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Firenze, quanto manca al regime

Firenze, quanto manca al regime?

Un commento ai resoconti e alle censure di una conferenza stampa.

 

Giovedì mattina alla conferenza stampa dell’Unione Inquilini di Firenze (per il contenuto vai all’editoriale dello scorso martedì in www.unioneinquilini.it ) c’era la RAI, altre due emittenti televisive locali (TV 38 e Toscana TV), Controradio, i corrispondenti della Nazione e del Giornale di Firenze.

Mancava L’Unità e La Repubblica, che subito dopo si sono collegati chiedendo un resoconto e la documentazione. Fatto.

Questo il bilancio: un servizio su Notiziario Regionale della RAI, altri sulle tele locali e su Controradio, due articoli, che riproduciamo, sul Corriere di Firenze e sulla Nazione.

Niente su L’Unità e su La Repubblica: segno ferreo di indicazioni dei boiardi diessini che dominano non solo questa città ma l’intera Toscana.

Ormai è una prassi da cui raramente si scappa; in questo modo sono trattati i Comitati dei Cittadini, i movimenti dei precari del lavoro, i No TAV, quelli che si battono contro gli inceneritori e per la ripubblicizzazione dell’acqua. Questo oscuramento è pesante, non tanto quando viene effettuato dall’Unità che è un organi di partito a diffusione piuttosto limitata, ma quando lo fa La Repubblica, perché nonostante tutto a Firenze compra la la Repubblica non solo una sinistra conformista ma tante altre persone, di impiegati pubblici, insegnanti, professionisti, antiberlusconiani per la pelle, ex girotondini, studenti di “sinistra” che mai comprano La Nazione e guardamo poco anche il Notiziario Regionale. Per loro – salvo eventi colossali! – se non appari su La Repubblica non ci sei.

La conferenza stampa è passata così tra il popolo, ma il popolo è parecchio sguarnito di strumenti politici, non adeguatamente supportato neppure dalla sinistra critica, non riorganizzato in seri gruppi di pressione che vadano oltre l’angustia di risorse di tutti i “comitati”.

Avrà qualche effetto la seria critica al connubio tra Poteri Locali e Imprese denunciato nella conferenza stampa? Ancora poco, troppo poco.

Ecco perché tutta l’opposizione sociale e ambientale, che non investe solo strati marginali, va riconsiderata nel suo linguaggio, nei suoi strumenti organizzativi, che non possono più disporre di scarse risorse ed esigono davvero una cointeressenza materiale dei ceti coinvolti.

Comunque vadano queste elezioni questo è il da farsi e senza troppe remore e distinguo culturali!

 

La redazione fiorentina di www.unioneinquilini.it

 

7 aprile 2006.




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