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TERMOSIFONI ROVENTI IN EDIFICIO BOLZANO, PROTESTA INQUILINI IL PROPRIETARIO TIENE ACCESO IL RISCALDAMENTO TUTTO L'ANNO

CASA: LIGURIA, 10 MLN DI EURO PER INTEGRAZIONE AFFITTI

 

Genova, 16 maggio 2006. Tre milioni di euro per l'integrazione dei redditi delle famiglie che vivono in affitto sono stati stanziati dalla giunta regionale ligure su proposta dell'assessore alle Politiche abitative, Maria Bianca Berruti. Allo stanziamento regionale si unisce la quota, pari a 7 milioni euro, proveniente dal fondo nazionale di sostegno all'affitto. Per il 2006 - spiega l'assessore regionale alle Politiche Abitative, Berruti - abbiamo incrementato il fondo che e' passato dagli 8,5 milioni di euro del 2005 agli attuali 10 milioni di euro e abbiamo cambiato le regole di accesso soprattutto a vantaggio dei nuclei meno abbienti. Il contributo deciso dalla giunta regionale va da un massimo di 3.100 euro all'anno, per le famiglie più povere fino ad un minimo di 250 euro. Potranno beneficiarne solo le famiglie con i redditi che arrivano fino a 17.000 euro l'anno. Lo stanziamento dovrebbe consentire di coprire oltre la metà del fabbisogno regionale.

 

CASA: LIGURIA - BURLANDO, SOSTEGNO AFFITTI E RECUPERO EDILIZIA SOCIALE       GIUNTA REGIONALE APPROVA FONDO

 

Genova, 16 maggio 2006. L'approvazione avvenuta questa mattina in giunta del fondo per il sostegno agli affitti e' un tassello della più ampia politica per la casa a cui stiamo lavorando. Lo ha dichiarato questa mattina a margine del consiglio regionale il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando. Per favorire l'accesso dei meno abbienti alle case in affitto - ha proseguito Burlando - tra il 2006 e il 2007 verranno recuperati 240 alloggi di proprietà di Arte, attraverso un'opportuna ristrutturazione, altri alloggi localizzati nel Comune di Genova saranno ristrutturati attraverso lo stanziamento di 6 milioni e mezzo di euro derivanti da un decreto ministeriale sugli sfratti,á un'analoga somma sarà  stanziata dalla Regione e dal Comune di Genova, per un totale di 13 milioni di euro, infine e' previsto l'avvio del recupero del patrimonio di edilizia sociale esistente attraverso lo stanziamento di 23 e mezzo milioni di euro sul bilancio 2006.

 

CASA: TECNOCASA, RALLENTA CRESCITA AFFITTI SOPRATTUTTO IN GRANDI CITTA' PER BILOCALI +0,5% E TRILOCALI +0,1%, MEDIA NAZIONALE +1,6% E  +1,1%

 

Roma, 16 maggio 2006. Rallenta la crescita delle locazioni. Finalmente la corsa al rialzo degli affitti delle case sembra registrare una battuta d'arresto: negli ultimi sei mesi del 2005 i prezzi nella principali città italiane sono aumentati dello 0,5% per i bilocali e dello 0,1% per i trilocali. Mentre a livello nazionale si registra un incremento dell'1,6% per i valori dei due locali e dell' 1,1% per i trilocali.  I dati sono stati diffusi da Teconocasa secondo cui a influire sul decelerazione del costo delle locazioni sono stati soprattutto i due fattori: il ridotto incremento dei salari e la maggiore offerta di immobili in locazione, conseguenza dell'immissione sul mercato di soluzioni acquistate per investimento. Il dato migliore riguarda Firenze, città in cui gli affitti sono diminuiti del 4,6% per i bilocali e del 4,9% per i trilocali. A Bologna il costo dei bilocali e' sceso del 2% mentre quello dei trilocali dell'1,4%. Bene anche a Milano dove la riduzione e' stata dello 0,9% per i bilocali e del 2,4% per i trilocali. A Verona invece gli affittuari potranno pagare l'1% in meno per un bilocale e lo 0,5% in meno per il trilocale. Tra le principali città italiane Napoli si distingue per non aver risentito dell'ondata che ha colpito il resto del paese. I prezzi sono aumenti del 6,3% per i bilocali e del 3,9% per i trilocali. In aumento, anche se più  contenuto, altre città come Bari, che segna un +1,9% per i bilocali e +2,9% per i trilocali.  A Roma gli aumenti interessano soprattutto i bilocali (+2,1%), mentre e' minimo l'incremento per i trilocali (+0,2%). A Palermo invece la crescita e' stata omogenea: +2% per bilocali e +1,9% per triolocali. Anche a Genova gli aumenti hanno interessato più o meno nello stesso modo i bilocali (+1%) e i trilocali (+0,9%). Ritocchi minimi invece per Torino dove si registra in +0,1% per i bilocali e un +0,2% per i trilocali. Nella tabella che segue viene riportato l'andamento dei canoni nelle grandi città nel secondo semestre 2005.

