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Lettera a Liberazione

Per rubrica “Lettere”

 

Mercoledì 26 aprile in una conferenza stampa il Sindaco di Roma Veltroni ha reso noto che lo scorso 14 aprile la Giunta Comunale di Roma ha approvato una delibera con la quale si intendono vendere 13.000, (e saranno venduti certamente) alloggi popolari  del Comune. Lo scopo è quello di introitare risorse per, forse, recuperare o costruire circa 10.000 alloggi, (tutto da vedere). Roma, quindi, si appresta a ridurre la presenza di edilizia popolare per non meno di 3000 alloggi. Perché ? Che bisogno c’era da parte della Giunta uscente a Consiglio comunale quasi chiuso di procedere in questa decisione ? Si dice: con il ricavato delle vendite acquisteremo alloggi provenienti dai cambi di destinazione d’uso, alloggi liberi degli enti pubblici cartolarizzati e costruiremo case popolari. Apparentemente sembrerebbe giusto. Apparentemente, perché l’anno scorso la Giunta avvio la cartolarizzazione di 1400 appartamenti del patrimonio comunale ubicati nel centro storico, sempre nel 2005 il Comune riuscito a farsi parzialmente finanziare dalla Regione per circa 40 milioni di euro e il Governo Berlusconi ha “dato” circa 25 milioni di euro. Queste risorse, pari a circa 120 milioni di euro complessivi, a cosa servivano ? Per comprare gli alloggi derivanti dai cambi di destinazione d’uso, per l’acquisto degli alloggi liberi degli enti e per costruire case popolari, la stessa motivazione alla base della citata delibera del 14 aprile. Ad oggi non si è speso un centesimo. Io ritengo grave che l’Amministrazione comunale di Roma avvii la privatizzazione del 54% degli alloggi comunali che sicuramente sancirà la diminuzione netta di alloggi sociali a Roma. Una decisione presa senza alcun coinvolgimento delle organizzazioni sindacali degli inquilini, senza alcun percorso partecipativo E’ un fatto grave se rapportato al Programma dell’Unione che prevede a livello nazionale di raggiungere la percentuale europea di alloggi sociali, oggi mediamente al 16%, mentre l’Italia ha un misero 4%. In ultimo mi ha colpito la completa assenza di prese di posizione da parte della sinistra dell’Unione. Non ho sentito nessuna critica né dai Verdi, né dal Prc, né dal Pdci, né dall’Italia dei Valori, nessuno ha ritenuto di esprimersi sull’argomento, nemmeno la Lista Arcobaleno. Eppure la decisione del Sindaco e della  Giunta di Roma, confligge anche con la delibera programmatica sulle politiche abitative, la delibera 110 approvata il 23 maggio del 2005. Gli unici, a sinistra, che hanno preso posizione è stata l’Unione Inquilini. Eppure ci sono le possibilità di individuare modalità di finanziamento dell’edilizia pubblica senza procedere a privatizzazioni, ma nessuno ci ha coinvolto. Detto questo mi viene un dubbio: sulle politiche abitative tra il duo Berlusconi – Brunetta e i Sindaci dei comuni di centro sinistra come Roma, Firenze e Napoli, tutti comuni che hanno preso decisioni simili, dove è la differenza ? Visto che tutti partono dal presupposto di liberarsi del “pesante fardello, laccio del mercato,  delle case popolari”. E le 200.000 famiglie sotto sfratto o le 600.000 famiglie in graduatoria in Italia, al 70% degli sfratti per morosità…….ci si penserà poi…….vedremo, chissà.

 

 

Massimo Pasquini

Segretario Unione Inquilini di Roma    


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