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CASA: LOMBARDIA, VARATE NUOVE REGOLE PER ASSEGNAZIONI ALLOGGI

CASA: LOMBARDIA, VARATE NUOVE REGOLE PER ASSEGNAZIONI ALLOGGI

 

Milano, 14 marzo 2006. - Semplificazione e responsabilizzazione dei soggetti attuatori, Aler e Comuni. Sono questi i criteri alla base delle modifiche al regolamento regionale  per l'assegnazione e la gestione degli alloggi di edilizia residenziale e pubblica, approvato oggi dal Consiglio regionale della Lombardia. Le modifiche consentono, dunque, di avere procedure più veloci nell'assegnazione degli alloggi, limitandone, al contempo, l'occupazione abusiva e abbreviando così i tempi di assegnazione. Particolari semplificazioni sono previste per i Comuni che hanno meno di 3.000 abitanti, i quali potranno assegnare con procedura  diretta i pochi alloggi che via via si rendono liberi per finita locazione. Mentre, nel caso di assegnazione di alloggi di nuova costruzione o recuperati o comunque acquisiti, il Comune deve procedere al bando di assegnazione. Tutti i Comuni potranno, invece, introdurre categorie, a rilevanza sociale, che potranno essere aiutate per una più rapida  assegnazione di un alloggio a fronte di un documentato disagio sociale. Nell'ottica di assicurare, da subito, un alloggio a chi ne ha veramente bisogno, le modifiche approvate rendono anche più flessibile il rapporto fra metratura dell'appartamento e numero dei  componenti del nucleo famigliare che lì andrà ad abitare. Inoltre, con l'obiettivo di abbreviare l'iter e le procedure per l'assegnazione degli alloggi e di scoraggiare occupazioni abusive che negli ultimi anni hanno raggiunto cifre  davvero imponenti, l'Aler può proporre all'assegnatario di un alloggio che necessità di interventi minimi di manutenzione o  adeguamento a norme di sicurezza di anticipare, tutte o in parte, le spese dell'intervento che verranno poi detratte dal canone di affitto.  Anche gli appartenenti alle forze dell'ordine in stato di separazione legale (non giudiziale) potranno godere di un alloggio di Edilizia Residenziale e Pubblica. Il regolamento attua quanto stabilito dalla Legge regionale 7/2005 (secondo la quale i richiedenti devono avere la residenza o svolgere attività lavorativa in Regione Lombardia da almeno 5 anni per il periodo immediatamente precedente alla data di presentazione della domanda), specificando quale valore possa essere attribuito nelle graduatorie al periodo di residenza in Lombardia, individuando due fasce, e di conseguenza un diverso  punteggio, a seconda che si abbia una residenza maggiore di 5 anni e inferiore o uguale a 10 o una residenza maggiore di 10 anni. Ne consegue che la residenza sul territorio regionale, insieme alle situazione economica e alle condizioni familiari e abitative del  richiedente concorrono all' attribuzione del punteggio alla famiglie, e dunque alla formazione della graduatoria. L'assessore regionale alla Casa e Opere Pubbliche, Gianpietro Borghini, sottolineando che quello approvato oggi e' uno  degli strumenti per fare la politica per la casa, certo non l'unico, ha detto. Sono molto soddisfatto -ha aggiunto Borghini- per  l'approvazione di queste modifiche al regolamento che introducono, nell'ambito e in attuazione delle leggi vigenti, elementi di forte  semplificazione e di responsabilizzazione di tutti i soggetti attuatori che il Consiglio regionale considera come i pilastri del  sistema abitativo insieme ai Comuni, e per questo ne favorisce la costante collaborazione. Il presidente della Regione, Roberto Formigoni,  riconoscendo anch'egli gli elementi nuovi di semplificazione e razionalizzazione introdotti, ha detto che ''le nostre sono norme  equilibrate che tengono conto di tutti i fattori che devono concorrere nell'assegnazione di un bene di prima importanza come quello della  casa. Ci siamo mossi - ha concluso Formigoni - all'insegna  dell'equilibrio, dell'armonia e della presa in considerazione di tutti i fattori, convinti che questo sia un buonissimo strumento  normativo.

 

CASA: LOMBARDIA; CGIL-CISL-UIL, PRONTI A RICORSO AL TAR

 

MILANO, 14 MAR - I sindacati si oppongono alle modifiche al regolamento per l'assegnazione degli alloggi  popolari, approvate oggi dalla Regione Lombardia, che introducono 5 anni di residenza o di impiego nella Regione, tra i requisiti per poter presentare domanda, e annunciano un  ricorso al Tar.  Contro la legge del 2004 che introduce i 5 anni di residenza - ricordano Cgil, Cisl e Uil e dei sindacati di  categoria Sicet, Sunia e Uniat - e' pendente un giudizio davanti  al Tar che sara' deciso il prossimo 17 maggio. Lo stesso  Tribunale, nell'ambito del giudizio già instaurato, sarà  chiamato a pronunciarsi anche sulla decisione odierna della  Regione che ribadisce l'ostinata volontà politica di questa maggioranza di imporre criteri discriminatori nella gestione dei  servizi sociali. I sindacati parlano della volontà di imporre criteri discriminatori con questo regolamento che viola le garanzie  riconosciute dalla Costituzione alla generalità dei cittadini.