 

      Citta'......................bilocale.................trilocale

 

      Bari.........................1,9%....................2,9%

 

      Bologna..................-2%......................-1,4%

 

      Firenze...................-4,6%................... -4,9%

 

      Genova....................1%........................0,9%

 

      Milano....................-0,9%....................-2,4%

 

      Napoli......................6,3%.....................3,9%

 

      Palermo....................2%........................1,9%

 

      Roma.......................2,1%......................0,2%

 

      Torino......................0,1%......................0,2%

 

      Verona....................-1%........................-0,5%

 

      Media.......................0,5%......................0,1%

 

 

BMPS: VALORE DISMISSIONE IMMOBILI NON STRUMENTALI SOTTO 200 MLN =

 

Roma, 16 maggio 2006 - Il valore del patrimonio immobiliare e' sotto i 200 milioni di euro, così Emilio Tonini, Dg di Bmps, rispondendo a una domanda di un analista sul valore delle dismissioni degli immobili non strumentali da parte del gruppo bancario senese. Qualche operazione e' già stata avviata e l'obiettivo e' venderli gradualmente, ha spiegato Tonini.

 

TERMOSIFONI ROVENTI IN EDIFICIO BOLZANO, PROTESTA INQUILINI IL PROPRIETARIO TIENE ACCESO IL RISCALDAMENTO TUTTO L'ANNO

 

BOLZANO, 12 Maggio 2006 - Temperature africane e bollette  del gasolio record in un palazzo nel centro storico di Bolzano  con gli inquilini che protestano contro il proprietario che  tiene l'impianto di riscaldamento acceso per tutto l'anno. La vicenda - raccontata dal giornale Alto Adige - si svolge  in via Stazione, nel pieno centro a poca distanza da piazza  Walther, sede del celebre Mercatino di Natale. Ma non e'  soltanto a Natale che l'impianto di riscaldamento dell'edificio rimane acceso. Anche a maggio, quando ormai da tempo tutti in città hanno spento i termosifoni, nel palazzo di via Stazione il clima e' rovente. Nel giroscale - raccontano gli inquilini - la temperatura  raggiunge i 40 gradi, visto che il proprietario, per evitare  dispersioni di calore, ha fatto sigillare le finestre che non possono essere aperte. Con l'impianto in funzione tutto l'anno gli inquilini hanno chiuso le valvole di gran parte dei  termosifoni ma anche in questo modo - raccontano – le temperature non calano sotto i 26 gradi e non va meglio nemmeno per alcuni negozi, i cui titolari sono costretti a lavorare a 30 gradi costanti con non pochi clienti che escono sbuffando dopo pochi minuti e senza avere comprato nulla. Oltre alla beffa del calore, poi, c'e' anche il danno delle  bollette per il gasolio, pagate in base ai millesimi da parte dei vari inquilini che si vedono recapitare cartelle da 2 mila euro per un appartamento e da 3 mila per un negozio.  Dopo avere invano invitato il proprietario a spegnere l'impianto nei mesi più caldi dell'anno, gli inquilini da tempo hanno inviato esposti a tutte le autorità, ma sinora nessuno e' intervenuto e così ora stanno esaminando la possibilità di ricorrere al magistrato. .

 

CASA: BOLOGNA AFFITTI STAZIONARI, MA E' ANCORA GUERRA AL MERCATO NERO       ALTA LA PERCENTUALE DI STUDENTI E IMMIGRATI IN CITTA'

 

