Back

Indice Comunicati

Home Page

CASA RAVENNA

CASA RAVENNA. FI A INQUILINI ERP: CHIEDETE A ACER DI VENDERE RIDOLFI SPRONA ASSEGNATARI A CREDERE NELL'IDEA DELLA FINANZIARIA

 

(DIRE) – BOLOGNA 17 marzo 2006 - Vendiamo tutte le case popolari della provincia e diamo finalmente una risposta alle esigenze dei cittadini in cerca di alloggio. Rodolfo Ridolfi, forzista candidato al Senato, sprona gli inquilini delle case popolari di Ravenna, Faenza e Lugo (che ha incontrato l'altro giorno) a credere nella proposta dell'ultima Finanziaria del Governo Berlusconi. Ridolfi la rilancia definendo ormai superata la politica degli Acer:  Ravenna l'ex Iacp e' un grosso carrozzone fonte di spese inutili che non riesce a garantire una manutenzione adeguata degli immobili e una soluzione al problema abitativo. L'azzurro spiega poi che con il Piano casa del Governo, le famiglie assegnatarie di case popolari della Provincia di Ravenna avrebbero la possibilità di comprare la casa in cui abitano a dei costi molto inferiori al valore di mercato; infatti il prezzo di vendita sarebbe fissato in relazione al canone d'affitto. A Ravenna potremmo mettere sul mercato immobili ad un prezzo tra i 15 mila e i 20 euro spiega Ridolfi- chi ha i soldi potrà dunque trovarsi proprietario, mentre chi non dispone delle risorse necessarie potrà comunque convertire il canone nella rata del mutuo necessario all'acquisto". Il ricavato della vendita sarebbe destinato alla realizzazione di nuovi alloggi, al contenimento degli oneri dei mutui sottoscritti da giovani coppie per l'acquisto della prima casa, a promuovere il recupero sociale dei quartieri degradati e per azioni in favore di famiglie in particolare stato di bisogno, insomma ad una politica in favore dell'emergenza abitativa. "Entrando in possesso di una casa gli

inquilini si trasformerebbero in proprietari che potrebbero anche rivendere l'abitazione, dopo un periodo di cinque anni, oppure

utilizzarla come garanzia per richiedere alla banche i finanziamenti necessari ad avviare un'attività commerciale od artigianale

 

CASA: MARTINAT, IN POCHI MESI PREVISTI PIU DI 500 MLN A FAVORE MENO ABBIENTI

 

Roma, 17 mar.  Duecento milioni di euro, di cui la metà messi a disposizione dal Governo, saranno destinati a finanziare programmi costruttivi e interventi speciali a favore delle famiglie con maggior disagio abitativo. Queste somme vanno ad integrarsi ai 317milioni previsti dall'ultima legge finanziaria destinati al finanziamento dei buoni casa. Lo prevede un decreto ministeriale firmato oggi dal vice ministro alle Infrastrutture e Trasporti, con delega alla casa, Ugo Martinat, che sarà pubblicato prossimamente in Gazzetta Ufficiale. Questo provvedimento dimostra -dice Martinat- come il Governo consideri il problema casa al primo posto tra quelli a cui dare immediata soluzione. Il decreto ripartisce tra i comuni capoluogo di aree metropolitane, cioè Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari, Napoli, Palermo, Messina, Catania, Cagliari e Trieste, risorse non utilizzate previste da un precedente  Tali fondi saranno destinati a finanziare, in questi comuni, interventi volti ad aumentare la disponibilità di alloggi di edilizia sociale -tramite programmi costruttivi o acquisizione e riqualificazione di stabili già esistenti, appartenenti anche al demanio pubblico- a favore di famiglie particolarmente disagiate quali:conduttori che hanno nel loro nucleo familiare persone ultasessantacinquenni, o handicappati gravi o un figlio sotto i tre anni, o almeno due figli minorenni fiscalmente a carico, che nel proprio nucleo familiare hanno sostenuto spese mediche documentate superiori al 10% del reddito annuo netto complessivo, o hanno componenti del nucleo familiare affetti da malattie invalidanti o che non ne consentono lo spostamento, e che non dispongono di altra abitazione ne' di redditi sufficienti ad accedere alla locazione di un nuovo immobile. Il decreto prevede, inoltre, che i comuni dovranno destinare a questi interventi una quota pari a quella stanziata loro dallo Stato, mentre la ripartizione dei fondi statali e' stata rapportata al numero totale degli sfratti presenti nei singoli comuni. In base a questa ripartizione i 14 comuni capoluogo di aree metropolitane riceveranno dallo Stato questi finanziamenti: Torino circa 12,5 milioni di euro; Milano più di 20 milioni; Venezia 3,2 milioni; Genova 6,3 milioni; Bologna 4,7 milioni; Firenze 2,5 milioni; Roma 24,4 milioni; Bari 1,2 milioni; Napoli circa 11 milioni; Palermo 3,8 milioni; Messina 0,7 milioni; Catania 5,7 milioni; Cagliari 0,8 milioni e Trieste 2,2 milioni. Questo provvedimento e' l'ultimo di una serie di interventi adottati dal Governo per venire incontro alle esigenze abitative delle categorie sociali disagiate. Infatti in questi ultimi mesi sono stati adottati, tra gli altri, il decreto legge n. 23 del 2006 che ha previsto la sospensione degli sfratti per sei mesi nei Comuni con più di un milione di abitanti (quindi Roma, Milano e Napoli) contemplando, contemporaneamente, forti agevolazioni fiscali per quei proprietari interessati al blocco e la previsione, nell'ultima legge finanziaria, di una maggiorazione del finanziamento dei cosiddetti buoni casa (che consistono in una integrazione del pagamento del canone di locazione) potendo consentirne l'erogazione di un quantitativo aumentato di circa 400.000 unità (dotando il Fondo Nazionale di sostegno alla locazione di 317 milioni di euro, circa 100milioni in più rispetto all'anno scorso). Considerata anche questa legge finanziaria il Governo durante l'attuale legislazione ha erogato complessivamente circa 1 miliardo e 300 milioni di euro a favore del Fondo, elargendo un totale superiore ai 5 milioni di buoni casa che sono stati, e saranno per il 2006, utilizzati da famiglie disagiate per integrare il pagamento del proprio canone di locazione.

