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DIFESA: FORCIERI (DS) A MARTINO, SOSPENDERE SFRATTI EMBLEMATICA LA VICENDA DELLA VEDOVA DEL MARESCIALLO FOTIA

CASA: TOSCANA, VIA LIBERA AL PROGRAMMA PER L'EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA CONSIGLIO REGIONALE APPROVACRITERI PER UTILIZZO PROVENTI CESSIONE E GESTIONE PATRIMONIO ERP

 

Firenze, 28 apr. Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato i criteri per l'utilizzo di oltre 73 milioni di euro per l'edilizia residenziale pubblica, che saranno ripartiti in tutte le province toscane. Si tratta - ha spiegato Erasmo D'Angelis (Margherita, presidente della commissione Territorio e ambiente) - di uno dei più importanti programmi di edilizia residenziale pubblica (Erp) degli ultimi anni. Le risorse sono i proventi che vengono dalla cessione e dalla  gestione del patrimonio Erp, cioè delle case popolari. La  ricognizione delle risorse disponibili, fatta dalla Giunta regionale, ha evidenziato una disponibilità pari ad almeno 73 milioni 605 mila 862 euro. Questa la ripartizione: Arezzo 5 milioni 62 mila 358, Firenze ed empolese 8 milioni 206 mila 370, Grosseto 9 milioni 927 mila 105, Livorno 5 milioni 137 mila 243, Lucca 5 milioni 674 mila 777, Massa e Carrara 14 milioni 551 mila 414, Pisa 6 milioni 514 mila 786, Pistoia 3 milioni 257 mila 374, Prato 3 milioni 491 mila 345, Siena 11 milioni 783 mila 862. A questi fondi sono da aggiungere altri 32 milioni 700 mila euro circa, relativi ad interventi ri - localizzati (secondo una specifica delibera di Giunta) che non erano pervenuti all'inizio dei lavori nei termini stabiliti; si arriva così ad un totale di 106 milioni di euro. Quello che approviamo oggi e' un atto di indirizzo - ha spiegato D'Angelis - in cui si specificano i criteri, le modalità e i termini di utilizzo delle risorse individuate, in relazione ai fabbisogni rilevati nell'ambito dei diversi territori, e

all'esistenza di condizioni di immediata fattibilità e cantierabilità degli interventi. La casa sta diventando una vera emergenza, che coinvolge in Toscana migliaia di famiglie alle prese con sfratti, affitti alle stelle, alloggi da ristrutturare - ha aggiunto - Un tema sul quale facciamo nostra la proposta, gia' avanzata dal presidente Martini e dall'assessore alla casa Riccardo Conti, di organizzare un Consiglio regionale straordinario. Soddisfazione per l'approvazione e' stata espressa anche dall'assessore Conti. La mole di risorse riattivate in questi anni per la casa e' di notevole entità - ha detto - Il problema-casa e' un banco di prova: vogliamo dare risposte ai bisogni dei cittadini. Spero che presto potremo affrontare la questione con il Consiglio straordinario. La delibera e' stata integrata con due emendamenti proposti da Rifondazione comunista, ed approvata col voto favorevole di centro-sinistra e Rifondazione e l'astensione dei gruppi di centro-destra.

 

CASA: VELTRONI, COMUNE VENDERA' 13MILA IMMOBILI DI EDILIZIA POPOLARE       CON LE RISORSE RICAVATE INVESTIMENTI PER NUOVE EDIFICAZIONI

 