Bologna, 14 maggio 2006.  Si allungano i tempi per chi vuole affittare una casa. Tra locatori più prudenti e locatari che sivedono costretti a contrattazioni sul canone più complesse e articolate. Il caro affitti continua a produrre i suoi effetti sul sistema della mediazione. In questo primo scorcio di 2006 si sono registrati anche a Bologna, che non e' in testa comunque alla recente classifica stilata dal Sole24Ore, aumenti che tuttavia risultano essere ancora inferiori all'aumento medio del prezzo delle compravendite. Rimane il fatto che, come in tutto il resto dell'Italia, il contesto economico ha reso più appetibile ancora l'acquisto rispetto all'affitto, dando origine a un mercato dove per la prima volta dal 1999 si registrano canoni in flessione e una riduzione del numero dei contratti perfezionati. Lo evidenzia Nomisma, che nel primo rapporto sul mercato immobiliare per il 2006, prevede un aumento meno importante che in passato dei prezzi, che si dovrebbe assestare attorno al 5% su  base annua. Ma esistono circostanze che fanno di Bologna una realtà del tutto particolare proprio per quanto riguarda le locazioni. La più antica città universitaria può contare infatti su un introito importante dall'affitto agli studenti non residenti. Non solo. Anche la percentuale di extracomunitari e' alta rispetto alla popolazione residente. Queste due caratteristiche determinano altrettanto importanti conseguenze. In primo luogo che il numero assoluto di affitti e' qui più alto che altrove: studenti e immigrati difficilmente decidono di acquistare casa per diverse ragioni. Potrebbero finiti gli studi cambiare luogo di residenza gli uni, ma soprattutto, e questo vale per entrambe le categorie, con difficoltà sono in grado di accendere un mutuo per l'acquisto, non avendo un lavoro stabile. Altra diretta conseguenza e' che il mercato, essendo sempre alte sia la domanda che l'offerta si sta facendo più concorrenziale che in passato. Infine, ma questa e' una piaga da debellare, ancora rilevante, anche se in diminuzione, il fenomeno dell'affitto in nero. A subire un esborso importante per l'affitto, quanti decidono per una metratura ridotta. A Bologna il canone mensile di un monolocale, dai 30 ai 40 mq, si aggira intorno ai 600 euro, con picchi superiori se l'appartamento si trova in pieno centro storico (si può arrivare anche a 850 euro) e leggermente inferiori se e' situato nelle zone periferiche della città. L'aumento non e' proporzionale al crescere della superficie della casa. Per esempio, un appartamento di 60 metri quadrati, con due camere da letto, può costare dagli 700  euro (periferia) ai 900/1000 euro in centro. In particolare, secondo le stime di Uppi (Unione proprietari  immobiliari) nelle zone Centro storico, San Vitale, Marconi, Malpighi, appartamenti definiti in buono stato possono costare ai locatari dai un minimo di 670 a un massimo di 1000 euro al mese; nelle Zona Saffi,  San Donato, Bolognina, Mazzini, Murri, S. Stefano, Saragozza i canoni variano dai 620 ai 930 euro; nelle zone Santa Viola, Porto, Lame,

