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Unione Inquilini

Unione Inquilini

Coordinamento Toscano

 

Firenze, 10 luglio 2006.

 

Orientamenti sull’edilizia residenziale pubblica in rapporto alla Toscana

 

 

  1. Premessa. Il quadro politico nazionale è profondamente mutato. La questione casa è considerata dal programma dell’Unione come una priorità all’interno di un diverso welfare con affermazioni significative: la casa è assunta come diritto fondamentale, per gli sfrattati deve essere garantito il passaggio da casa a casa, si afferma l’esigenza di arrivare a una presenza pubblica su standard europei, è ribadita la strategicità dell’edilizia sovvenzionata affiancata da un settore di offerta casa a canoni moderati. Non solo. In queste settimane sono stati depositati progetti di legge che partono dall’esigenza di dare attuazione piena al DL Bassanini che affida allo Stato la definizione degli standard essenziali per l’edilizia residenziale pubblica. Ci riferiamo al cosiddetto “pacchetto casa” del PRC già in agenda alla Camera dei Deputati presentato in conferenza stampa a Roma alla presenza dei segretari nazionali di Sunia. Sicet, Uniat, Unione Inquilini, dei rappresentati delle segreterie nazionali di CGIL, CISL, UIL, dei presidenti o loro delegati di tutte le Associazioni della proprietà immobiliare; tale “pacchetto” derivato dalle istanze di un largo movimento per il diritto alla casa ha ottenuto il pieno sostegno dei sindacati inquilini e confederali e sarà seriamente esaminato dal fronte della proprietà. Questo avviato percorso non può non avere una ricaduta  regionale, in rapporto con la Conferenza delle Regioni e con i Comuni coordinati nell’ANCI.
  2. Che fare con l’Edilizia Residenziale Pubblica? Il Coordinamento Regionale dell’UI dissente radicalmente con chi vuole demolire o snaturare il settore, spalmandolo in un più largo settore “sociale”, che insegue i parametri del mercato immobiliare. L’ERP è settore separato dal mercato, come lo è il sistema sanitario nazionale e la scuola pubblica. Corrisponde a bisogni essenziali, a strati popolari poveri e impoveriti e purtroppo ad una loro crescente dilatazione. Se è vero che altri settori, in qualche modo garantiti, stanno sprofondando nella precarietà sociale, tale passaggio rafforza la necessità di un immediato rilancio dell’ERP “sovvenzionata”, incentrata cioè sul canone sociale. Un “terzo” settore è certamente concepibile, si possono sperimentare partnership con fondazioni bancarie, investimenti ad hoc, convenzioni con privati, ma si tratta di una complementarietà rispetto al grosso dei bisogni. Da cui le deduzioni a livello della stessa politica regionale toscana.
  3. La Toscana deve rilanciare l’edilizia residenziale pubblica sovvenzionata. Fondamentale è il livello nazionale del finanziamento almeno nella misura minima richiesta dalle organizzazioni sindacali (1 miliardo d’euro) e deve essere introdotto già con la prossima legge finanziaria. Al tempo stesso va ribadito che i fondi derivati dal settore (avanzo canoni e proventi delle vendite) devono essere impiegati esclusivamente nel settore, e in via prioritaria per aumentare il parco abitativo; e che già dalle impostazioni dei bilanci preventivi sul 2007 vanno aperti specifici capitoli di bilancio a livello regionale e in cosiddetto ambito LODE, derivandoli dalla fiscalità periferica anche con formule innovative.
  4. Questioni sull’accesso, sui canoni e sulle vendite nell’ERP. Migliorare o demolire le leggi esistenti? Il Coordinamento regionale prende atto che le nostre critiche allo “spezzatino” introdotto con la costituzione degli ambiti LODE ( con meno potere dei consorzi) e le successive SpA di gestione stanno in qualche modo passando nelle stesse posizioni della Amministrazione Regionale. Coerentemente affermiamo la nostra contrarietà ad altri spezzatini legislativi, che portassero allo svuotamento dei parametri della legge regionale 96/1996 e ad attribuzioni decentrate addirittura a livello comunale per la definizione dei requisiti per l’accesso e la successiva formazione dei canoni. Se qualcosa va innovato per l’accesso questo deve riguardare l’apertura Bandi ERP con adeguati punteggi ai soggetti a precarietà acute, dieci anni fa appena intraviste. Ci riferiamo alle morosità incolpevoli, ai redditi apparentemente non da lavoro subordinato, all'enorme difficoltà di certificazione dei redditi “neri”; questo si può e si deve fare intervenendo sulle “tabelle” e non con chissà quali stravolgimenti dell’impianto delle legge regionale in vigore. I canoni non possono essere rapportati a quelli di mercato, neppure nell’accezione dei canoni cosiddetti concordati che hanno un organico rapporto con l’andamento dei listini immobiliari. E’ essenziale mantenere l’impianto base della legge 96/1996 cioè il rapporto tra canone e reddito, che pur presentando delle anomalie, da noi evidenziate già in fase di elaborazione di quel testo, mantiene una ispirazione che va riaffermata. Passando alla questione delle vendite il Coordinamento regionale dell’UI ricorda che solo il nostro sindacato si oppose anche a livello di TAR della Toscana all’applicazione della soglia massima della quota vendibile (75%) prevista ma non obbligata dalla legge 560/03; la nostra opposizione era motivata anche per le paventata, e puntualmente verificata, conseguenza pesanti sulla disponibilità di stock di alloggi di resulta essenziali per fronteggiare adeguatamente la crescente emergenza abitativa; ricordiamo che altrettanto fermamente ci si oppose alla vendita a base d’asta di parte del patrimonio comunale situato nei centri storici. Ogni volta abbiamo avuto in giudzio, di fronte e contro le nostre tesi, le amministrazioni regionali e comunali. Pertanto oggi più di ieri ci attestiamo su quelle posizioni non per già “rivalutare” i prezzi di vendita (ancora riferiti al “mercato”!) ma per difendere e ampliare lo stock di edilizia residenziale pubblica. In ogni caso non potremmo concordare con iniziative regionali che bypassassero la legge esistente mentre saremmo disponibili ad introdurre un ben più efficace vincolo a non rivendere sul mercato il bene acquistato. Su questo esiste una nostra precisa proposta a livello nazionale.

 

In conclusione:

 

il Coordinamento Regionale dell’UI si impegna e richiede:

 

-         il consolidamento e lo sviluppo dell’ERP – sovvenzionato – in un quadro di riferimento normativo nazionale e con impegni di spesa anche regionali e intercomunali;

-         la ripubblicizzazione della gestione del patrimonio residenziale pubblico con forme più autorevoli di partecipazione democratica e con ambiti territoriali che garantiscano l’efficienza e l’impiego di risorse adeguate;

-         la modifica dei Bandi per l’accesso all’ERP (questione delle morosità e redditi precari);

-         la non introduzione dei meccanismi ISE nell’ERP, contestualmente ad un accertamento con il Ministero della Solidarietà Sociale delle sue conseguenze, in modo da apportare opportune ed eque rettifiche per tutti i criteri per l’accesso alle prestazioni sociali.

 

Su questa base l’UI è disponibile ad un confronto a tutto campo.

 

 

 

 

Il Coordinamento Regionale

dell’Unione Inquilini

 

 

 

 


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