 

CASA MODENA. BOCCIATA ICI A ZERO PER ALBO AFFITTI CONCORDATI DS DICONO 'NO' A FI: SI SEGUA STRADA AVVIATA CON L'AGENZIA

 

BOLOGNA 17 marzo 2006 - Il Consiglio comunale di Modena ha bocciato con i voti contrari della maggioranza e il voto favorevole dell'opposizione un Ordine del Giorno di Adolfo Morandi (Forza Italia) che chiedeva 'abbattimento totale o quasi dell'Ici per coloro che si iscriveranno in un albo dei proprietari di immobili che li destinano alla locazione calmierata. Secondo Morandi, in questo modo aumenteranno le possibilità di incontro tra inquilini e proprietari, in quanto entrambi conseguiranno tangibili vantaggi. Il Comune sosterrà meno oneri in quanto non dovrà garantire il pagamento dei canoni con un fondo di garanzia e il rilascio immediato dell'immobile mediante lo sgombero forzato La proposta di Morandi partiva dalla nascita dell'Agenzia per la casa, che stipulerà contratti d'affitto da concedere in uso alle fasce sociali più deboli, con l'abbattimento dell'Ici a zero per coloro che stipulano i contratti a patti concordati con il Comune. In questo modo ha spiegato Morandi l'inquilino perde l'agevolazione che prevede per i redditi fino a 15.493 euro un contributo sulla dichiarazione dei redditi di 495 euro e verrebbero discriminati i proprietari che affittano direttamente con contratto calmierato a patti concordati. Da qui la proposta di aumentare il numero di alloggi affittati a canoni concordati. Poi Danilo Bassoli (Ds) ha bocciato l'idea: Sappiamo di che tipo di politica fiscale Modena si e' dotata riguardo al tema della casa e dell'Ici, una politica che ha come obiettivo prioritario l'immissione delle seconde sfitte sul mercato, utilizzando in quest'ultimo periodo l'Agenzia Casa. L'articolazione individuata prevede che nel caso di un proprietario di seconda casa sfitta venga applicato il massimo dell'Ici al 9 per mille. Se invece le seconde case vengono affittate a prezzi di mercato si va al 7 per mille. Ai cittadini che hanno una seconda casa e la mettono sul mercato ad affitto calmierato, infine, e' abbattuto tre anni fa al 2 per mille l'Ici - Bassoli ha sottolineato anche che chi affida  l'immobile all'Agenzia, cioè al Comune, per un uso sociale, avrà l'Ici abbattuta a zero, con la garanzia che a scadenza del  contratto l'immobile sarà ridato alle condizioni originali. Non capisco quindi- ha aggiunto il diessino - perché portare a zero  l'Ici per chi tiene per sé l'immobile, che lo da' a chi gli pare invece che darlo all'Agenzia Casa. E' inopportuno dare il segnale che si da' stesso senso alle due posizioni. Si devono invece premiare i cittadini proprietari di seconda casa che passano per l'Agenzia casa, atteggiamento che assume il valore sociale di una riposta al territorio. E' quindi intervenuta l'assessore alle Politiche sociali Francesca Maletti ribadendo che l'Agenzia Casa da' risposta abitativa a pensionati e lavoratori con incidenza molto alta del canone sul reddito familiare, portando l'aliquota a zero. In realtà, per evitare l'accusa di danno erariale, l'aliquota sarà fissata a 0,5 per mille, che sarà comunque rimborsata. Tengo poi a sottolineare la differenza tra patto concordato e Agenzia casa. Mentre nel primo uno decide chi metterci, nel secondo caso e' il Comune a deciderlo, in base ai criteri dell'Agenzia. Non e' il 2  per mille che mette in difficoltà i proprietari. I Patti concordati vanno rilanciati, ma non e' il calo dell'Ici che lo agevola.    

