Back

Indice Comunicati

Home Page

Patrimonio pubblico verso l’ultimo saccheggio

Patrimonio residenziale pubblico verso l’ultimo saccheggio?

Bipartisan, la tela del ragno tessuta in piena campagna elettorale.

 

Vincenzo Simoni

 

Da Dresda e Berlino, passando per la Ruhr, i fondi pensione USA s’impossessano di case, palazzi, negozi, cartelli. Non importa la redditività di oggi; domani si vedrà. E’ roba solida, altro che azioni ed obbligazioni! Ci stanno degli inquilini - i “fondi” sanno come fare; lo strangolamento sarà graduale, intrecciato d’offerte all’acquisto e di trasferimenti. A più poveri forse l’assistenza sociale.

Se questo avviene in Germania perché non prendere delle precauzioni in Italia? Qualcuno ci sta pensando e non da oggi.

In Lombardia, come nel Lazio o in Toscana, con oblique motivazioni, ci viene riproposto lo schema sperimentato per l’energia, i trasporti pubblici e …le acque potabili. Fidatevi di noi,  “popolari” e “sociali”, noi della Compagnie delle Opere e della Legacoop, garantiti dai vari Formigoni, Martini o Errani, che voi democraticamente avete votato; non lasciatevi rapinare da Viterra o Fortress! Affidatevi a noi!

Di “fondi” immobiliari, sempre sociali (!), ne stanno parlando in queste settimane i burocrati di Federcasa, che cercano il consenso di CGIL, CISL, UIL (avanti, c’è posto!); gli operatori della Cariplo e Montepaschi che si sono attrezzate al meglio; il Comune di Roma, che qualcosa conta nell’ANCI, che studia con competenza la questione; non va infine trascurata l’operosità dell’On. Alfredo Sandri, emilian-diessino, che cerca di far da collante.

Berlusconi fa l’affondo, il centro sinistra affronta il rush finale, agitazione in platea e nelle curve degli stadi? Niente paura, altri, senza troppi patemi d’animo, tessono la tela.

Appunto, Franza o Spagna, basta che se magna! Che cosa?

Un patrimonio immobiliare residenziale pubblico con un valore catastale per circa 100 miliardi d’euro, e come valore di mercato, il triplo!

Vendere agli assegnatari?! Ma neanche per sogno. Opposizione compatta, dalla Regione Lombardia, al Veneto alla Toscana ed Emilia Romagna. Bipartisan: “Le case ce le pappiamo noi.”

Per l’interesse di chi? Non degli assegnatari. Loro stanno anche “troppo bene”, privilegiati e magari ingrati; devono dimagrire, come gli altri inquilini! Perché niente deve esserci al di fuori di questa feroce savana che è il mercato immobiliare.

 

Leggetevi l’articolo di Fabrizio Ghisellini (fiduciario del sindaco Veltroni e stimato collaboratore della fondazione “Italiani-Europei” di Massimo D’Alema. La proposta clou deriva da una premessa sorprendente e significativa che dovrebbe convincere a destra e a sinistra.

Riferendosi agli alloggi pubblici egli precisa che  “ si tratta di beni identificati, omogenei, e alienabili senza effetti negativi sul saldo primario. Per di più, venderli sarebbe in linea con la filosofia sia dell’attuale Governo sia dell’Unione, contro lo Stato “proprietario”;  il patrimonio potrebbe essere conferito ad un fondo e dismesso nell’arco di tre-cinque anni”.

 

Poi altre cose, tutte molto, molto interessanti.

 

Perché questo nostro editoriale? Per invitare gli addetti ai lavori, che guardano all’edilizia residenziale pubblica come un fattore essenziale per il diritto alla casa e non al profitto d’impresa, a non sottovalutare questi “movimenti”.

Che questa nota (e gli allegati) funzioni da passa parola e presto ci si veda.

E che la sinistra non si faccia tutta sviare.

 

21 marzo 2006


Top

Indice Comunicati

Home Page