Roma, 26 apr.  Il Comune di Roma venderà il 54% del proprio patrimonio di edilizia residenziale pubblica (Erp) nei prossimi cinque anni per poi reinvestire le risorse ricavate  dall'alienazione per nuove edificazioni, l'acquisto di nuove aree e  per la riqualificazione e la manutenzione del patrimonio esistente. Ad annunciare l'operazione che riguarderà circa 13mila case popolari sono stati oggi in Campidoglio il sindaco, Walter Veltroni insieme agli assessori al Patrimonio, Claudio Minelli ed al Bilancio, Marco Causi. Il 14 aprile scorso la giunta capitolina ha approvato la delibera del consiglio comunale per la vendita del patrimonio immobiliare comunale che fa seguito a quella già avviata nel 2001 per1400 immobili che riguardava però il patrimonio disponibile e non prevedeva alcun vincolo. Una operazione di alienazione importante per la città - ha spiegato Veltroni - e che si differenzia dalle cartolarizzazioni perché l'acquisto sarà volontario e non obbligatorio. Pensiamo di ricavare dalle vendite una cifra di consistente e che ci permetterebbe, nel caso in cui tutti acquistassero, di realizzare circa 10mila nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica. A regolare la vendita degli immobili saranno le attuali leggi regionali.Le zone piu' interessate saranno i municipi V, VI, VII, VIII, XI e XIII e soprattutto i quartieri di Villa Gordiani, Acilia, Quarticciolo, Casalbruciato, Marconi, Garbatella e Torrenova.  Il valore degli immobili sarà quello catastale e chi deciderà di acquistare non potrà per i dieci anni a seguire rivendere l'immobile. Un inquilino che oggi paga mediamente 100 euro di affitto mensile pagherà per l'acquisto dell'immobile circa 60mila euro. Si potrà versare un acconto del 30% del valore della casa e il restante accendendo un mutuo di 15 anni. Potrà giovarsi del diritto di acquisto oltre all'inquilino, anche ogni componente del nucleo famigliare residente. Il Comune di Roma prevede di rientrare della vendita entro 15 anni, mentre e' prevista una ulteriore riduzione del 10% per chi decidesse di pagare in contanti. L'amministrazione capitolina prevede di vendere almeno 5mila immobili anche in considerazione del fatto che oltre il 50% degli inquilini supera i 65 anni e quindi disponibile all'acquisto in vista di una possibile successione. Nel caso in cui fosse elevata la percentuale degli inquilini che non vogliano acquistare sarà possibile estendere l'offerta di vendita anche ad altri immobili che al momento non rientrano nei 13mila individuati. Con il ricavato - spiega Minelli - intendiamo investire nell'attuazione del piano straordinario di edilizia abitativa e per i piani di riqualificazione e i piani di zona. Il Comune quindi non diminuirà il proprio patrimonio, ma si tratta di una sorta di ricambio per aiutare diverse fasce sociali. Dall'assessore Causi quindi anche l'invito ''ad acquistare nel minor tempo possibile in considerazione del fatto che nei prossimi mesi i tassi di interesse tenderanno ad aumentare. Non si tratta di una alienazione, ma di un intervento per le politiche abitative della città.

 

DIFESA: FORCIERI (DS) A MARTINO, SOSPENDERE SFRATTI EMBLEMATICA LA VICENDA DELLA VEDOVA DEL MARESCIALLO FOTIA

 

ROMA, 22 aprile 2006 - Lorenzo Forcieri, senatore diessino e presidente della Delegazione italiana presso l'Assemblea parlamentare Nato, chiede al ministro della Difesa, Antonio Martino, l'immediata sospensione dei provvedimenti di sfratto coatto per gli alloggi demaniali occupati dai militari o dai loro familiari. L'iniziativa del senatore dei Ds avviene, tra l'altro, si sottolinea in un comunicato, nel momento in cui la stampa ha dato ampio spazio alla notizia che la signora Francalucia Lauricella, vedova del maresciallo capo dell'Esercito Antonino Fotia, deceduto dopo tre missioni nei Balcani per un tumore al pancreas, probabilmente contratto a causa della sindrome riconducibile alla contaminazione da uranio impoverito, per cui gli e' stata riconosciuta la causa di servizio, ha ricevuto recentemente un avviso di sfratto coatto dall'appartamento che occupava con il marito. Si tratta di un caso emblematico, forse il più sconcertante emerso in questi ultimi giorni, dice Forcieri. Infatti - prosegue - comunicazioni simili sono state recapitate a numerose altre famiglie immediatamente dopo la data delle elezioni politiche, senza operare alcuna valutazione delle singole situazioni. Stando alla ricostruzione fatta dai quotidiani che si sono occupati di questo caso, tra l'altro - aggiunge il parlamentare - la signora Lauricella, con due figli a carico, consorte di un uomo che ha dedicato alla patria quasi trenta anni della sua vita ricevendo anche due encomi da parte della Nato, vive solo con una pensione di reversibilità e un piccolo stipendio. Una rendita appena sufficiente a garantirle una vita decorosa. Come certamente il signor ministro ricorderà - aggiunge Forcieri - alla decisione di ricorrere agli sfratti coatti e alla cartolarizzazione anche degli alloggi militari, il centrosinistra si era più volte opposto nel corso della precedente legislatura. Tra l'altro tali provvedimenti sono in netto contrasto con le conclusioni cui e' giunta la Commissione d'inchiesta sull'uranio impoverito, di cui sono stato vicepresidente. Ora, poiché tra pochi giorni l'attuale governo cesserà le sue funzioni e verrà sostituito da un esecutivo espressione della nuova maggioranza di centrosinistra, credo che il ministro possa convenire con me - prosegue il senatore dei Ds - sull'opportunità di un intervento per sospendere questi

