Back

Indice Comunicati

Home Page

e

Governo e Paese. In un groviglio di disordini si rischia di perdere la bussola. Le responsabilità della sinistra dell’Unione.

 

Ogni piovasco è un disastro, le strade si stanno sgretolando, comprese le autostrade, decade la qualità delle ferrovie, e il lusso si espande, c’è chi incassa a mani basse, c’è chi annaspa. Il costo del sistema, crescente e insopprimibile, sta scaricandosi su una parte della popolazione.

Ci stiamo divaricando, chi se la cavava si restringe, mentre altri s’allargano; la lotta tra le classi esiste, ma funziona per una sola parte.

Che resistenza possono intraprende i precari del lavoro e i vessati dal caro affitti o le famiglie stritolate dai redditometri? Subire, spendere meno, molto meno, affittare una stanza, andare a servizio; per altri retrocedere gradualmente, consumando i pochi risparmi.

In questi giorni il governo si è riunito per due giorni. Non è chiaro, per ora, per che fare.

Guardiamo i titoli delle questioni:  sul versante dei cosiddetti diritti civili e di cittadinanza la mediazione non è facile.

Procreazione assistita, sperimentazione, sanzioni ai tossicodipendenti, centri temporanei di “detenzione” per gli immigrati clandestini, amnistia e indulto, il cosiddetto PACS: su ogni aspetto si fronteggiano posizioni progressiste e conservatrici.

Sul versante dei diritti sociali, il braccio di ferro è visibile e foriero di lacerazioni sul precariato innanzi tutto; cioè sulla civiltà nel lavoro. Ma contemporaneamente sotto tiro è la sanità ed ancora non si parla di casa; divaricatile posizioni sui cosiddetti grandi lavori, a partire di interi tratti della TAV per arrivare al Ponte sullo Stretto.

Infine ma non ultimo il ritiro della missioni militari in Iraq e la crisi della missione in Afganistan.

Cose da far girar la testa.

Il centro destra ritiene di poter contrapporre a tutto questo una sua compattezza. Certo, più compatto lo è stato nel galleggiare nello sfascio, nel proporre la leggi del menga, nel mostrare i muscoli nei confronti dei pezzenti, nel nascondere la spazzatura sotto il tappeto di casa. Giorni fa il procuratore della repubblica di Milano Giovanni Greco ha lanciato un terribile grido d’allarme, che è apparso solo per pochi secondi nei telegiornali: l’economia illegale, delinquenziale, sta prevalendo nel nostro paese.

Tutto questo è angosciante.

Sto riflettendo. I ministri sono alle prese con la ricostruzione dei dicasteri, inquinati da cinque anni di malgoverno; si devono fare i conti, quelli veri; è un test scivoloso. C’è il rischio che una pulsione paralizzi l’altra; che si vada avanti con auspici ed approfondimenti fine a se stessi.

La maggioranza al Senato è esigua; ogni legge deve arrivare con l’unanimità dei consensi dei partiti dell’Unione. C’è il programma, ma su gran parte delle opzioni si presta ad una doppia o tripla lettura.

Da che parte allora prendere il bandolo della matassa?

Non mi convince chi, vicino a noi, ci propone “più” movimento; noi già ora con il fiatone e un’acuta consapevolezza dei nostri limiti. La politica conta, contano le aggregazioni e conta anche l’apparenza

Se nell’Unione i fautori del futuro partito democratico per ora sono tutt’altro che compatti come si presenta la sinistra dell’Unione? Ognuno per sé, ancora a colpirsi ai fianchi.

Qui sta appunto il bandolo della matassa. Oggi, il disordine sotto il cielo, per parafrasare al contrario una massima di Mao, non è una condizione eccellente. La disgregazione produce altra miseria, altra alienazione; e non solo nell’economia, parlo di città, di quartieri, di caseggiati, di strade e piazze, di sere e notti, di loschi traffici, di territori al collasso, spietati con i meno abbienti e i fisicamente deboli.

Ci vuole la svolta nella sinistra dell’Unione, non ridotta ad un patto di consultazione, ma rilanciata da una ispirazione esposta pubblicamente, con la produzione di grandi eventi unitari, con sigle e bandiere unitarie.

Noi, popolo precario e immiserito ne abbiamo bisogno e diritto.

 

Vincenzo Simoni

 

 


Top

Indice Comunicati

Home Page