Fiera, Roveri, Fossolo, San Ruffillo, Ravone dai 464 ai 929; Zona Barca, Battindarno, Borgo Panigale, Ippodromo, San Ruffillo, Due Madonne, Dozza dai 464 774. Secondo una recente indagine realizzata da Uppi (unione dei piccoli proprietari immobiliari) a Bologna i canoni di affitto non sono in aumento, ma sono stazionari. Lo afferma il presidente provinciale e vicepresidente nazionale Alberto Zanni, sottolineando che ''c'e' ancora molta richiesta e questo fa si che mercato non subisca alcuna flessione. Zanni in particolare ricorda che stanno aumentando gli affitti a canone concordato, grazie a una importante pubblicità che il Comune e le assicurazioni di proprietari hanno voluto fare, a differenza delle agenzie immobiliari che non stanno pubblicizzando questa pratica. La ragione e' da ravvisarsi nel fatto che, osserva il presidente dell'Uppi, la loro provvigione si basa su affitto mensile e l'affitto a canone concordato e' più basso di circa il 30% e quindi si abbassa anche la provvigione. In realtà il canone concordato conviene anche al proprietario. Zanni spiega infatti che esso può avere ma durata più breve e soprattutto azzera l'Ici e comporta ulteriori (del 30%) sia di Irpef sia di imposta di registro. Nonostante ''riscontriamo - avverte - che molti proprietari ancora non conoscono i vantaggi, a Bologna gli affitti a canone concordato hanno superato quota 3000: decisamente un buon segnale. Avvieremo una collaborazione e un protocollo di intesa con la Guardia di Finanza di Bologna per la lotta al mercato nero. Ad annunciarlo è ancora Zanni che, sull'argomento ricorda che in città, nonostante il fenomeno sia difficilmente monitorabile esiste ed e' molto diffuso soprattutto tra studenti universitari. Ma - precisa - va contro anche agli interessi del proprietario stesso. Conti alla mano, si guadagna meno che non a canone concordato, perché non puoi godere degli sconti su Irpef e imposta di registro. Inoltre la casa risulta vuota e dunque si paga l'Ici che a Bologna e' il pari 9 per mille, che non e' poco. La cattiva pratica di affittare in nero gli appartamento bolognesi e' in calo per l'Asspi, il cui presidente provinciale, Enrico Rizzo, ha recentemente ricordato che dopo il 1998, anno di entrata in vigore della legge di riforma del mercato della locazione si registra un notevole incremento dei contratti di affitto scritti e registrati. E' sufficiente consultare le statistiche relative al periodo immediatamente successivo all'entrata in vigore della legge e coinvolgenti la totalità degli studenti domiciliati a Bologna per convincersi - afferma - di questa propensione al rispetto delle regole. Nel 1998 solo il 39,3% dei contratti era scritto, nel 2001 la percentuale tocca il 61% e negli anni successivi continua a crescere anche perché il proprietario che affitta in nero rischia parecchio. Il fenomeno del nero certo e' presente ammette Rizzo, sottolineando però che esso risulta fortemente condizionato dal mercato delle camere e dei posti letto, mercato nel quale e' difficile distinguere le vittime dai carnefici, e spesso i carnefici sono gli stessi studenti che subaffittano. Intanto sono aperti i bandi comunali per il fondo sociale per l'affitto. Quanti fossero interessati a ricevere un contributo per il pagamento del canone di locazione avranno tempo per presentare le domande al Comune in cui risiedono fino al prossimo 12 giugno. Il Fondo sociale per l'affitto, istituito della legge 431/98 di riforma del regime delle locazioni - ricorda una nota della Regione Emilia Romagna - e' aperto a tutti i cittadini italiani, a quelli appartenenti ad uno stato dell'Unione Europea ed anche a chi proviene da uno stato extraeuropeo, purché in regola con il permesso di soggiorno. Ovviamente occorre essere titolari di un contratto di locazione regolarmente registrato ed avere determinati requisiti di reddito. Non può presentare domanda chi, pur vivendo in affitto, risulta proprietario di un alloggio o ha su di esso un diritto di usufrutto,  uso o di abitazione. Sono esclusi dall'accesso al fondo anche gli  assegnatari di un alloggio di edilizia residenziale pubblica o di  proprietà di un qualsiasi ente pubblico. In particolare, per quanto  riguarda i requisiti economici, e' necessario non avere un patrimonio  mobiliare (Bot, azioni ecc.) superiore a 35.000 mila euro e no  La condizione economica dei potenziali beneficiari viene misurata ricorrendo all'Ise, l'indicatore della situazione economica che tiene conto oltre che del reddito anche del patrimonio posseduto. Sono ammessi al contributo i soggetti, classificati come fascia A, che hanno un valore Ise non superiore a 11.110 euro e che presentano un'incidenza del canone su questo valore non inferiore al 14%. Sono ammessi anche i soggetti (fascia B) che hanno un valore Ise superiore a quello indicato ma non a 30.000 euro o un valore Isee (indicatore della situazione economica equivalente, che tiene conto anche della dimensione familiare) non superiore a 15.000 euro e un'incidenza del canone non inferiore al 24%. Il contributo massimo e' di 3.100 euro per chi appartiene alla fascia A e di 2.350 euro per chi rientra nella B; entro questi limiti massimi, in ogni caso il contributo viene erogato fino a riportare l'incidenza del canone sull'Ise entro le percentuali sopra riportate. L'ammontare complessivo delle risorse a disposizione e' di oltre 23 milioni di euro. A questi vanno aggiunti ulteriori finanziamenti comunali, che possono essere quantificati solo a consuntivo. Per ricevere