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COMITATI DEI CITTADINI – FIRENZE

 

L'INQUIETANTE

OMBRA DI LIGRESTI

SULLA CITTA’

 

 

        Lunedì 29 maggio, si è svolto a Firenze un fugace ma riteniamo significativo incontro di Ligresti con il presidente della Regione Claudio Martini.

Il patron della Fondiaria Sai, proprietaria dell’area a nord ovest della città dove è prevista una devastante cementificazione della Piana, è calato da Milano per contrattare il prezzo di vendita delle aree su cui si svilupperà l’edificazione pubblica di Castello. Come sappiamo, Ligresti pretende che per quei terreni sia versato il prezzo pieno, cioè quello attuale di mercato, da parte proprio di coloro (Regione e Provincia, con l’avallo del Comune) che, con la loro decisione di trasferirvi i propri uffici, hanno determinato il considerevole incremento di valore di aree di per sé poco appetibili.

Cosa potrà accadere nelle prossime settimane? Riteniamo che le Amministrazioni locali, non disponendo di finanziamenti per poter completare l’insana operazione di trasferimento a Castello, stiano vagliando sia le occasioni immobiliari da offrire a Ligresti a compensazione della transazione di quelle aree, sia le procedure amministrative, edilizie e urbanistiche affinché tutto possa risultare formalmente corretto. Sembra quasi di intravedere una sorta di gioco del Monopoli in cui i giocatori si affrontano a colpi di alberghi, centri residenziali, porzioni di città, tragicamente sulla pelle dei cittadini, le cui condizioni di vita peggioreranno sensibilmente in seguito agli affari stipulati tra i protagonisti della partita.

Già si sente dire che l’attuale sede della Regione (“i palazzoni di Novoli”) potrà essere ceduta a Ligresti per crearvi alberghi e centri commerciali; naturalmente il Comune, garante della convenzione stipulata a gennaio, si deve prestare all’operazione assicurando, con opportune varianti al PRG, il cambiamento di destinazione d’uso degli immobili.

Si tratta di pratiche davvero discutibili che nulla hanno a che fare con il buon governo della città e dell’urbanistica, essendo simili a tutt’altro genere di operazioni.

 

Riteniamo essenziale, ancora una volta,

 

●denunciare queste pratiche di contrattazione

●chiedere una moratoria del piano di Castello che consenta di avviare una pubblica discussione sulla destinazione e sulle trasformazioni di quell’area.

 

Ci sembrano richieste minime, ma indispensabili, per una rigorosa moralizzazione della vita pubblica della città sulla scorta dei principi della trasparenza, della partecipazione e della sostenibilità. 


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