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Firenze, 27 aprile 2006

Firenze, 27 aprile 2006. Il tribunale penale ha condannato ad otto mesi di reclusione Lorenzo e Mario, colpevoli di solidarietà attiva nei confronti degli sfrattati. La Costituzione italiana è carta straccia?

 

L’Articolo 2 della Costituzione Italiana afferma che:

 

“ La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”

 

Ed invece questa mattina il tribunale di Firenze ha condannato ad 8 mesi Lorenzo e Mario, che in modo civile e non violento, come sempre sono stati i presidi antisfratto, cercavano, in un episodio di qualche anno fa, di convincere la proprietà a non applicare alla lettera un rilascio. Un rilascio che trasformandosi in “esecuzione” avrebbe determinato un grave rischio per l’incolumità fisica e psichica di una anziana sfrattata.

 

Se è una colpa sostituirsi all’assenza delle altre istituzioni dello Stato per proteggere le persone lasciate sole di fronte ad una ferocissima speculazione immobiliare, se è una colpa realizzare civili mutuo soccorsi, è da prevedere che i tribunali dovranno in questi mesi processare migliaia e migliaia di altri sfrattati e senza casa collegati da una catena della solidarietà.

Chi ha coscienza e umanità, e per fortuna in un paese scombinato sono ancora in molti, non può arretrare di fronte alla difesa di valori fondamentali, connessi al diritto alla vita; non può riconoscere come base fondante della Repubblica non il lavoro ma la rendita, non potrebbe subire passivamente neppure un distorto impiego della forza pubblica meccanicamente al servizio di zelanti esecutori giudiziari.

 

Siamo sbalorditi che dei magistrati abbiano rivolto il loro viso all’indietro rimuovendo dalla propria informazione giuridica una sofferta evoluzione della dottrina, per rinsaldare un diritto di proprietà concepito come “jus uti et abuti”: il diritto romano dei fasci littori.

 

Attenzione, e questa è una ulteriore considerazione che vogliamo trasmettere a chiunque ha un ruolo pubblico in questa nostra città: la sentenza di stamani non è rivolta solo contro le famiglie sfrattate e i presidi antisfratto, ma contro chiunque con responsabilità pubbliche cercasse di gestire in modo civile una situazione sociale altrimenti incontrollabile.

Dunque è bene che la società civile reagisca in modo solidale e meditato.

 

La segreteria provinciale dell’Unione Inquilini

 

Firenze, 27 aprile 2006


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