Back

Indice Comunicati

Home Page

Village de tentes de protestataires à Moscou devant le siège du

A Mosca tende di dimostranti davanti alla sede del governo*

 

Venerdì 19 Maggio centinaia di “truffati delle piramidi immobiliari” provenienti da diverse regioni della Russia si sono raccolti davanti alla Casa Bianca russa per reclamare giustizia. Si sono accampati nelle loro tende, ben decisi a portare avanti il loro assedio al governo federale. Sono stati sgomberati dalle forze dell’ordine poco prima di mezzanotte.

Già da mesi il movimento dei “truffati delle piramidi immobiliari” sta prendendo consistenza. Si tratta di famiglie che hanno risposto alla proposta di alcune società immobiliari di costruire edifici a partire dalle quote fornite dai futuri proprietari. Poiché la maggior parte di queste operazioni aveva ottenuto il benestare delle autorità municipali, molti si sono fatti tentare ed hanno versato tutti i loro risparmi a delle società che si sono affrettate a sparire con il denaro raccolto, con il cantiere appena aperto. Lo scandalo è stato molto forte soprattutto a Mosca, dove non sono un segreto per nessuno i legami (anche di parentela) del sindaco Loujkov con le società immobiliari della capitale. Questi scandali colpiscono decine di migliaia di persone in tutto il paese.

Queste ultime si sono organizzate in comitati di difesa che hanno già al loro attivo decine d’azioni di protesta, che raccolgono migliaia di persone, e che si sono concretizzate in alcuni casi in un blocco delle grandi vie di comunicazione. Furiosi per la passività delle autorità politiche, i comitati d’iniziativa hanno optato per un’azione più radicale e non autorizzata ufficialmente: un campo di tende permanente davanti alla Casa Bianca, la sede del governo russo.

Verso le 11 del mattino, in piccoli gruppi, gli “investitori” truffati si dirigono verso la Casa Bianca, con le tende sottobraccio. La piazza brulica già di poliziotti. I militanti, convinti delle loro ragioni, avanzano lo stesso e cominciano a montare le prime tende. Molte di esse sono strappate via dai poliziotti ma i gruppi non indietreggiano, scandiscono slogan e reclamano la presenza di Fradkov, il capo del governo russo. La folla continua ad affluire, impedendo ai poliziotti di intervenire.

I manifestanti esigono dal Presidente della Federazione Russa e del governo il riconoscimento della propria responsabilità in questo scandalo immobiliare di ampiezza federale e la garanzia di un indennizzo o della prosecuzione della costruzione dei loro alloggi.

Gli assalti delle forze dell’ordine sono respinti due volte dagli abitanti arrabbiati, sostenuti da una folla di giovani militanti di sinistra che hanno risposto alla richiesta di solidarietà. A questo punto un centinaio di poliziotti e di OMON (le forze speciali di polizia russe) accerchia il campo e blocca l’ingresso ai nuovi venuti. Due ore dopo l’inizio della manifestazione più di 200 militari, provvisti di armi e cani, arrivano in rinforzo.

Il braccio di ferro dura l’intera giornata e si protrae fino a tarda notte. I dimostranti mantengono in piedi il loro campo e distribuiscono viveri, pronti a sostenere un lungo assedio. Tuttavia, verso le 23.50 gli OMON vanno all’assalto, devastando tende e striscioni. Una cinquantina di partecipanti all’azione, in maggioranza donne, viene caricata con la forza in furgoni e trasportata al posto di polizia più vicino. Il resto dei manifestanti si precipita dietro di loro e improvvisa una manifestazione, urlando “vergogna!”, “fascisti!”.

Poiché per tutto il giorno i media russi hanno largamente trattato gli avvenimenti, senza dubbio per evitare lo scandalo la polizia ha liberato progressivamente tutti i militanti arrestati durante la notte. I  “truffati delle piramidi immobiliari” escono comunque da questa azione radicalizzati nelle loro posizioni. Così come afferma Anastassia Antonytcheva, portavoce del movimento, « non abbiamo più niente da perdere, visto che abbiamo già perso sia i nostri soldi che la nostra casa ». Dalla domenica successiva, due giorni dopo, si ritroveranno già per pianificare le fasi successive della campagna.

 

Carine Clément

Coordinamento Unione dei Soviet



*          Traduzione dall’originale “Village de tentes de protestataires à Moscou devant le siège du gouvernement”. Alice Poli, Alessia Piovanello, volontarie International Alliance of Inhabitants. Maggio  2006.

 


Top

Indice Comunicati

Home Page