provvedimenti esecutivi, lasciando così al nuovo governo il compito di rivalutare nel suo insieme l'intera questione. Ciò anche in considerazione del fatto che un gran numero di alloggi già liberi non possono essere riutilizzati, a causa della mancanza dei fondi necessari alla loro manutenzione.

 

 

CINA: PECHINO,INQUILINI CACCIATI PER FAR POSTO A NUOVA SEDE TV

 

Pechino, 25 apr. - La polizia ha fatto ricorso alle maniere forti per allontanare i residenti di una zona urbana, nel quartiere finanziario di Pechino, destinata a ospitare la nuova sede generale della tv di stato, un grattacielo alto 230 metri. Stamani presto, alcuni sarebbero stati trascinati e picchiati dalle guardie. Erano persone anziane ha raccontato un testimone oculare. Gli inquilini degli edifici destinati ad essere demoliti hanno denunciato di aver subito per mesi le intimidazioni di gang, che per costringerli ad andar via hanno frantumato i vetri e sabotato l'impianto del riscaldamento. Gli inquilini che hanno accettato di lasciare i loro appartamenti, in un isolato che originariamente ospitava gli alloggi per i lavoratori di una fabbrica di automobili di Stato, hanno raccontato di aver ricevuto un rimborso esiguo: 4.500 yuan (530 euro circa) a metro quadro, mentre il valore di mercato della zona e' di oltre 20 volte superiore.

 

UE: EURODEPUTATI, SOSPETTO 'AFFITTOGATE' PER SEDE STRASBURGO TIMORI PREZZI GONFIATI DA MUNICIPALITA', MINACCIA RICORSO OLAF

 

BRUXELLES, 25 APR - Il sospetto e' che la città di Strasburgo negli anni abbia fatto pagare al Parlamento europeo qualcosa come 2,7 milioni di euro l'anno in più per l'affitto dei due palazzi, Winston Churchill e Salvador de Madariaga, che una volta al mese accolgono la sessione plenaria del Parlamento europeo nella città alsaziana. Gli euro parlamentari della commissione per il controllo dei bilanci (Cocobu) hanno chiesto oggi di fare luce sulla storia, minacciando anche di fare ricorso all'Olaf, l'ufficio antifrode dell'Ue, e di rimettere in discussione l'intenzione di acquistare i due giganteschi immobili. Fino a che non saranno fornite tutte le informazioni richieste, gli eurodeputati potrebbero rinviare il loro via libera al discarico del bilancio Ue 2004. E nel frattempo il Cocobu ha dato vita ad un gruppo di lavoro che si occuperà della delicata vicenda, mentre i vertici dell'amministrazione dell'Europarlamento hanno deciso di 'congelare' il pagamento dell'affitto alla municipalità alsaziana. La vicenda, che trae spunto anche da indiscrezioni di stampa, non potrà che portare acqua al mulino dei tanti fra gli euro parlamentari, che si chiedono con sempre maggiore insistenza  che senso abbia questa 'transumanza' mensile da Bruxelles verso Strasburgo. I due edifici, che fanno parte del complesso del Parlamento europeo a Strasburgo, coprono una superficie di oltre 63.000  metri quadrati e sono stati costruiti dalla Sci Erasme, che li  affitta alla città di Strasburgo, proprietaria dei terreni sui quali sono stati costruiti gli edifici. La municipalità a sua volta li subaffitta all'Europarlamento per circa dieci milioni di euro all'anno. Starebbe in questo meccanismo, il caro affitto sul quale gli eurodeputati adesso vogliono indagare, anche perché alla fine dello scorso anno avevano preso avvio i negoziati di acquisto per un prezzo pattuito tra le parti di 136 milioni di euro.  

