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CASA: D'ALEMA, SI' A CANONE CONCORDATO, ABBATTENDO ICI VOGLIAMO AIUTARE PERSONE AD AVERE AFFITTI RAGIONEVOLI

CASA: D'ALEMA, SI ' A CANONE CONCORDATO, ABBATTENDO ICI VOGLIAMO AIUTARE PERSONE AD AVERE AFFITTI RAGIONEVOLI

 

NAPOLI, 3 APR - Possiamo incentivare il canone concordato abbattendo l'Ici per quelli che lo fanno. Vogliamo aiutare le persone ad avere la casa. E' quanto sostiene il presidente nazionale dei Ds, Massimo D'Alema, il quale anticipa che, una volta vinte le elezioni, sarà reintrodotto il fondo sociale per gli affitti per le persone povere, che Berlusconi ha cancellato. Noi vogliamo che ci sia una politica della casa - ha sottolineato D'Alema - vogliamo, quindi, che ci sia una ripresa negli investimenti pubblici per le case economiche, popolari, e incoraggiare il canone concordato. Siccome non possiamo tornare alle politiche dell' equo canone possiamo incentivare il canone concordato per esempio abbattendo l'Ici per quelli che lo fanno - ha spiegato D'Alema - date le case alle giovani coppie ad un prezzo concordato e ragionevole con le associazioni degli inquilini, noi li incentiviamo abbattendo l'Ici.   Vogliamo aiutare le persone ad avere la casa con un affitto ragionevole, ha ribadito D'Alema, il quale ha anche lanciato un messaggio contro l'abusivismo edilizio. Torneremo al rispetto delle regole - ha detto - quanto accaduto a Bari con l'abbattimento dell'ecomostro e' il segno che si torna alla legalità, che e' la migliore garanzia per i cittadini.

 

Nota Unione Inquilini. Ci è impossibile non commentare le dichiarazioni dell’On. D’Alema rese oggi a Napoli. In primis ci piacerebbe sapere chi è l’ispiratore di tali dichiarazioni, di quali collaboratori l’On. D’Alema si contorna perché le dichiarazioni di oggi ci lasciano allibiti e sconcertati. Vorremmo chiarire all’esponente dell’Unione che la “trovata” che sembra uscita dal cilindro magico tale non è. Non è né riformatrice né radicale. Ci riferiamo al fatto che se qualcuno pratica il canale concordato secondo D’Alema si dovrebbe incentivare con l’abolizione dell’ICI. Sappia il leader dei DS che in Italia decine di comuni lo hanno già fatto con risultati che definire scarsi è poco. Infatti non è certo con un “incentivo” di circa 50 euro al mese che si può far decollare il canale concordato. Anche perché se un proprietario può evadere quasi impunemente le tasse, se può affittare a 1000 – 15000 euro al mese cosa gli ne può importare di “risparmiare” circa 50 euro al mese. All’On. D’Alema chiederemmo più coraggio e di dire una cosa di sinistra, riformatrice e radicale: vogliamo abolire il libero mercato.

Una ultima cosa, sempre sulle dichiarazione dell’On. D’Alema: ma chi gli ha detto che il Governo Berlusconi ha cancellato il fondo sociale ? Il Governo Berlusconi ha fatto di peggio lo ha dimezzato, non cancellato, e al contempo ha permesso che i proprietari alzassero di così tanto i canoni che da cinque anni a questa parte il 70% degli sfratti è per morosità.

Dispiace che l’On.D’Alema su un tema così importante sia così superficiale e manchi di una analisi completa e approfondita sul problema casa

Speriamo che anche per lui si sia trattato di un errore di comunicazione.

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CASA/ CENSIS: 38% COMPRA IN CASH, MOTIVO PRINCIPALE IL SOMMERSO

Acquirente - tipo:coppia con figli, tramite agenzia, vuole confort

 

Roma, 3 apr.  E' una coppia con figli. Si serve di agenzie di intermediazione. Guarda anche ai confort e alle comodità. Ma soprattutto paga in cash. Sarebbe questo l'acquirente-tipo di casa in Italia secondo quanto riporta il Settimo rapporto Censis sul mercato immobiliare basata su un campione di soggetti che nel biennio 2003-2004 hanno comprato almeno un immobile. La principale 'molla' è l'esigenza di utilizzare la struttura in proprio o da parte di un familiare. L'uso diretto è l'obiettivo indicato nell'88%  delle compravendite. Siamo il paese europeo con il maggior circolante. E dal 2002-2003 si è registrato un ulteriore aumento della liquidità. Solo i greci acquistano più di noi in contanti senza servirsi di altri mezzi di pagamento. Ma l'aspetto che più spiega l'acquisto di casa in cash - spiega il direttore generale del Censis Giuseppe Roma - è la crescita dell'evasione fiscale negli ultimi anni e del sommerso, come già il rapporto Censis sulla situazione sociale 2004 aveva rilevato, parlando di un'"economia dei servizi che galleggia sul cash. Ben il 38% delle abitazioni è stato acquistato esclusivamente in contanti, senza il ricorso a nessuna forma di indebitamento. Peraltro, nel 64% delle transazioni cash la fonte di reperimento dei contanti è costituita da capitali propri. Mentre gli acquisti sulla base di un ricorso esclusivo al mutuo sono solo l'11,4% del totale. Per il reperimento dei contanti necessari, la fonte di finanziamento primaria è costituita dai propri risparmi (per il 63,9% degli acquisti). Secondariamente, si segnala il ricorso a somme messe a disposizione da familiari o conoscenti (19,6%). L'operazione di permuta, attraverso la vendita della propria abitazione (8,5%) o di un altro immobile di proprietà (16,6%), costituisce una pratica comunque significativa, soprattutto per i soggetti più anziani. Quanto alla centralità della famiglia tradizionale nel mercato di consumo residenziale, il Censis registra che i nuclei di genitori con figli rappresentano il 63,8% della domanda complessiva. E si conferma la tendenza ad affidarsi alle agenzie immobiliari: il 42% delle compravendite; il 55% del campione dice di fidarsi. Infine, l'innalzamento degli standard medi, quantitativi e qualitativi del mercato dell'abitare: la  dimensione media supera i 105 mq, il 64% delle abitazioni acquistate ha un box o un posto auto, il 36% è dotato di giardino, il 27% ha l'impianto di condizionamento, il 18% è cablato con rete a fibre ottiche. Una precisazione è d'obbligo: questi sono dati medi spalmati sul territorio nazionale. Un territorio che vede una prevalenza di piccoli comuni e città di provincia.

 

 

CASA: UOMO SI INCATENA DAVANTI PALAZZO GIUSTIZIA GENOVA

 

GENOVA, 3 APR - Un uomo, senza casa, si e'  incatenato questa mattina davanti al Palazzo di Giustizia di  Genova per protestare contro l' archiviazione di alcuni suoi esposti presentati in Procura.   L' uomo a suo dire avrebbe più volte denunciato presunte irregolarità nell' assegnazione delle case popolari. Per porre fine alla sua protesta, l' uomo incatenato ha chiesto di poter parlare con il procuratore capo Francesco Lalla. Accompagnato nell' ufficio del procuratore dai carabinieri del nucleo di polizia giudiziaria, l' uomo ha finalmente esposto il suo caso. Solo dopo le assicurazioni di Lalla di accertamenti sugli  eventuali esposti ancora pendenti, l' uomo ha lasciato il  Palazzo di Giustizia.

 


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