Back

Indice Comunicati

Home Page

No al Razzismo

No al Razzismo! No alla guerra tra poveri!

Il comitato Casa San Pietro esprime sdegno e condanna per il brutale pestaggio subito da un giovane immigrato da parte delle forze dell'ordine avvenuto a Sassuolo domenica 19 febbraio. Condanniamo altresì la raccolta firme in solidarietà con chi, tramite palese testimonianza filmata, ha commesso un abuso che non ha e non può avere giustificazione alcuna. Il Bliz militare di metà marzo che ha visto 7 arrestati (di cui 6 scarcerati subito!) e 34 deportati al Cpt perché clandestini, assieme alle ingiustificate perquisizioni che quotidianamente avvengono nei negozi e locali di proprietà di immigrati, non è che l’ennesimo espediente per intimidire, spaventare e ridurre al silenzio i lavoratori immigrati. La realtà è che dal Governo fino alla giunta di Sassuolo non si vuole che gli immigrati alzino la testa e lottino per i loro diritti assieme ai lavoratori italiani. Si parla tanto di “legalità” ma chiediamo: come può un immigrato entrare in Italia senza essere clandestino,date le vergognose norme previste dalla legge Bossi-Fini? Questi barbari atti non sono che gli ultimi episodi volti a creare un clima di razzismo ed intolleranza.                                                                                                              Infatti, con il pretesto del rispetto della "legalità", già lo scorso giugno 58 famiglie, per lo più di lavoratori immigrati inseriti nel tessuto produttivo sassolese, sono state sgomberate con la forza da oltre 150 poliziotti in assetto antisommossa dai loro appartamenti siti nel Palazzo Verde di via san Pietro. Con il pretesto della "sicurezza e dell'ordine pubblico" non sono stati colpiti né criminali né spacciatori, ma sono state sgomberate case di cui questi lavoratori immigrati erano proprietari e che avevano acquistato con anni di mutui e sacrifici.                                                                  Respingiamo con sdegno quella campagna ideologica contro gli immigrati, che li vuole responsabili del degrado, della criminalità e dello spaccio. Più volte immigrati, sia di via Adda che di via san Pietro, hanno chiesto l’aiuto delle forze dell’ordine contro gli spacciatori. La sola risposta che hanno ricevuto è stata uno sgombero che ha tolto la casa a onesti lavoratori mentre gli spacciatori si sono solo spostati davanti al condominio a fianco.                                                                                               Esprimiamo altresì il timore che la campagna razzista che da mesi pervade Sassuolo (con il tacito avvallo della giunta comunale) stia preparando, secondo quanto già emerso in questi giorni sulla stampa locale, un nuovo sgombero tra via Adda e via San Pietro di ben 3 palazzi. Colpendo, questa volta, non solo lavoratori immigrati ma anche italiani che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese. Il fatto che in via Adda 77 siano stati già murati 9 appartamenti con il pretesto delle “condizioni igienico abitative” sta delineando la stessa dinamica che portò allo sgombero del Palazzo verde di 10 mesi fa. Se ciò avvenisse non farebbe che confermare quanto da noi sostenuto fin dall’inizio e cioè che vi sia una speculazione edilizia dietro questi sgomberi. Ancora una volta il razzismo viene usato per dividere i lavoratori e far fare profitti ai padroni!

Tuttavia, come dimostra il fatto che la raccolta firme in solidarietà con i carabinieri è stato portato avanti anche da comitati non direttamente legati ai partiti di destra, il malessere tra la popolazione sassolese resta forte.                                                                                                                                         Dobbiamo affrontare e risolvere le ragioni di questa esasperazione offrendo risposte concrete ai problemi posti dallo sviluppo della realtà sassolese e dalle contraddizioni che questo sviluppo ha portato. La sinistra non può, come ha fatto finora, rincorrere la destra su parole d’ordine reazionarie come “legalità” e “più forze dell’ordine”! Come bene dimostra il caso di Sassuolo: se la sinistra porta avanti una politica di destra non fa che aprire la strada alla vittoria di quest’ultima.                                                                                            Il settore della ceramica e l’indotto metalmeccanico, molto forte a Sassuolo, vede l’impiego in misura sempre maggiore di forza lavoro immigrata. Gli immigrati sono più sfruttabili, essendo più precari e quindi ricattabili. Possono essere costretti ad accettare salari più bassi, ritmi di lavoro più alti, insomma sono utili ai padroni a far crescere i profitti. L’insediamento dei lavoratori arabi non è recente, molti hanno acquisito diritti, si sono iscritti al sindacato e giustamente, nella misura in cui contribuiscono alla ricchezza dalla società, esigono anche diritti: sul posto di lavoro e fuori.            Il problema dello spaccio e della micro-criminalità che coinvolge Sassuolo, come molte altre città e comuni nel Paese, non è una questione di ordine pubblico. È prevalentemente un problema sociale. Dunque un problema che può essere risolto solo attraverso lo sviluppo, la maggior distribuzione della ricchezza e soprattutto una maggiore occupazione. 

Per queste ragioni il Comitato san Pietro aderisce al presidio di sabato 1 Aprile a Sassuolo in piazza Garibaldi ore 15 promosso con Prc,Verdi, Fiom nazionale,Il Cantiere per il bene comune, Giuristi Democratici, Rete di Lilliput, il Centro Studi per l'unità popolare Salvador Allende.

Il comitato Casa San Pietro rivendica:

A livello locale

·        La riqualificazione delle zone depresse di Sassuolo come il quartiere Braida

·        Che iniziative pubbliche, culturali e ricreative, siano promosse a Braida unitariamente da tutte le organizzazioni e partiti di sinistra e da Cgil-Cisl-Uil al fine di spingere gli abitanti (italiani ed immigrati) di quelle zone degradate a ripopolare anche la sera i loro quartieri. Sia per rendere impossibile agli spacciatori di agire indisturbati, sia per impedire alla destra ed alle forze dell’ordine di fare altrettanto

·        Restituire agli sgomberati del Palazzo Verde di Via San Pietro le loro legittime case di proprietà o indennizzarli dando loro case di equivalenti dimensioni.

A livello nazionale

·        L’abolizione dell’ICI sulla prima casa ed affitti più equi tramite il ripristino dell’equo canone e la costruzione di case popolari per tutti i lavoratori senza distinzione di razza o nazionalità

·        L’abolizione della legge Bossi-Fini e della Turco-Napolitano, la chiusura dei Cpt e l’abrogazione di tutte quelle norme restrittive che rendono gli immigrati cittadini di serie B

·        Lottare contro il razzismo significa innanzitutto lottare contro la divisione tra i lavoratori. Proprio per ridare pari dignità e pari diritti a tutti i lavoratori chiediamo l’abrogazione della Legge 30, del pacchetto Treu e di tutte le forme di lavoro precario e flessibile

Saremo in prima fila dalla parte dei lavoratori immigrati residenti in via Adda qualora fossero soggetti, come già avvenuto in via san Pietro 6, ad uno sgombero pretestuoso dalle proprie case. Chiediamo ai sindacati (come già ribadito dalla Cgil tramite un ordine del giorno approvato al suo congresso nazionale del 1-4 Marzo ‘06) ed ai partiti di sinistra di fare altrettanto.

 


Top

Indice Comunicati

Home Page