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COMUNICATO STAMPA di ACTIon

COMUNICATO STAMPA di ACTIon

 

L’epoca del centro sinistra al governo si apre con il primo grande processo per associazione a delinquere ad un movimento di tutela dei diritti

 

Il 24 novembre prossimo si aprirà il processo ad Action, accusata dagli immobiliaristi a dal PM Vitello, del reato di “associazione a delinquere finalizzata all’occupazione del patrimonio immobiliare”. Lo ha deciso oggi, 15 Giugno, il GUP Frigenti disponendo il rinvio a giudizio per 12 attivisti di Action.

Di fatto, da oggi, siamo passati dal rischio che la questione casa diventi solo un problema di ordine pubblico, alla certezza che la lotta per il diritto all’abitare sia ormai considerata un’attività criminale a tutti gli effetti e come tale venga perseguita.

Potremmo dire che ce l'aspettavamo, ma ciononostante non si giustifica la gravità del provvedimento. La solerzia del PM Vitello e la pressione delle proprietà ha prodotto una miscela micidiale contro la nostra associazione, che nonostante il proprio impegno nella tutela di famiglie sotto sfratto e senza casa, si ritrova da sola a difendersi contro un'accusa pesantissima che rischia di fare carta straccia dei diritti associativi garantiti dalla Costituzione.

Che si tratti di prove di controriforma costituzionale prima del tempo?

Oltretutto questo modo di agire coinvolge direttamente le amministrazioni con le quali collaboriamo quotidianamente: devono temere o no di essere giudicate corresponsabili dei nostri crimini? Sicuramente si sono giovate del nostro contributo. La Delibera 110/05 l'abbiamo in buona parte stesa noi e spesso famiglie in difficoltà o sfrattate hanno trovato prima una soluzione con noi e poi attraverso varie sollecitazioni con l'amministrazione capitolina.

Per noi questo processo sarà un importante banco di prova per verificare lo stato della cultura democratica di questo paese, di questo governo e di questa città. Per verificare cioè se nello spazio conquistato dal protagonismo sociale di movimenti e cittadini c’è posto per una nuova concezione della società - aperta alle richieste di cittadinanza provenienti da più parti - oppure solamente per una restaurazione della vecchia.

Da parte nostra, a maggior ragione oggi che una famiglia su 248 è sotto sfratto, continueremo a mobilitarci sia per una profonda modifica della legge 431/98 che per l'applicazione della delibera comunale 110/05; continuando a picchettare le abitazioni a rischio di sfratto; chiedendo la garanzia del passaggio da casa a casa; sostenendo con forza la requisizione di stabili lasciati colpevolmente vuoti; denunciando le miserie finanziarie di istituzioni come la Banca d'Italia che con una mano aprono la porta a Ricucci e con l'altra impugnano il manganello contro le famiglie occupanti di via Carlo Felice, 69; difendendo senza se e senza ma le occupazioni minacciate di sgombero dal Prefetto Serra.

 

 

Roma, 15 giugno 2006                                          ACTIon - Agenzia comunitaria diritti


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