i finanziamenti regionali, infatti, i Comuni devono contribuire al Fondo con risorse proprie, pari ad almeno il 15 % di quanto ricevono. Un invito a destinare al 'buono-casa' il 5 per mille devoluto dai contribuenti ai Comuni dell'hinterland bolognese. Il suggerimento arriva dall'Uppi di Bologna, che sta ultimando una sorta di 'sondaggio' tra i comuni della provincia, per capire quali siano disponibili a destinare il 5 per mille al fondo per le politiche abitative e, in particolare, per gli alloggi di edilizia pubblica da assegnare all'affitto. Ad oggi, soltanto il comune di San Giovanni in Persiceto ha deciso di destinare il 5 per mille al 'buono-casa' - dice Zanni - ma il nostro auspicio e' che la lista si allunghi il più possibile, dal momento che c'e' ancora tanto da fare in tema di politiche abitative per le categorie più deboli e per aiutare le giovani coppie ad avere una casa dignitosa a prezzi accessibili. L'Uppi, che incoraggia l'incrementarsi del fondo per la casa, nelle varie località della cintura bolognese ,si impegna a segnalare ai proprietari associati che si rivolgeranno ai propri uffici quali sono i Comuni che sceglieranno  di percorrere questa strada. Ma a Bologna il braccio di ferro in materia di casa non e' solo quello al tavolo delle trattative sul canone tra affittuari e inquilini. La prova di forza e' anche tra il Comune e alcuni collettivi di giovani, studenti, precari e disobbedienti che alla crescente domanda di alloggi, frustrata dal caro-affitti, rispondono con le occupazioni. Vogliamo tutto, soprattutto un tetto. E' solo uno degli slogan che collettivi come Mao (Movimento autorganizzato occupanti), Passepartout e Crash hanno scritto sugli striscioni che, in questi mesi, sono stati appesi alle finestre degli edifici occupati, ma anche sbandierati davanti alla sede dell'assessorato alla Casa, nel blitz che lo scorso inverno, i giovani hanno realizzato a Palazzo Notai per chiedere un incontro con l'allora assessore dei Verdi Antonio Amorosi Una vera e propria patata bollente passata ora nelle mani  dell'assessore all'Urbanistica Virginio Merola, al quale il sindaco Sergio Cofferati ha affidato la delega lasciata da Amorosi dopo le sue dimissioni. Era il 12 dicembre del 2005 quando Amorosi prometteva che i 42 alloggi, all'epoca occupati abusivamente sotto le Due Torri, sarebbero stati sgomberati entro la fine dell'anno. Oggi, parola dell'assessore Merola, gli spazi pubblici in mano ai movimenti sono 45 e saranno sgomberati tutti entro l'estate. Ai 45 alloggi, si aggiungono l'ex centro pasti di via Giovanetti nel quartiere San Donato, per il quale il Comune ha già in programma la riconversione in scuola materna e l'ex area nomadi di  via Gobetti che dovrebbe essere consegnata all'Università. Una vicenda, quella delle occupazioni illegali, che ha fatto vacillare più volte la maggioranza di centrosinistra di Palazzo D'Accursio e che vede, da una parte, il sindaco Cofferati deciso a combattere qualunque forma di illegalità, e dall'altra, la sinistra più radicale con Rifondazione Comunista in testa, che difende il carattere di lotta e denuncia sociale di queste forme di protesta dal basso. Il bandolo della matassa sembra stare nelle procedure di assegnazione degli alloggi residenziali pubblici agli aventi diritto che attendono i loro turno, in base alle graduatorie gestite da Acer e dal Comune. Se per l'Amministrazione le occupazioni impediscono a chi  e' assegnatario di poter entrare in casa, per i collettivi le procedure sono poco trasparenti e gli spazi vengono lasciati inutilizzati per periodi troppo lunghi. A tentare di chiarire, ancora una volta, la questione e' stato, in seno a consiglio comunale dello scorso 8 maggio, proprio l'assessore Merola che ha annunciato un piano di sgomberi da mettere in atto prima dell'estate. Interventi, ha precisato Merola, che verranno effettuati dalla Polizia Municipale e, se necessario, con l'aiuto delle forze dell'ordine, fatta salva la verifica sui diversi casi sociali e sull'eventuale presenza di minori che richiede un'attenzione particolare.  Gli sgomberi ci saranno, ha confermato più volte negli ultimi giorni anche il sindaco Cofferati. Già la mattina del 12 maggio e' stata sgomberata e sono stati messi i sigilli all'ex mensa di via Giovanetti, occupata dal collettivo Crash per tre mesi. Ed e' proprio il quartiere San Donato ad essere la zona più calda. Nel territorio governato dal presidente Riccardo Malagoli (Prc), si concentrano infatti una trentina casi, pari a circa l'80% del totale delle occupazioni attualmente in corso in città. A San Donato, però, ha ricordato il presidente di Quartiere Malagoli sorgono anche il 25% degli alloggi pubblici di tutta Bologna, senza dimenticare che ci sono alcuni complessi che erano dello Stato e sono diventati del Comune, ma per effettuare il passaggio di proprietà ci sono voluti anche sette o otto anni, periodo durante il quale gli immobili sono rimasti inutilizzati. Una situazione che il Comune non può permettersi ha affermato Malagoli, finito nel mirino dei collettivi per aver chiesto al Questore Francesco Cirillo di intervenire sull'occupazione dell'ex mensa. Secondo l'esponente di Rifondazione, infatti, il problema delle occupazioni non deve essere sottovalutato e l'appello che giunge dal Quartiere al Comune non e' poi molto diverso da quello avanzato dai collettivi. La richiesta e', infatti, che le procedure di assegnazione siano più rapide e che politiche per la casa siano oggetto di un salto di qualità.

