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ELEZIONI: 'AVVENIRE', IN SFIDA TV ASSORDANTE SILENZIO SU FAMIGLIA IGNORATI TEMI DECISIVI COMA CASA,LAVORO E SALUTE, RISPONDERE

ELEZIONI: 'AVVENIRE', IN SFIDA TV ASSORDANTE SILENZIO SU FAMIGLIA IGNORATI TEMI DECISIVI COME CASA, LAVORO E SALUTE, RISPONDERE A DOMANDA DI SENSO

 

Roma, 16 mar. Nel confronto tv tra Silvio Berlusconi e Romano Prodi si e' registrato un clamoroso vuoto,  un silenzio assordante sulla famiglia. Lo lamenta 'Avvenire', in un editoriale in prima pagina pubblicato sul numero in edicola oggi. Ma la famiglia -afferma ancora il quotidiano dei Vescovi- non e' stata la sola grande assente nel faccia a faccia televisivo. Lo stesso  può dirsi per altri temi decisivi per il domani del Paese, come la nostra trentennale crisi demografica e la tutela della vita umana in tutte le sue manifestazioni a cominciare da quelle decisive del  nascere e del morire. Nel segnalare con una buona dose di sconcerto queste carenze, non vorremmo si pensasse alla solita geremiade da cattolici ansiosi di elemosinare un briciolo di attenzione per le cose che interessano a loro. Crediamo infatti che, nel richiamare alcuni dei nodi più o  meno volutamente dribblati nel tele duello elettorale, stiamo interpretando un sentimento largamente diffuso negli elettori, che,  magari con non totale consapevolezza, vivono sulla propria pelle un  trapasso epocale. Un tornante storico nel quale le stesse inquietudini per il lavoro, la casa, la salute la pensione confluiscono in una più generale domanda di senso. Ecco perché -conclude 'Avvenire'- ci auguriamo che, sia nel  secondo confronto tra i leader del 3 aprile sia nel più ampio  dibattito che ci separa dalle urne, anche i tasti finora ignorati vengano adeguatamente toccati. Con tutto il dovuto rispetto, non si vive di sole quote rosa  .

 

CASA. PIANO 3 MILA ALLOGGI , ACER: NOI SIAMO PRONTE A FARLI, AZIENDE SI CANDIDANO: NO AD AGENZIA REGIONALE, SI A SINERGIA

 

BOLOGNA 16 marzo 200  Le Acer dell'Emilia - Romagna si candidano a  costruire direttamente alloggi di edilizia popolare. E' questa la proposta che porteranno sul banco del confronto che comincerà a  giorni con l'assessore regionale, Luigi Gilli, in merito al piano  3 mila alloggi Insomma, le aziende non ci stanno a fare da  semplici gestori del patrimonio esistente e si candidano ad  essere qualcosa in più. In una bozza che servirà come punto di discussione nella riunione fissata per la prossima settimana tra  i presidenti delle Acer, vengono posti intanto alcuni paletti. Il primo e' proprio la richiesta di prendere atto dell'orientamento assunto dalla generalità delle Acer di poter realizzare anche direttamente alloggi di edilizia popolare, come attività strumentale nell'ambito delle politiche abitative dei comuni Lo stesso strumento dei 3 mila alloggi- prosegue il documento-  dimostra, infatti, che in molti casi solo l'intervento del  pubblico riesce a realizzare alloggi a canoni inferiori a quelli  di mercato. Le Aziende bocciano lo strumento delle società di  scopo, previsto dal piano regionale, perché non potendo contare sulle stesse agevolazioni fiscali del pubblico, faticano a realizzare interventi realmente calmierati del mercato. D'altra parte, osservano ancora, i vincoli derivanti dal patto di stabilità non stimolano i Comuni a intervenire direttamente. Del resto, insistono le Acer, non si può pensare che il ruolo delle Aziende sia confinato alla gestione del patrimonio pubblico esistente. In questo senso si spera in una lettura  della legge regionale di riforma del 2001 più ampia. Dare la possibilità alle aziende pubbliche, sono convinte le Acer, di gestire, accanto a un patrimonio che  mediamente produce 120 euro di canone mensile, quote crescenti di  alloggi, anche solo a canone concordato, significa consentire al sistema pubblico stesso di accumulare maggiori risorse da  destinare all'edilizia sociale. E tra le critiche, le Acer ci mettono in primo luogo che stenta a manifestarsi concretamente la volontà di fare  'sistema' fra l'insieme delle Acer regionali. Ciò che si chiede non e' una imposizione in via "amministrativa" degli  "accorpamenti che solo decisioni istituzionali del sistema degli  enti locali territoriali possono determinare. Ma, e' il suggerimento finale, potrebbe aiutare una politica attiva della Regione che si dispieghi attraverso incentivi delle Acer che si  muovono in questa direzione.

