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ICI, QUANTA DOPPIEZZA

ICI, QUANTA DOPPIEZZA !

 

Lunedì sera il confronto tra Prodi e Berlusconi si è concluso con lo scoop, che il Presidente del Consiglio uscente aveva preannunciato – senza dire di che si trattava – fin dal giorno prima: “Abrogheremo l’ICI sulla prima casa!”, e per farsi capire bene ha ribadito: “Sì, avete sentito bene, abrogheremo l’ICI sulla prima casa”.

E’ certo che da oggi fino alla fine della campagna elettorale la questione sarà dibattuta in ogni sua implicazione, con i Sindaci sul piede di guerra, interessati tutti ad accrescere i gettiti di questa imposta sul patrimonio.

 

E’ bene fare chiarezza.

 

Ci permettiamo di ricordare che l’ICI è connesso alla valutazione dell’unità immobiliare. Per la revisione di questi valori sono stati fissati nel marzo del 1998 dal Governo Prodi questi i parametri: la superficie commerciale includente i muri interni e perimetrali e  il valore di mercato assimilato alle compravendite e ai canoni praticati per unità analoghe nella stessa microzona. Decisiva la Legge Finanziaria 2005, predisposta dal Governo Berlusconi che attiva l’operazione, consentendo l’entrata in campo dei Comuni in accordo con gli Uffici dei Territorio.

 

Che sta succedendo nel frattempo?

 

Questa complicità trasversale è occultata.

Prodi mette le mani avanti: anche con la revisione degli estimi l’ICI non aumenterà! Berlusconi va oltre: niente ICI per la prima casa! Ma la revisione non è sospesa e neppure corretta nella metodologia di calcolo. Entrambi fanno riferimento ai valori di mercato anche quando la casa è utilizzata, come un elettrodomestico, solo da chi ci vive e ne è diventato proprietario con grandi sacrifici.

Alcuni grandi comuni (Genova e Bologna ed è sul piede di partenza Firenze) applicando alla lettera le disposizioni della Finanziaria di Berlusconi hanno già avviato la procedura, imponendo ai proprietari di immobili al cui interno sono stati effettuati degli interventi  di miglioria o messa a norma degli impianti di segnalarli all’Ufficio del Territorio per un loro cambio di categoria; praticamente decine di migliaia di alloggi in A4 e A3 situati nei centri storici passerebbero ad A2. Le proteste in alcuni casi sono state vibranti ma la cosa non si è fermata.

 

Eppure di qualcosa noi siamo soddisfatti!

 

Il DIRITTO ALLA CASA in tutte le sue articolazioni è al centro del confronto politico e dell’interesse mediatico;  se ne parla all’interno di quasi tutte le famiglie. Sarà un nervo scoperto per il prossimo governo e per gli stessi comuni.

Noi ci saremo; ed è certo che la nostra proposta organizzativa per un movimento in difesa della prima casa, affiancato allo sviluppo della lotta dei precari della casa, non cadrà nel vuoto. Penetrerà nelle inevitabili contraddizioni di entrambi i blocchi. Senza troppi patemi d’animo, ci risentiremo tra qualche settimana.

 

I nostri contenuti.

 

Rimani o entra nel sito www.unioneinquilini.it ; vai al centro pagina alla rubrica “La prima casa non  si tocca” clicca su questo titolo (è la proposta organizzativa); poi apri “Check up sull’ICI in Italia” e “L’analisi approfondita sulla possibilità di arrivare alla soppressione dell’ICI sulla prima casa, di Massimo Pasquini”. E infine: collegati a noi, e presto!

Vincenzo Simoni

Segretario Nazionale dell’Unione Inquilini

 

Roma, 4 aprile 2006


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