 

COMUNALI: CATANZARO; PRC, SERVE NUOVA POLITICA ABITATIVA

 

CATANZARO, 14 Maggio 2006 La questione della casa e' la metafora del fallimento delle politiche neoliberiste: l' idea che liberalizzando il mercato degli affitti e privatizzando il patrimonio pubblico si sarebbero introdotti quegli elementi dinamici che avrebbero risolto le tensioni abitative. Tutto il contrario. Liberalizzazione e privatizzazione hanno voluto dire monopolio della rendita speculativa. A sostenerlo e' stato il responsabile del Dipartimento enti locali della Federazione di Catanzaro di Rifondazione comunista. Una nuova politica abitativa - ha aggiunto Commodari - e' quindi una esigenza politica per rispondere a una emergenza sociale e per dare una risposta a una crisi senza sbocchi che lacera il tessuto delle nostre città. Un nuovo intervento pubblico per incrementare in maniera determinante l' offerta di alloggi a canone sociale e calmierato, non gestiti centralmente, ma attraverso il coinvolgimento attivo delle municipalità. La nuova Amministrazione comunale di centrosinistra di  Catanzaro, dovrà seguire i seguenti indirizzi: approvare una politica diversificata d' intervento verso i soggetti sociali interessati all'emergenza abitativa; rimuovere tutte le discriminazioni nell' accesso all' edilizia sociale pubblica per gli immigrati; compiere un monitoraggio/aggiornamento del disagio abitativo; attivare interventi strutturali di ampio respiro utili ad incrementare l' offerta di alloggi in locazione da rendere disponibili sul mercato per i redditi medi, medio bassi ed Edilizia residenziale pubblica; stipulare un Protocollo d' Intesa tra l' Amministrazione comunale e le organizzazioni sindacali degli inquilini; attivare un tavolo di lavoro inter-istituzionale in particolare con la Regione per le  politiche abitative e per l' emergenza; introdurre il canone concordato solidale; istituire un apposito Tavolo di confronto che preveda la presenza delle parti sociali e imprenditoriali;  aumentare l' offerta di alloggi da destinare ad affitto libero, ad affitto a canone concordato e sperimentare quello a canone concordato solidale; prevedere la possibilità di procedere all'acquisto di immobili residenziali liberi da destinare all' Erp, dalle aste giudiziarie, dai fallimenti, dalle Amministrazioni controllate; istituire un apposito Tavolo di confronto per le proposte connesse ai temi urbanistici; stipulare un Accordo quadro con tutte le grandi proprietà immobiliari coinvolte nelle procedure di dismissione, al fine di tutelare gli inquilini.

 

ASA:PERRELLI(PATTO),CHIESTO INCONTRO AD ASSESSORE INCARNATO

COSENZA, 15 Maggio 2006 - Tonino Perrelli, segretario nazionale del Patto Casa, ha scritto all' assessore regionale ai Lavori pubblici, Luigi Incarnato, per sollecitare un incontro sui temi del Patto Casa Provinciale e per conoscere le modalità relative alla concessione del contributo fitto casa. A parere di Perrelli e' necessario discutere, inoltre, nell' ambito di un apposito convegno ''tutte le problematiche relative alle nuove iniziative sugli annosi problemi delle case popolari nonché, sulle commissioni assegnazione alloggi ormai scadute. Il convegno, da tenersi nel prossimo mese di giugno, verterà sul tema Politica della casa. A confronto cultura e demagogia. Saranno presenti gli assessori delle province delle regioni del mezzogiorno unitamente ai parlamentari della commissione Lavori pubblici.

 

 

 

 

FRANA ISCHIA:SFRATTATO SI ASSENTA DA LAVORO,NON VIENE PAGATO ASSESSORE PROVINCIALE, E' UNA VICENDA TRISTE

 

NAPOLI, 15 Maggio 2006 - Si assenta dal lavoro dopo aver perso la casa nella frana di Ischia e non viene pagato dalla ditta della quale e' dipendente. Lo denuncia l'assessore all'Agricoltura della Provincia di Napoli, Francesco Emilio Borrelli che definisce la vicenda triste e che, con una nota, fa saper di aver scritto all'amministratore della Leucopetra, invitandolo a riflettere sul suo gesto. Protagonista della vicenda e' Francesco D'Andrea, ischitano e dipendente della Leucopetra, Spa di Portici di cui anche il Comune possiede una quota. Francesco D'Andrea e' stato sgomberato dalla sua abitazione di Ischia dopo la frana del 30 aprile. La situazione, dunque, e' piuttosto difficile eppure la  Leucopetra, la società per la quale lavora, non ha esitato a sottrargli dallo stipendio i sei giorni in cui non e' potuto andare a lavorare proprio a causa della frana denuncia l'assessore Borrelli che, venuto a conoscenza dell'episodio, ha scritto al dottor Furente, amministratore della Leucopetra, per stigmatizzare l'atteggiamento della società. Di questo fatto interesserò anche il sindaco di Portici, visto che la società dove lavora D'Andrea e' una partecipata e il Comune detiene delle quote conclude l'assessore Borrelli.

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RANA ISCHIA: SFRATTATO E NON PAGATO, INTERROGAZIONE VERDI

 

NAPOLI, 15 Maggio 2006  Se la questione non dovesse risolversi sono pronto a presentare un'interrogazione parlamentare, annuncia l'onorevole Tommaso Pellegrino, deputato dei Verdi eletto nella Circoscrizione Campania 1, riferendosi al caso di Francesco D'Andrea, l'ischitano che ha perso la casa in seguito alla frana del 30 aprile, al quale la Leucopetra di Portici non vuol pagare i sei giorni in cui si e' assentato dal lavoro a causa della tragedia.