 

CASA BOLOGNA. A ZOLA SPORTELLO PER EVITARE LE 'MIGRAZIONI' ACCORDO COMUNE-UPPI PER TROVARE ALLOGGI, NON CARI E D'EMERGENZA

 

BOLOGNA 16 marzo 2006 - A Zola Predosa apre lo  Sportello per la Casa . Il Comune di Zola e l'Unione Piccoli Proprietari Immobiliari di Bologna si alleano e lanciano un nuovo servizio gratuito per aiutare i cittadini a trovare una casa e a individuare soluzioni abitative adeguate, incentivando il ricorso a sistemi che facciano emergere l'offerta di alloggi sul territorio. Questo vuol essere lo Sportello per la Casa, il luogo dove far  incontrare domanda e offerta, tra chi cerca una casa da comprare  o da affittare e chi e', invece, proprietario di un appartamento. Ospitato presso la sede municipale di Zola Predosa (in Piazza della Repubblica 1) e operativo da oggi almeno due pomeriggi ogni  mese, lo sportello darà consulenza, di informazione, di assistenza e di mediazione (contratti, regolamenti condominiali, mutui). Tenuto conto spiega Giancarlo Borsari, sindaco di Zola - della esigenza abitativa crescente sul nostro territorio e vista anche la grande richiesta di abitazioni sociali ed in affitto, abbiamo deciso di far nascere lo 'Sportello per la Casa ' per  raccogliere le richieste di abitazioni sociali ed in affitto. L'obiettivo non e' solo creare le condizioni per contratti  economicamente più favorevoli ma, soprattutto, di agevolare la permanenza dei cittadini sul territorio zolese, evitando il più  possibile l'esodo verso altri comuni che, generalmente, offrono  condizioni più vantaggiose L'Uppi raccoglierà le esigenze abitative dei cittadini, verificherà le necessità familiari, con i servizi sociali del Comune, e si impegnerà a raccogliere  la disponibilità di alloggi da affittare. Secondo Alberto Zanni, presidente provinciale Uppi, il vantaggio dello Sportello e' duplice: da una parte, si vuole fornire completa assistenza in materia di compravendite e locazioni, e dall'altra, promuovere,  il più possibile, le soluzioni economicamente più convenienti, come ad esempio, il contratto d'affitto a canone concordato che consente ad entrambe le parti un sostanzioso risparmio. A Zola, gli attuali appartamenti gestiti in convenzione con Acer sono 148, più altre 15 abitazioni per situazioni di emergenza. Complessivamente continua Borsari - non sono sufficienti a soddisfare completamente la richiesta in  aumento. In tal modo, quella che si vuole far partire attraverso questo protocollo d'intesa e' la ricerca di nuove metodologie che portino a superare le attuali difficoltà che hanno provocato, specialmente negli ultimi anni, una crescente spesa da dedicare a favore delle famiglie con difficoltà abitative e spesse volte con figli minori a carico Il sindaco sottolinea che si tratta di vere e proprie situazioni di emergenza che i nostri servizi sociali si trovano ad affrontare in solitudine, in assoluta assenza di riferimenti pubblici o privati ai quali rivolgersi In molti casi i servizi sociali si vedono costretti a dividere i nuclei familiari e mandare a vivere le madri e i bambini in strutture esterne, come le case protette, che rendono precaria la vita famigliare e fanno aumentare i costi dell'Amministrazione comunale. Il Comune e l'Uppi si impegnano a fornire le necessarie garanzie al piccolo proprietario che mette a disposizione il proprio alloggio e tra queste vi sono anche la riduzione dell'Ici al 2 per mille per gli alloggi affittati a canone concertato. Attraverso questo accordo l'amministrazione comunale di Zola ritiene di poter ridurre i propri costi e riuscire a trovare almeno 20 alloggi da mettere a disposizione per alcuni nuclei famigliari in difficoltà.