 

CONTI PUBBLICI: CHIAMPARINO, OK VENDITA IMMOBILI NO IMPRESE

 

TORINO, 24 APR - Condividiamo la strada indicata dall'economista Vaciago: i Comuni hanno beni e immobili da vendere per fare cassa. Anzi a Torino siamo stati anticipatori, tanto e' vero che nel mio programma questo e' un punto centrale. Così il sindaco Sergio Chiamparino commenta le affermazioni dell'economista Giacomo Vaciago sulla manovra da attuare per raddrizzare i conti pubblici. Diversa l'impostazione per quanto riguarda le imprese dei servizi pubblici di cui il Comune detiene la maggioranza: in  questo caso il programma di Chiamparino dice che si ritiene strategicamente necessario mantenere il controllo pubblico. Il Comune di Torino ha già messo sul mercato alcuni gioielli immobiliari di proprietà pubblica, attraverso aste e vendite dirette. Dalla vendita di grandi immobili e piccoli alloggi - ricorda l'assessore al Patrimonio, Paolo Peveraro - dal 2002 abbiamo incassato 200 milioni di euro. Il programma del sindaco prevede la costituzione di una società interamente posseduta dal Comune, a cui conferire una parte rilevante del patrimonio immobiliare con un valore tra i 700 e gli 800 milioni di euro. L'obiettivo e' ridurre il debito, ma anche finanziare investimenti e interventi per i cittadini. Il Comune di Torino ha un patrimonio immobiliare il cui valore complessivo e' stimato in circa 3.300 milioni di euro. Per quanto riguarda le imprese dei servizi pubblici -  afferma Peveraro - bisogna puntare al loro sviluppo ed e' la strada che abbiamo intrapreso con la fusione tra le municipalizzate di Torino e Genova, Aem e Amga. Riteniamo però  che i cittadini debbano avere un interlocutore diretto e immediato e, quindi, che il controllo debba rimanere pubblico

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CARTOLARIZZAZIONI: DAL '99 CESSIONI PER 57,8MLD, TAGLIO DEBITO PER 16,5 MLD

 