 

CASA: ICI; ASTORRE, MODIFICARE NORMA PER IMMOBILI ATER

 

ROMA, 15 maggio 2006  E  fuori di dubbio: urge, a livello nazionale, un intervento che modifichi la normativa in materia di Ici (Imposta comunale sugli immobili) per le abitazioni Ater, ovvero per tutte le locazioni destinate ai cittadini con particolare disagio economico e sociale, abolendo la tassa sulle case popolari. Lo dichiara Bruno Astorre, assessore ai Lavori Pubblici e Politica della Casa   Regione Lazio Non e' più possibile che, sull’edilizia residenziale pubblica, l Ici gravi pesantemente sui bilanci Ater al cospetto di introiti, ovvero di affitti di natura sociale, che risultano sostanzialmente irrisori. Le Ater, con questo regime che risulta obiettivamente insostenibile, vengono schiacciate da oneri finanziari e gestionali. Nel Lazio, ad esempio, le Ater hanno da pochi mesi avviato un piano di risanamento e ottimizzazione del proprio patrimonio immobiliare. Ebbene, tale risanamento non può non passare attraverso l abolizione, a livello nazionale, dell’ ingente onere tributario costituito dall Ici, conclude Astorre.

 

 

CASA:ROMA;ACTION OCCUPA PALAZZO RICUCCI VICINO PIAZZA POPOLO

 

ROMA, 15 maggio 2006 - Aderenti ad Action hanno occupato stamani un palazzo di proprietà del finanziere Stefano Ricucci in Via Ferdinando Savoia, non lontano da Piazza del Popolo. Gli occupanti sostengono che da tempo l'edificio non viene  utilizzato quindi, a loro giudizio, deve essere destinato alle famiglie che hanno emergenze abitative. Il palazzo di Ricucci da alcuni mesi e' oggetto di lavori edili che lo trasformeranno in un albergo. Action chiede un incontro al prefetto di Roma.

 

CASA: VELTRONI CHIEDE E ACTION LIBERA PALAZZO RICUCCI

 

ROMA, 15 maggio 2006 - Il sindaco Walter Veltroni ha chiesto e ottenuto, dalle persone che l'avevano occupato a scopo dimostrativo, di abbandonare l'immobile di proprietà di Ricucci in via Ferdinando di Savoia. Lo comunica l'ufficio stampa del sindaco di Roma, a proposito dell'occupazione compiuta stamani da Action.

 

MARCHE: PROGRAMMA OSSERVATORIO REGIONALE SU CONDIZIONE ABITATIVA

 

Ancona, 15 maggio 2006 - La giunta regionale delle Marche ha definito il programma di attività per l'anno 2006 dell'Osservatorio regionale sulla condizione abitativa e dell'anagrafe per utenza e patrimonio pubblico. L'Osservatorio si occupa, secondo il programma deliberato, della definizione e costruzione di banche dati relative a: patrimonio pubblico di Erp e relativa utenza; fondo sostegno alla locazione; graduatorie per l'accesso all'Erp; scenario comunale di riferimento; beneficiari dei contributi di edilizia agevolata. Si prevede di avere i dati dagli Erap e dai Comuni entro il 30 giugno 2006. I successivi aggiornamenti potranno poi avere cadenza semestrale.  Secondo la procedura, i dati non in possesso dei Comuni devono essere reperiti su altri canali per i quali può attivarsi la Regione stessa. Tra questi, gli sfratti eseguiti nell'anno il cui dato e' in possesso delle Cancellerie Civili presso i Tribunali; il numero di immigrati che hanno richiesto il ricongiungimento familiare il cui dato e' in possesso delle Prefetture e disponibile su base provinciale. Altre informazioni si possono poi acquisire direttamente dal Sistema statistico della Regione Marche. L'intervento rientra nell'ambito del riordino del sistema regionale delle politiche abitative monitorate nella loro efficacia dall'Osservatorio regionale che provvede alla raccolta, normalizzazione e diffusione di informazione e dati su tutto il territorio marchigiano.

 

LAZIO: BRACHETTI, RADDOPPIATO FONDO RIQUALIFICAZIONE IMMOBILI SEQUESTRATI A CRIMINALITA' STANZIATI ANCHE 2 MLN E MEZZO DI EURO PER LOTTA ALL'USURA

 

