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Nota: questo check up avrà una cadenza quindicinale e si alternerà con l’editoriale che anch’esso avrà cadenza quindicinale

Nota: questo check up avrà una cadenza quindicinale e si alternerà con l’editoriale che anch’esso avrà cadenza quindicinale. In questo modo si fornirà all’utente del sito web una visione d’insieme aggiornata sulla questione casa intercalato da un punto di vista su un fatto particolarmente rilevante. Le informazioni derivano dalle news, dai media, da Google Alert, dalle iniziative dalle sedi UI e dai Movimenti.

 

Si inizia con:

 

Casa, i fatti e le tendenze dal 22 aprile all’8 maggio 2006.

 

Le occupazioni.

Gli immigrati d’oggi stanno percorrendo le strade di ieri; 20.- 30 anni fa erano meridionali che occupavano stabili pubblici e privati da Torino a Napoli; oggi sono braccianti agricoli “regolari” che occupano fattorie abbandonate a Siracusa, oppure l’immigrata tunisina con quattro figli che occupata un alloggi ad Ostia; a Firenze in 200 di origine romena entrano in una caserma dimessa, l’occupazione regge poche ore, ma sta in un trend che investe oltre 1200 famiglie extracomunitarie solo in questa città. E questo ed altro in un vuoto politico; il confronto è solo con le questure.

I processi:

processo a Canalini e altri a Venezia, per occupazione di alloggi sfitti – PM il ben noto Giudice Nordico. A Firenze siamo addirittura alla condanna per presidio antisfratto, 8 mesi a Lorenzo Bargellini.

A Roma è toccato a Sandro Medici, presidente di un municipio, rinviato a giudizio per aver osato requisire 15 alloggi sfitti. Eclatanti sono infine i casi di Bologna, scenario di un’assurda manovra che configura episodi di autoriduzione o occupazione come eversione rispetto ai poteri dello Stato!

Che fanno i manovratori delle rendite e che fanno i Comuni e le Regioni ?

I manovratori delle rendite immobiliari sono indifferenti al nongoverno del Paese. Anzi, in una situazione di stallo hanno a disposizione delle convenienti leggi, improntate al liberismo senza vincoli. Organica a tali interessi è la magistratura, che sul versante delle difesa della proprietà privata ha bypassato la Costituzione della Repubblica.

Ma lo stallo in qualche modo non dispiace nemmeno alle regioni e ai grandi comuni: niente impedisce loro a privilegiare, nell’avvio del cosiddetto Programma dei 20,000 alloggi in affitto e nei programmi regionali pubblico-privati; le richieste delle imprese private e cooperative; simmetrico al riguardo per i poteri forti è l’accanimento per i deboli; esemplare è l’effetto dei redditometri, che portano all’esclusione dalle prestazioni sociali centinaia di migliaia di famiglie, colpevoli di aver incamerato dei TFR o di mantenere una porzione di casetta nel paesino di antica emigrazione.

E si può andar oltre, con la massiccia operazione sui valori catastali verso il triplicamento dell’ICI.

C’è qualche spiraglio per i programmi di edilizia pubblica?

Sono condizionati alla vendita del patrimonio esistente, non a nuovi investimenti; così a Torino, con il programma del candidato a sindaco del centro sinistro. Chiamparino, così a Roma con Veltroni.

 

Che fare?

E’ forse la prima volta da decenni che, interessati a confrontarci con un governo siamo noi, un noi “vasto”, fatto di precari del lavoro e pensionati, di dipendenti di settori in crisi e di piccoli risparmiatori, di sfrattati, senza casa, assegnatari e proprietari utenti della prima casa; quel mixing famigliare allargato che è aggredito, o impedito a raggiungere,  nel poco che resta di sicurezza e stabilità.

L’azione diretta è sempre possibile e ci sarà; valenza assoluta ha ad esempio la linea perseguita dalla CUB per dar voce al grande popolo dei precari; ma - in un faticoso rafforzamento organizzativo che riguarda il popolo della casa -  è nostro interesse accelerale l’impatto con tutta la politica, convogliando quello si produce in ogni casa, nei quartieri e nelle città.

Perché oggi il rischio per i movimenti è la diluizione del conflitto.

Vincenzo Simoni


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