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E’ il 25 aprile o l’ 8 settembre

Tra il 25 aprile e l’ 8 settembre

 

M’ero scordato che questo martedì è il “25 aprile”; pensavo ad altro. Spero che passino questi giorni, grovigli come serpenti, cose che fanno male.

Un tale con una faccia ben impostata, è l’emissario in Italia del Fondo Monetario Mondiale (sì, il termine è giusto, “emissario” come latore di ordini che non si possono violare, perché provengono dalla vera gran mafia) dice a Prodi:

”Fai subito il Governo, raddrizza i conti con una manovra correttiva, fallo ora che sei all’inizio con una manovra impopolare”.

Impopolare verso chi? Verso il popolo. E chi è questo popolo? Per troppi è una massa che conta qualcosa finché si tratta di carpirne il voto.

E’ stata raggiunta soprattutto dai messaggi mediatici, una parte consistente è scarsamente sindacalizzata, gli anziani da tempo sono rintanati in case intasate da elettrodomestici.

E gli altri?

Imprenditori frenetici, con l’orecchio ai cellulari, inseguiti dalle scadenze, in cerca di qualche “fido” in più. Nei gironi sottostanti i Precari, in vario modo sottratti alla cittadinanza attiva: con lavori ballerini, indebitati, morosi, insolventi, convinti in certe zone all’illegalità fino a ricorrere a traffici infamanti. C’è anche della gioventù, che nelle notti tra il venerdì e il sabato sciama, s’accalca, vitalista finché gli regge il fiato.

Voglio proprio vedere che farà il governo dell’Unione?!

Ci dicono i “sinistri” dell’Unione: ci vorrà più movimento, più autonomia delle lotte!

Che bravi!

Loro s’affidano a noi, alla nostra povertà organizzativa, al nostro mettere insieme i cocci e gli stracci.

Loro ai “bottoni” e noi alle lotte!

 

Ma siamo già stati scansati. Se si ricordano le cifre, le infamità dei redditometri e l’avido pregustare di nuovi saccheggi, le loro orecchie politicamente ben orientate producono tappi di cerume.

E il popolo di sinistra che dice? E’ un altro popolo, scomposto da pulsioni contraddittorie, intravede la crisi dei gruppi dirigenti, ma è ancora sbalestrato dalla tenuta del gran nemico. Per la paura di crollare rimuove dalla sua testa molte verità invocando “ unità, unità!”.

Bisogna aver pazienza? Staccarci dal quotidiano baillame, fare il nostro, lasciar passare l’emergenza delle emozioni contrapposte? Forse non ci resta altro.

 

Tra venti giorni ci riuniremo a Roma, una riunione dei nove della segreteria nazionale dell’Unione Inquilini; il Governo ci sarà, sapremo se alla casa c’è qualcuno di cui fidarci.

Chi ci ascolterà in questi giorni cruciali?

 

E a destra come non ricordare Berlusconi, Casini e Alemanno con la casa per tutti, via l’ICI, defalcare l’affitto. Dove finiranno le avance delle settimane trascorse? Il Cavaliere ha Mediaset da difendere, altri non so che cosa, combinazioni ipotetiche, grandi coalizioni, ministeri rimpianti, sottogoverni sottratti…. Si usa tutto per la rivincita, ci si affida di nuovo, ancora! al Grande Vecchio dalle orecchie aguzze!

 

Popolo separato, da ricomporre, si farà tutto il possibile, per quello che ci compete !

 

E’ il 25 Aprile o l’8 Settembre?

 

La date andrebbero invertite, perché la Liberazione venne dopo la crisi di quasi tutti i vecchi gruppi dirigenti e l’emersione di una sinistra molto “resistente”.

Come allora la questione non è solo italiana. Per nostra fortuna è molto meno tragica ma molto più intricata!

 

 

 

 

Vincenzo Simoni

 

 


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