Roma 21 apr. Le cartolarizzazioni realizzate in Italia dal '99 in avanti hanno trasferito alle società veicolo e al Fip portafogli per 129,2 milioni con un ricavo totale ad oggi di oltre 57,8 milioni. Tali operazioni hanno inciso sui saldi di finanza pubblica per 10,2 milioni in termini di riduzione dell'indebitamento netto e per 16,5 milioni in termini di riduzione del debito. E' quanto si legge nell'indagine inviata al Parlamento dalla Corte dei Conti relativa all'analisi dei risultati delle cartolarizzazioni. A consuntivo - si legge nel documento- il valore aggregato dei portafogli complessivamente trasferiti alle società veicolo ed al  Fondo Immobili Pubblici dal 1999 in avanti (crediti previdenziali Inps ed assicurativi Inali, immobili residenziali e strumentali degli enti previdenziali e dello Stato, proventi dei giochi del lotto e dell'enalotto, mutui ed anticipazioni alle imprese e ai dipendenti pubblici) raggiunge nell'aggregato il valore di circa 129,2 milioni, con un ricavo totale ad oggi, in termini sia di prezzo iniziale che di prezzo differito, di oltre 57,8 milioni  di cui 46,4 miliardi come prezzo iniziale e 11,4 come differito. L'importo complessivo dei portafogli ceduti si ridimensiona a 84,8 milioni se si escludono i 44,4 miliardi di crediti pregressi dell'Inps, in larga parte inesigibili. Gli effetti complessivi sui saldi di finanza pubblica al momento dell'effettuazione delle operazioni sono stati complessivamente di  circa 10,2 miliardi per la riduzione dell'indebitamento netto e di oltre 16,5 miliardi per la riduzione del debito, se si tiene conto anche del  corrispettivo differito di Fip1. A proposito dei dati, la Corte dei Conti fa quattro precisazioni: 1) la ricostruzione e' stata operata sulla base dei dati forniti dal dipartimento del Tesoro e rettificati dall'Istat (ad eccezione degli importi relativi ai portafogli cartolarizzati); 2) tra le cartolarizzazioni pubbliche operate e' stata ricompresa anche quella attuata dalla Cassa Depositi e Prestiti  (portafoglio ceduto 3,6mld, ricavo 3,2 miliardi) prima della trasformazione della stessa in società per azioni, intervenuta nel dicembre 2003, perché si tratta di una cartolarizzazione -spiegano i magistrati contabili- che rientra a pieno titolo tra le operazioni di securitization attuate a sostegno delle manovre di finanza pubblica e di riequilibrio dei conti pubblici; 3) le operazioni per le quali almeno teoricamente e' possibile fare un bilancio conclusivo sono quattro: i crediti della Cassa Depositi e Prestiti prima della privatizzazione, i crediti Inail, i proventi dei giochi di lotto ed enalotto ed il Fondo Immobili pubblici (Fip1). Le operazioni relative ai crediti Inps (6 con l'ultima) -si legge nel documento- sono fra loro concatenate e non  sono stati forniti alla Corte elementi informativi, sia per i ricavi che per le spese, specificamente ed esclusivamente riferibili a ciascuna di esse, anche se l'Inps assicura di essere quanto meno in grado di abbinare ogni singolo incasso al relativo credito. Scip1 si e' conclusa per quanto riguarda i rapporti con gli investitori che sono stati tutti rimborsati entro il 2003, ma la Società veicolo continua ad operare per la vendita degli immobili invenduti (al 31 ottobre 2005, 1.283 immobili residenziali e 28 commerciali), Scip2 e' in corso e, dopo la ristrutturazione del business plan, completerà le operazioni di rimborso dei titoli entro il 2009, mentre relativamente alla vendita degli immobili, la scadenza per l'ultimo ente (ex Inpdai) e' il 2010. Non sono ancora chiuse le altre operazioni.  4) la Corte dei Conti precisa, infine, che si tratta di importi ricostruiti sulla base di dati forniti dal Dipartimento del Tesoro e dagli Enti, che si differenziano, soprattutto per quanto riguarda il valore dei portafogli ceduti, dai dati di sintesi proposti dallo stesso Dipartimento del Tesoro (40,0mld per i portafogli e 37,5 miliardi per il ricavo delle operazioni). La tabella che segue riporta l'analisi effettuata dalla Corte dei Conti che prende in considerazione, in milioni di euro, le operazioni di cartolarizzazione, il portafoglio ceduto, il corrispondente ricavo e gli effetti delle operazioni di cessione in termini di riduzione del debito e dell'indebitamento netto.

 

      OPERAZ...........PORTAFOGLIO....RICAVO.....DEB....INDEB.

 

Scip  1                 ..................5.099,50........         ..2.300... ..-2.300..........0

 

Scip  2                 .................7.797,10.          .........6.637  ......6.637.....6.637

 

Fip                   ......................3.300,00.           ........3.579 ......2.987.....2.987

 

