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Politica della Casa

Politica della Casa.

Le proposte di legge, presentate dai gruppi parlamentari di Senato e Camera e dalla Segreteria Nazionale del PRC.

 

Sono state presentate martedì 13 giugno 2006 alla sala stampa del Senato. Presenti i segretari nazionali di Unione Inquilini, Sunia, Sicet, Uniat, rappresentanti delle segreteria nazionali di CGIL, CISL e UIL, e i rappresentanti nazionali delle associazioni della proprietà Confedilizia, UPPI. ASPI, APPC. Ad illustrare le proposte Walter De Cesaris, responsabile nazionale del PRC per le politiche abitative e i senatori del PRC  Giovanni Russo Spena, Salvatore Bonadonna e Tommaso Sodano. Dopo la presentazione sono intervenuti i rappresentati dei sindacati e delle associazioni. Ampio il consenso dei sindacati inquilini e confederali, riserve prevedibili delle associazioni della proprietà sulla abolizione del canale unico e loro indifferenza alle proposte sull’ICI per la prima casa.

 

L’impianto delle proposte potrebbe essere letto come un testo unico. Si articola nelle seguenti nove proposte.

 

  1. Disciplina dell’intervento pubblico nelle politiche abitative. In 8 articoli si da attuazione a quanto disposto dal D.L. 31 marzo 1998, n. 112, definendo le finalità dell’intervento pubblico, i soggetti dell’intervento pubblico, i programmi di edilizia residenziale pubblica di interesse nazionale, le modalità dell’intervento pubblico, gli interventi per il recupero del patrimonio immobiliare pubblico, il finanziamento dell’intervento pubblico nelle politiche abitative, l’assetto proprietario degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e la costituzione dell’Osservatorio della condizione abitativa.

 

  1. Nuova disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo e modifiche alla legge 9 dicembre 1998 n. 413. In  3 articoli si interviene con una nuova tassazione sugli alloggi non locati, ma soprattutto con un disposto che porta alla soppressione del canale contrattuale libero, ad un nuovo sistema di agevolazioni fiscali connesso al canale contrattuale concordato, norme vincolanti per la contrattazione con la grande proprietà, profonde modifiche sul rilascio degli immobili, il diritto degli inquilini a detrarre ai fini fiscali il canone corrisposto e tutto questo collegato ad accurate norme transitorie.

 

  1. Norme per le procedure relative ai rinnovi contrattuali per le grandi proprietà private sulla base dei criteri di cui all’articolo 2 comma 3 della legge 431/98. In un solo articolo si obbliga la grande proprietà a definire con le organizzazioni sindacali degli inquilini i canoni anche ai contratti scaduti.

 

  1. Norme per la requisizione di immobili di grandi proprietà sfitte per destinarli alle famiglie in emergenza abitativa. In un solo articolo si stabilisce l’oggetto della requisizione, i termini temporali di durata della medesima, la modalità di assegnazione, l’entità del risarcimento.

 

  1. Disciplina del recupero di unità immobiliari residenziali nei centri storici dei comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti e nei comuni capoluoghi di provincia. In 8 articoli si interviene sui progetti di recupero definendo l’ambito territoriale, l’oggetto del recupero, le clausole connesse alla concessione o autorizzazione edilizia, il modus operandi della pubblica amministrazione, la forma con cui redigere il progetto, clausole di garanzia pubblica per inadempienza del privato, rinvii alle norme sui ricorsi al Tar.

 

  1. Norme per il recupero ad uso abitativo di immobili di proprietà pubblica e privata attraverso cooperative di autorecupero. In 6 articoli di dispone il censimento degli immobili pubblici, l’individuazione degli immobili passibili di autorecupero, i bandi di assegnazione, la convenzione per l’assegnazione, la realizzazione dell’autorecupero, i compiti delle regioni.
  2. Disposizioni in materia di dismissioni di immobili di grandi proprietà private. L’articolo unico con sei commi dispone l’obbligo dei offrire prioritariamente l’acquisto a titolo di prelazione agli inquilini, la definizione di grande proprietà, l’obbligo a inserire in tutti i contratti di locazione il diritto di prelazione, per le dismissione attuate o avviate il divieto dei nuovi proprietari a rivendere nei cinque anni successivi all’acquisto, la fissazione dei prezzi di vendita, l’obbligo a definire la materia con appositi accordi con le organizzazione sindacali degli inquilini, garanzie sociali per chi non ha potuto esercitare l’opzione all’acquisto, l’esclusione degli alloggi pubblici soggetti a cartolarizzazione e gli alloggi di ERP da questa normativa.

 

  1. Disposizioni in materia di esenzione dall’ICI sulla prima casa e di agevolazioni ai fini ICI. Articolo unico con 8 commi. Si dispone l’esenzione dall’ICI delle unità immobiliari adibite ad abitazione principale nonché le unità abitative di proprietà degli IACP ovvero loro consorzi comunque denominati, ad esclusione delle categorie catastali A1, A8 e A9, una nuova modalità di tassazione progressiva a partire dalla seconda abitazione, la fissazione per gli alloggi non locati di una imposta non inferiore a 10 per mille, per i Comuni la previsione di un eventuale ripianamento del minor gettito con trasferimenti da parte dello Stato; la facoltà per i proprietari di u.a. locate con canone concordato di detrarre dal reddito imponibile l’ICI corrisposta, la copertura dell’onere derivante dalla detrazione d’imposta suddetta con l’abrogazione della detrazione forfetaria del 15 % a favore dei locatori che stipulano contratti a libero mercato.

 

  1. Introduzione dell’art. 15 bis del testo unico delle imposte sui reddito, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n, 917, in materia di detraibilità dell’imposta comunale sugli immobili. Articolo unico con 6 commi. La detrazione per l’ICI versata è riferita a abitazione principale con un valore catastale inferiore a 300.000 euro, imposta interamente detraibile se il proprietario dispone di reddito complessivo inferiore a 50.000 euro, del 50% se il reddito è tra i 50.000 e i 100.000 euro, la norma ha applicazione dal periodod’imposta in corso alla data del 1 gennaio 2006, alla copertura finanziaria si provvede mediante maggiori entrate derivate dalla soppressione dell’esenzione dall’ICI degli immobili a destinazione economico-commerciale degli enti ecclesiastici. Si dispone altresì un monitoraggio dell’attuazione del presente articolo e la facoltà per il Ministro dell’economia e delle finanze di apportare con propri decreti occorrenti variazioni di bilancio.

 

In file allegato i nove testi ognuno corredato dalla presentazione da parte dei proponenti.


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