 

CASA: 80% UMBRI PROPRIETARI CASA IN CUI VIVONO CONVEGNO AGENTI, VOLUME '05 MERCATO IMMOBILIARE 2 MLD EURO

 

PERUGIA, 16 MAR - L' 80 per cento degli umbri e' proprietario della casa in cui vive, e questa percentuale e' salita negli ultimi anni, mantenendo l'Umbria leggermente al di sopra della media nazionale. Il dato e' emerso stamani da un convegno del collegio agenti immobiliari Confcommercio svoltosi nella sede della Provincia di Perugia. Nello stesso incontro e' stato ribadito che la domanda degli umbri e' sempre più rivolta verso gli immobili di qualità. Se si deve cambiare casa, lo si fa per migliorare, e qualità significa non solo pregio dei materiali e delle finiture, ma distanza dai servizi pubblici, palazzi non troppo alti, tranquillità della zona e presenza di aree verdi. Dall' analisi del mercato immobiliare in Umbria emerge inoltre che, dopo sette -otto anni di euforia, nel 2005 si e' avuto, come altrove, un rallentamento, in linea con la tendenza nazionale, con un calo delle compravendite di circa il dieci per cento rispetto allo scorso anno e con un incremento medio dei prezzi di compravendita nella regione del quattro per cento, di poco inferiore alla media nazionale. Il volume economico, comunque, e' rimasto su livelli importanti, intorno ai due miliardi di euro (nella sola Perugia il settore immobiliare muove circa 750 milioni di euro). Nel 2005 in Umbria, dove gli stranieri residenti nel 2004 rappresentano il 6,2 per cento della popolazione, al di sopra della madia nazionale del 4,1, e' continuato l'andamento relativo agli acquisti di residenze da parte di stranieri. Il peso degli immigrati, con il sette per cento della domanda totale, sta aumentando rispetto a quella degli stranieri benestanti, circa il 20 per cento della domanda totale. Il tipo di offerta verso cui si orientano gli immigrati e' rispecchiata in genere dagli alloggi lasciati dagli umbri che acquistano case di qualità più elevata. I prezzi nel 2005 sono aumentati del 4-5 per cento, più o meno in linea con l' inflazione, anche qui con un rallentamento rispetto agli anni precedenti. A Perugia domanda e scambi sono stati più vivaci e i prezzi più elevati. Il capoluogo si e' molto sviluppato urbanisticamente negli anni '60 e '70 e la qualità delle strutture non e' andata - e' stato detto - di pari passo con la quantità. C' e' dunque la tendenza alla riqualificazione di certe zone, ad esempio degli appartamenti nel centro storico. Nel contempo la città conosce un forte sviluppo in quartieri in cui la gente si sposta per motivi di lavoro: il pressoché definitivo completamento dell' ospedale Santa Maria delle Grazie con il trasferimento del Policlinico sta avendo come conseguenza diretta la forte crescita delle zone di San Sisto, Castel del Piano e San Mariano. Per il 2006 si prevede un consolidamento del mercato ed un aumento dei prezzi in linea con l' inflazione, ma sempre elevato per quanto riguarda gli immobili di pregio, dato che l' offerta e' limitata rispetto alla domanda. Alle istituzioni, gli agenti immobiliari umbri chiedono maggiore attenzione per il loro settore, meno burocrazia negli interventi di riqualificazione del patrimonio immobiliare e l' incremento dei servizi ai cittadini per migliorare la qualità della vita. Altrettanto importante - stato detto - e' anche non gravare la casa di oneri finanziari sempre più pesanti, come l'Ici, perché il mercato immobiliare ha un andamento ciclico, mentre le tasse pesano sempre allo stesso modo.

 

    

 

 


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