 

CASA: COMUNE FANO DENUNCIA 40 PERSONE PER TRUFFA ISEE DICHIARAZIONI REDDITO FASULLE PER OTTENERE CONTRIBUTI AFFITTO

 

FANO (PESARO URBINO), 17 MAR - Quaranta persone sono state denunciate alla procura della Repubblica di Pesaro dall'amministrazione comunale di Fano per false dichiarazioni nella compilazione dei modelli Isee presentati per ottenere contributi  pubblici in conto spese per l' affitto dell' abitazione. Lo ha confermato questa mattina nel corso di una conferenza stampa l' assessore ai servizi sociali Fabio Uguccioni. Le  denunce sono relative al 2004, anno in cui furono 401 le domande presentate da altrettanti cittadini che chiedevano un sostegno nel pagamento dell' affitto di casa. 83 domande erano state respinte e 318 accolte. Durante i controlli sulla documentazione allegata, l' Ufficio delle Entrate fanese ha scoperto che 40 richiedenti godevano di  redditi superiori al tetto consentito. L' ipotesi di reato potrebbe comprendere dunque anche la truffa ai danni dello  Stato. Uguccioni ha annunciato che le verifiche continueranno.

 

Qatar: crescita economica a 2 cifre e boom di investimenti (130mld $)

 

Milano, 17 mar - Per il Qatar il 2005 si e' chiuso con una crescita dell'economia pari al 20,8% che ha portato il pil a  38,2 miliardi di dollari. Sostanzialmente e' raddoppiato rispetto a cinque anni fa. Con una popolazione di  soli  800 - 850 mila abitanti,  il Qatar si colloca ai primissimi posti nel mondo in termini di ricchezza: il pil  pro-capite  ammonta  a 40 mila  dollari all'anno contro i  22-23 mila di Kuwait ed Emirati Arabi Uniti. Nel 2005 la bilancia commerciale e' stata positiva per 16,8 miliardi di dollari mentre il bilancio dello Statoha chiuso  con un surplus di 5 miliardi di dollari. I rating creditizi pari  ad A + per Standards &Poor e ad A1 per Moody's sono i più elevati  di tutta la regione. Secondo le previsioni ufficiali del  Ministero dell'Economia nel 2006 il tasso di crescita dovrebbe superare il 20% con conseguente  incremento del surplus e della liquidità a disposizione del Fondo per la stabilizzazione del prezzo del greggio. In contesto e'prevista la continuazione delle rilevanti opere di sviluppo infrastrutturale del Paese che ospiterà i Giochi asiatici il prossimo dicembre. Il livello elevato di crescita comporta per le Autorità un intenso impegno nella regolazione degli aggregati monetari. L'inflazione, indotta in massima parte dal settore delle costruzioni assorbe  una parte significativa della ricchezza che il Qatar sta generando, costringendo il Governo a correre ai ripari, ad esempio, con l'approvazione di una legge che regolamenta in modo severo l'incremento degli affitti (fissando un tetto massimo del 10% alle richieste di incremento di canoni e locazioni).

