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15.06.06. Veneto -Comunicato stampa segreteria regionale Unione Inquilini
su indagine GdF immobili INPDAP Triveneto
CASA-INPDAP: "CONFIDIAMO CHE L'INDAGINE DELLA GUARDIA DI FINANZA FACCIA
FINALMENTE CHIAREZZA"*


In relazione alle notizie di stampa relative all'indagine avviata dalla
Guardia di Finanza sulla gestione
degli immobili INPDAP del Triveneto la segreteria regionale dell'Unione
Inquilini del Veneto ha rilasciato la
seguente nota:

"Alcune domande a voce alta tra i tanti casi che suscita l'indagine della
Guardia di Finanza sulla gestione INPDAP: perché sembrerebbe che un
inquilino INPDAP di via Valgimigli (Padova) abbia dovuto pagare il
rifacimento dei tetti di altri immobili INPDAP di via Palestro (Padova)?
Perché sembrerebbe che lo stesso abbia dovuto pagare il riscaldamento
contabilizzato da un sistema denunciato come taroccato?

Ci credete? Nonostante l'incredibile trascinamento per oltre 5 anni del
processo che avrebbe dovuto chiarire questi aspetti,
quell'inquilino non ha potuto ricevere risposte, costretto a rinunciare alla
causa per poter comprare la casa cartolarizzata,
costretto a pagare persino le spese legali della controparte e di una
perizia di tribunale abortita, sulla base di un accordo siglato da altro
sindacato senza il suo consenso.
Anche per questi motivi l'indagine della Guardia di Finanza sulla gestione
degli immobili INPDAP del Triveneto non deve stupire ed è la benvenuta: da
oltre 25 anni l'Unione Inquilini e i comitati denunciano costi gonfiati,
conteggi di spese incomprensibili e mancata manutenzione e messa norma degli
impianti che, puntualmente ricadono sulle bollette degli inquilini. Si
tratta di una situazione degradata, con pesanti responsabilità politiche e
gestionali, peggiorate nel passaggio dalla gestione pubblica CPDEL a quella
privata GEFI, messe ben in luce da indagine giornalistiche, tra le quali
spicca quella realizzata pochi mesi fa da Report.
Perciò l'Unione Inquilini ha chiesto incontri, promosso interrogazioni
parlamentari e sostenuto la difesa sindacale e legale degli inquilini che,
stanchi di subire e in assenza di chiarimenti da parte dei dirigenti
pubblici e privati, decidevano di pagare cifre congruenti, non quelle mai
pubblicamente documentate.
Perché l'INPDAP, anziché andare a verificare assieme gli errori gestionali,
non ha voluto rispettare gli accordi firmati dalle
legittime rappresentanze degli inquilini come nel caso della Cita di
Marghera?
Perché, di fatto, ha imposto accordi che addossano agli inquilini costi non
documentati?
Se qualcuno sperava che, con la divisione causata dalle vendite, tutto
sarebbe stato messo a tacere, confidiamo che l'indagine della Guardia di
Finanza faccia finalmente chiarezza."

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