 Roma 15 maggio 2006  Abbiamo raddoppiato, portandolo a 2 milioni di euro, il fondo previsto nel Bilancio 2006 della Regione  Lazio per la riqualificazione delle aree degradate e per la ristrutturazione di immobili confiscati alle organizzazioni criminali, il cui utilizzo e' destinato a finalità sociali e istituzionali,  attraverso l'affidamento a cooperative e associazioni. E' quanto ha dichiarato l'assessore agli Affari istituzionali della Regione Lazio, Regino Brachetti, durante un incontro con un gruppo di operatori del  volontariato. Si tratta di un grosso sforzo - ha ricordato poi Brachetti -  che abbiamo compiuto in presenza di una delicata situazione  finanziaria dell'ente, a conferma - spiega l'assessore - dell'attenzione prioritaria posta dall'amministrazione regionale nei confronti dei temi della legalità e della tutela della sicurezza dei cittadini. Un impegno - sottolinea Brachetti - che fa il paio con l'altrettanto importante segnale dato sul fronte della lotta all'usura, il cui fondo e' stato portato, per il 2006, a 2 milioni e mezzo di euro. Il progetto che prevede lo stanziamento di fondi regionali per la ristrutturazione degli immobili confiscati nasce da un protocollo sottoscritto tra regione Lazio, prefettura, provincia e comune di Roma, al quale partecipano anche le amministrazioni comunali sul cui  territorio esistono beni confiscati. Secondo il rapporto di Libera, l'associazione che collabora al progetto, su Mafie e antimafie nel Lazio, presentato in occasione dell'edizione 2005 della Carovana antimafie, nel Lazio sarebbero 163 i beni immobili ancora da destinare e 109 quelli già assegnati. La provincia di Roma, secondo il rapporto, fondato su dati dell'Agenzia del Demanio, sarebbe tra le prime in Italia per numero di beni confiscati, ma sequestri  significativi sono stati effettuati anche nelle province di Latina e  Frosinone.

 

CATTOLICA: CEDE PARTE PORTAFOGLIO IMMOBILIARE PLUSVALENZA 55 MLN

 

Roma, 15 maggio 2006 - Cattolica Assicurazioni e le controllate Cattolica Immobiliare, Duomo Assicurazioni e Duomo Previdenza, hanno ceduto oggi a Hellas, società veicolo a cui Lehman Brothers ha apportato la maggioranza dei mezzi finanziari, una porzione del proprio portafoglio immobiliare composta da stabili e unità condominiali per una superficie complessiva di circa 34.000 metri quadrati ad un prezzo di circa 71 milioni di euro, realizzando complessivamente una plusvalenza lorda pari a circa 55 milioni, comprensiva della plusvalenza rilasciata a livello consolidato relativa agli immobili conferiti dalla Capogruppo a Cattolica Immobiliare nel dicembre 2002. Lo informa la società in una nota. L'operazione si inserisce nel più ampio processo di razionalizzazione interna del Gruppo Cattolica volta a migliorare il business immobiliare, massimizzandone la redditività attraverso una gestione dinamica degli immobili e un turnover più elevato del portafoglio immobiliare

 

MAFIA: TORINO, FIRMATO PROTOCOLLO TRA ENTI LOCALI E 'LIBERA' PER RIUTILIZZO BENI CONFISCATI CAPOLUOGO PIEMONTESE E' PRIMA CITTA' NORD ITALIA AD ISTITUIRE  TAVOLO TECNICO

 

Torino, 15 maggio 2006  E' Torino la prima città del nord Italia a siglare un protocollo d'intesa tra istituzioni locali, prefettura, Tribunale, Agenzia del demanio e l'associazione 'Libera' per la creazione di un tavolo tecnico-istituzionale che si occuperà della destinazione e dell'utilizzo a fini sociali e produttivi dei beni immobili confiscati alla criminalità organizzata. Il documento e' stato firmato questa mattina, nella sede della prefettura di Torino, dal presidente dell'associazione 'Libera' Luigi Ciotti, dal presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso, dal presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta, dal sindaco di Torino Sergio Chiamparino e dal prefetto di Torino Goffredo Sottile. Questo tavolo vuole mettere insieme le varie forze -ha spiegato Luigi Ciotti - perché si arrivi ad una confisca reale, concreta, efficace come già avviene in altre parti d'Italia, favorendo le cooperative per i giovani. Quando dieci anni fa abbiamo raccolto un milione di firme per la legge sulla destinazione dei beni confiscati, mai avrei pensato di trovarmi qui oggi a siglare questo protocollo d'intesa. In provincia di Torino, a seguito di ordinanze di confisca definitive emesse dall'autorità giudiziaria, sono 55 i beni immobili sottratti alla criminalità organizzata e ancora da destinare. La mafia in Piemonte -ha continuato Ciotti- non ha messo radici, ma ramificazioni. La presenza c'e'. Tra i beni confiscati ce n'e' anche uno sottratto alla famiglia che ha ucciso Bruno Caccia, per questo io propongo di dedicare a questo grande personaggio piemontese il tavolo tecnico istituzionale. Il tavolo, che ha sede presso la prefettura di Torino, ha il compito di coordinare le iniziative per l'utilizzo dei beni confiscati, di monitorare i risultati dell'iniziativa e di determinare sinergie tra le parti. E' molto importante -ha affermato il prefetto Sottile- il fatto che il Tribunale di Torino comunicherà al tavolo i provvedimenti di sequestro in modo che si possa arrivare, in vista della confisca definitiva, all'individuazione dell'utilizzo del bene.


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