CASA: ATER CHIETI HA COORDINAMENTO RIQUALIFICAZIONE URBANA

CHIETI, 22 APR - L'Ater di Chieti e' pronta ad  assumere una funzione di coordinamento nella elaborazione di  progetti di riqualificazione urbana di alcuni quartieri periferici partendo dal Villaggio Celdit di Chieti scalo. La proposta e' stata avanzata dal commissario straordinario  dell'Ater, Paolo Sperduti, in una riunione alla quale hanno  partecipato il sindaco, Francesco Ricci, gli assessori Luigi  Febo e Aldo Grifone, e il direttore dell'Ater, Domenico Recchione. In particolare, l'Ater propone di elaborare un censimento e  un'indagine di tipo statistico tramite schede da distribuire in tutto il quartiere attraverso le quali ottenere risposte adeguate alle esigenze dei cittadini. Una volta elaborato il materiale, l'Ater verificherà quali sono gli Enti interessati all'attuazione del programma di riqualificazione anche dal punto di vista sociale. Nel corso della riunione, si e' fatto anche il punto sui rapporti tra Ater e Comune, in particolare in ordine alla  questione degli alloggi attualmente gestiti dall'amministrazione  comunale. Circa la volontà del Comune di continuare la gestione, Sperduti ha sottolineato la necessità di risolvere il problema con tempestività ribadendo la disponibilità dell'Ater a subentrare. Nel frattempo, l'Ater sta predisponendo una propria Carta dei Servizi, uno strumento che consentirà di organizzare tutte le attività esterne nei confronti dell'inquilinato e di stabilire tempi e modi certi per quanto riguarda le manutenzioni. La Carta - ha affermato Sperduti - verrà distribuita a tutti gli

inquilini i quali conosceranno tempi e modi certi per ottenere risposte alle loro istanze. Si tratta di uno strumento essenziale che farà chiarezza sui diritti degli inquilini e i doveri dell'Ater. Sperduti ha anche annunciato l'apertura dell'ufficio  relazioni con il pubblico (Urp),  che - ha detto - sarà lo sportello globale a cui tutti si dovranno rivolgere evitando in tal modo il disagio di peregrinare da un ufficio all'altro.

 

CASA: SCONTI PIU ' ALTI A NAPOLI, FIRENZE E BARI GABETTI,IN CAPOLUOGO PUGLIESE SI SPUNTA 14.4%,A CAGLIARI SOLO 5%

 

ROMA, 24 apr - Il prezzo migliore si spunta a  Napoli, dove forse le richieste sono un po' 'sparate'. Mentre ad  aspettare di più sono i fiorentini che, per prendere possesso di una casa appena acquistata, devono pazientare 5-6 mesi. A segnalare andamento del listino e tempi di vendita delle abitazioni, e' un'indagine sul mercato immobiliare nelle principali città italiane di Gabetti. Secondo le rilevazioni del gruppo di mediazione immobiliare,  e' infatti il capoluogo campano la città dove e' possibile 'tirare' di più sul prezzo di vendita e ottenere lo sconto più consistente: la differenza tra prezzo iniziale e prezzo finale - sostiene infatti Gabetti - si attesta infatti su un valore medio del 21%''. Dopo Napoli le case più 'scontate' sembra si comprino a Firenze (16%) e a Bari (14,4%). Ma anche a Roma  (12,5%) e Catania (12%), la differenza fra richiesta e prezzo finale di vendita e' sopra quella media nazionale che, a fine 2005, si e' attestata all'11,8% (9,7% nel 2003 e 8,8% nel 2004). Valori più alti della media anche per Genova (11,6%) e Milano  (11,2%), mentre differenze di prezzo minori si segnalano, oltre che a Cagliari, a Bologna (7,5%) e Torino (7,2%). Lo sconto 'peggiore' invece, si spunta a Cagliari dove, generalmente, non si va oltre il 5%. Secondo la rilevazione di Gabetti infine, le attese più lunghe nell'acquisto della casa, dopo quelle di 5-6 mesi di  Firenze, si registrano a Cagliari (4,6 mesi) e Genova (4,4  mesi). Mentre praticamente in media nazionale (3,8 mesi) sono Torino, Napoli e Catania (4 mesi) e Roma e Milano (3,8 mesi). Consegne più veloci invece a Bologna (3,4 mesi) e Bari che, con soli 3 mesi di attesa, e' la grande città italiana dove comprare casa e' più veloce.

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CITTA'             DIFFERENZA % FRA PREZZO  INIZIALE-FINALE

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NAPOLI                     21,0%

FIRENZE                   16,0%

BARI                          14,4%

ROMA                        12,5%

CATANIA                  12,0%

GENOVA                   11,6%

MILANO                    11,2%

BOLOGNA                    7,5%

TORINO                         7,2%

CAGLIARI                     5,0%

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MEDIA ITALIA           11,8%

 

 


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