Fonte: Ambasciata d'Italia a Doha

 

 

ATENEO BOLOGNA. A S. STEFANO STUDENTI VIVONO GRATIS COI NONNI AL VIA CONVIENZE CON ANZIANI; FUORI SEDE PAGANO SOLO BOLLETTE

 

BOLOGNA 17 marzo 2006 - Casa per gli studenti dell'Alma mater a costo zero (a parte un forfait per le bollette) nel quartiere "bene" di  Santo Stefano: con la sola condizione di adottare un nonno. L'idea, abitare insieme prende corpo con un budget non certo esaltante, appena 8 mila euro tratti dalle disponibilità del quartiere per il 2006, ma le ambizioni sono enormi. Risolvere i problemi di alloggio degli studenti universitari fuori sede, vessati a Bologna da affitti stratosferici, e quelli di solitudine e insicurezza dei tanti anziani del quartiere. Per questo il Santo Stefano rivolge una sorta di appello agli anziani, soli o in coppia, perché rendano disponibile una stanzetta della casa dove vivono, sia di proprietà che in affitto, per uno studente universitario. A fare le presentazioni, con tanto di uno psicologo che sarà presente ai colloqui, ci penserà l'associazione Famiglie insieme. In collaborazione con il sindacato degli inquilini Spi - Cgil, l'Università di Bologna, le parrocchie, i centri anziani, il centro Poggeschi e l'Auser, l'associazione valuterà gli appartamenti e studierà le combinazioni ottimali tra anziano e studente, come si legge nel contratto con il Comune di Bologna. Fisserà poi le regole della convivenza tra "nonni" e studenti attraverso uno specifico accordo e interverrà nel caso insorgano problemi in corso d'opera. Durata del "contratto", un anno accademico da settembre a luglio, a partire dal 2006-2007, con possibilità di rinnovo da un anno all'altro.

  

 

ELEZIONI: IN ITALIA SI FA FATICA AD ARRIVARE A FINE MESE

 

Roma, 15 mar. - L'Italia e' un paese dove la frase più comune e' non arrivo alla fine del mese. Lo ha detto Fausto Bertinotti chiudendo il dibattito di stasera con Bobo Maroni.Una volta gli sfratti avevano luogo per terminata locazione, oggi per morosità, ha rilevato, questo vuol dire che la gente non ce la fa.

 

 

CASA: MINELLI, A ROMA SPETTERANNO 25 MILIONI EURO

 

Roma, 17 mar - Siamo felici che oggi sia stato firmato il decreto dal Consiglio dei Ministri e che quindi sia passata la norma su cui era stata trovata un'intesa sui criteri di utilizzazione e ripartizione dei 100 milioni di euro residui del decreto antisfratti del 2005. Lo ha detto l'assessore del Comune di Roma, Claudio Minelli. A Roma dunque - ha aggiunto - spetteranno 25 milioni di euro. Comuni e Regioni hanno ottenuto di cambiare la norma che imponeva che per ogni milione di euro di finanziamento, gli enti locali ne dovessero aggiungere con le proprie scarse risorse tre volte tanto: la norma prevede invece una ripartizione  al 50%. Quindi a Roma per spendere i 25 milioni di euro, il Comune ne dovrà finanziare altrettanti.    Se va riconosciuto - ha proseguito Minelli – al Vice ministro Martinat un comportamento positivo (tra i pochi sensibili alla questione), va sempre ricordato che questi soldi sono stati tolti ai fondi del buono casa. I numeri non possono essere contestati. Considerando solo Roma, dal 2001 al 2005 sono stati tagliati circa 45 milioni di euro e solo nel 2006, grazie alla forte pressione dei comuni, spendibili però nel 2007, avremo di nuovo per il buono casa di 30 milioni di euro tornando così ai livelli del 2001. Grazie alla delibera programmatica sull'emergenza abitativa approvata lo scorso anno - secondo l'assessore -

l'amministrazione comunale di Roma potrà presentare immediatamente il proprio 'progetto speciale ' previsto dal decreto per accedere a questi finanziamenti anticipando molto la scadenza dei 240 giorni previsti. La proposta sarà contenuta all'interno di un piano straordinario che utilizzerà i fondi comunali e quelli regionali per la casa, rispettando così i termini del decreto. Il programma - ha concluso l'Assessore Minelli – potrà utilizzare circa 120 milioni di euro, incrementabili con i ricavati delle ultime alienazioni di beni disponibili e da altri procedimenti in corso di istruttoria. I finanziamenti già disponibili derivano da alienazioni comunali,  da fondi regionali, dai fondi del decreto.

 

 

 

 


Top

Indice Comunicati

Home Page