sue articolazioni decentrate nei processi d’acquisto e ristrutturazione nei centri storici, creando proprietà mista.
  • certezza del diritto al sostegno all’affitto va esteso ad ogni nucleo familiare, con tetti di reddito pari a quello stabilito per la permanenza nell’ERP (garantendo il contributo stabile per tutto il periodo del contratto di locazione), a tal fine vanno previsti congrui finanziamenti regionali e comunali utilizzando l’ICI, oltre che l’aumento del fondo nazionale della 431.
  • una nuova politica di gestione del territorio nella quale privilegiare la socialità nell’utilizzo dello spazio comune contro la filosofia mercantile che vuole asservire il territorio alla rendita.
  • a ripristinare la vecchia aliquota (10% invece del 20% proposto in finanziaria), relativamente alla ristrutturazione della prima casa.

 

Gruppo PRC Provincia di Lucca

 


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