 

CASA: CENTROSINISTRA, CDL LOMBARDA SCATENA GUERRA TRA POVERI

 

Milano, 14 mar.- Prevede una guerra tra poveri  il centrosinistra lombardo con l'approvazione delle nuove regole per l'assegnazione delle case Aler in Lombardia, votate oggi dal Consiglio regionale lombardo. Oltre ad essere convinti che le case popolari  debbano essere assegnate ai poveri - commenta il capogruppo lombardo  dei Verdi, Carlo Monguzzi- a partire dai più poveri e non dai più residenti in Lombardia, pensiamo che questa norma e' anche  completamente fuori dalla realtà. Se un lavoratore piemontese,  espulso dalla sua fabbrica, trovasse lavoro in Lombardia, sarebbe penalizzato nelle assegnazioni delle case popolari. E questo e'  assurdo. E ingiusto Anche secondo il consigliere lombardo del Prc, Luciano Muhlbauer on questo voto la discriminazione e la demagogia diventano legge. Non solo viene confermato il folle criterio della legge regionale n. 7 del febbraio 2005, per cui quanti non dispongono di cinque anni di residenza continuativa in Lombardia non possono nemmeno presentare  domanda di alloggio di edilizia residenziale pubblica. Ma da oggi in poi la residenza farà punteggio anche per quanti riescono ad accedere alla graduatoria.

 

CASA: MARGHERITA, IN LOMBARDIA SARANNO INEVITABILI I RICORSI

 

Milano, 14 mar Saranno inevitabili i ricorsi. Anche la maggioranza lo sa, ma ha votato contro la pregiudiziale per soli motivi politici. Così Francesco Prina, consigliere lombardo  della Margherita, interviene nell'aula del Consiglio regionale lombardo sulla questione dell'edilizia pubblica e i criteri di  assegnazione delle case Aler dopo il voto contrario alla pregiudiziale. Chi non risiede sul territorio regionale della Lombardia o vi  svolge attività lavorativa da almeno 5 anni - aggiunge Prina- non potrà sperare di vedersi assegnato un alloggio di edilizia residenziale pubblica. Il voto contrario alla pregiudiziale e' una decisione che provocherà un immediato ricorso alla Corte costituzionale e, comunque, scatenerà una guerra tra poveri, mettendo in seria difficoltà gli amministratori locali,

 

CASA: FIRENZE; UNIONE INQUILINI CHIEDE AIUTO A CARDINALE MOVIMENTO LOTTA OCCUPA PACIFICAMENTE UFFICIO COMUNE

 

FIRENZE, 14 MAR - Una lettera all' arcivescovo di  Firenze, cardinale Ennio Antonelli, per chiedergli un intervento nei confronti della pubblica amministrazione sul tema del  diritto alla casa. A scriverla sono stati l' Unione inquilini e il Movimento lotta per la casa, che chiedono anche  un incontro all' arcivescovo, per esporle in modo esauriente la situazione e le nostre posizioni. Sappiamo - spiega la lettera - che in diverse occasioni lei si e' pronunciato per il diritto alla casa come diritto fondamentale. Ebbene, non sempre questa convinzione appartiene a  chi ha responsabilità pubbliche. Intanto, stamani una decina di esponenti del Movimento lotta  per la casa ha occupato, in maniera pacifica, l'ufficio patrimonio del Comune di Firenze, in via Baracca. Nel corso  della manifestazione, durata circa un'ora, il Movimento lotta per la casa ha lanciato la proposta di costituire una  cooperativa di autorecupero, che partecipi alla ristrutturazione di immobili individuati dal Comune e da trasformare in alloggi. Il Movimento lotta per la casa ha anche annunciato una nuova  manifestazione, domani in via Pietrapiana, contro la politica  della casa portata avanti dal Comune.

 

LIGURIA CAMBIA, MENO DISMISSIONI SU IMMOBILI PUBBLICI Le nuove regole stabilite oggi dalla Giunta

 

Genova, 14 mar.  Cambia radicalmente il modo di amministrare e gestire il patrimonio delle agenzie immobiliari regionali e di quelle per il recupero territoriale della Liguria. Lo ha deciso oggi la Giunta stabilendo nuovi criteri di vendita e di gestione del patrimonio. Criteri che da un lato limitano la possibilità di vendita e dall'altro prevedono un sistema più trasparente di amministrazione. Le vendite non potranno rappresentare più del 10% del patrimonio immobiliare pubblico regionale e il ricavato dovrà essere reimpiegato totalmente per realizzare nuove case in edilizia convenzionata. In più solo il 20% degli alloggi inseriti nei piani di vendita potranno riguardare gli immobili sfitti e di conseguenza la vendita andrà a beneficio degli attuali assegnatari. Si tratta - ha detto l'assessore regionale alle Politiche abitative Maria Bianca Berruti - di un tassello importante di una strategia volta a ricreare un patrimonio di edilizia residenziale pubblica per andare incontro alle nuove emergenze abitative. E' noto infatti che nel corso degli anni i vari enti regionali, non solo della Liguria, preposti alla gestione degli ex Iacp sono spesso stati abbandonati a se stessi e gran parte di loro per provvedere a necessità amministrative ha venduto e talvolta svenduto parte del patrimonio, senza peraltro costruire nulla di nuovo. Benché l'Italia sia il paese in cui la proprietà immobiliare e l'abitazione principale sia molto diffusa (circa il 70-80% delle famiglie vive in una abitazione di proprietà) in Liguria vi sono almeno il 30% delle famiglie che non hanno potuto o voluto passare dalla condizione di inquilino a quella di proprietario. L'iniziativa della Regione Liguria va quindi nella direzione auspicata fin dalla campagna elettorale dal presidente Claudio Burlando che aveva messo tra i punti del suo programma la rivitalizzazione del settore, con la stesura di un nuovo sistema contabile per tutte le aziende interessate più completa e trasparente.


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