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Ma Berlusconi non è ancora alla frutta

Ma Berlusconi non è ancora alla frutta.

 

C’è da sperare nello stato confusionale di Silvio Berlusconi e nelle divisioni tra i suoi alleati.

Altrimenti – se il centro destra si impegnasse in una incalzante e spregiudicata campagna rivolta ai ceti medio-basso – potrebbero esserci delle spiacevoli sorprese.

Se ne sono accorti alcuni leader dell’Unione che cercano di operare delle retromarce sull’ICI e sulla tassazione dei titoli di stato; ma questo sbandamento sta influenzando purtroppo anche la parte più radicale della coalizione. Nelle news di oggi leggiamo che Bertinotti avrebbe sconfessato le iniziative sulla requisizione degli alloggi sfitti, negando che Rifondazione ci abbia mai pensato; e le proposte depositate in Liguria, Veneto e Toscana? Buttate nel cestino? Attenzione a confondere in una unica tendenza i timori di ceti popolari (proprietari di prima casa, risparmiatori e modesti investitori nei titoli di stato) con la ferocia dei percettori di lucrosissime rendite finanziarie e immobiliari.

Sarebbe un confondere i valori d’uso con i valori di scambio!

Purtroppo sulle questioni del diritto alla casa (ma anche su altre cruciali questioni) la politica naviga a vista, o senza bussola o con incursioni insensate. La sensazione di uno sfocamento di prospettive emerge da gran parte dei faccia a faccia, si sentono ripetere delle banalità, frasi fatte per rassicurare o incoraggiare, pochissimo per approfondire la natura di una diversa prospettiva.

Voi sapete che l’Unione Inquilini non è indifferente al quadro politico, pur nella sua forte autonomia sindacale e di movimento. Non ha una posizione astensionista, non guarda al centro destra; ma non può nascondere ai suoi aderenti la vaghezza  - a dir poco - delle proposte che provengono dall’altra parte.

Arrivo a questa conclusione: liberarsi da Berlusconiè indispensabile per liberare la politica, affinché ci si possa misurare senza il ricatto di una leadership inaffidabile e avventurista, che non riesce più a rassicurare neppure i suoi ceti moderati.

Solo dopo una sua eventuale sconfitta, si ricomincerà a scrivere davvero il programma.

Vi sembra impolitico dir questo? Ritengo che le cose stiano proprio in tal modo, anche da chi lo nega.

Ci sentiamo tra una settimana per fare di nuovo il punto.

 

Vincenzo Simoni


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