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Unione Inquilini delle  Marche. La posizione sulle modifiche della Legge 36/2005 - incontro del 14-9-2006 in Comune di Ancona
 
APPUNTI PER L'INCONTRO DEL 14 - 9 - 2006 presso il COMUNE DI ANCONA
con Assessore alla Casa Dott. Rag. LANFRANCO GIACCHETTI
SUL TEMA: MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 36-2005
 
 
Cari amici e compagni, Dirigenti ERAP e Sindacati,
IN ALLEGATO sono evidenziate sono le MODIFICHE che intendiamo apportare alla proposta di legge che va a modificare ed integrare, la disciplina contenuta nella Legger regionale n.36 del 16.12.2005 sul "riordino del sistema regionale delle politiche abitative".

Il punto cardine del nostro ragionamento è il punto 1, che vogliamo così modificato:

1. Gli enti proprietari del patrimonio di ERP sovvenzionata si avvalgono prioritariamente per la sua gestione degli ERAP territorialmente competenti previa stipula di apposita convenzione.

Le tre parole: " Si avvalgono prioritariamente" SOSTITUISCONO le parole "possono avvalersi" Questo per garantire la ORIGINARIA ed ancor oggi valida FUNZIONE SOCIALE degli IACP/ERAP, i quali hanno, al loro interno, tutte le capacità professionali necessarie per essere il vero e proprio punto di riferimento privilegiato dei COMUNI, in tutte le operazioni edilizie ed immobiliari, ognuna delle quali dovrà prevedere quote riservate per la costruzione di alloggi di edilizia pubblica sovvenzionata con una quota parte degli UTILI di esercizio.

Secondo la nostra "filosofia", i Comuni, prima di intraprendere una qualsiasi iniziativa all’esterno, devono INTERPELLARE PRIORITARIAMENTE tutti gli ERAP delle Marche.

Questo non deve essere inteso come un laccio, un vincolo per il Comune, ma come una GARANZIA che si ha quando si sa di rivolgersi ad una istituzione solida, efficiente, sicura e soprattutto pubblica, con tutti gli obblighi che ne conseguono per il rispetto delle leggi sulla sicurezza nei cantieri, e sulle norme di costruzione, QUALITA’ e LEGALITA’, TRASPARENZA e soprattutto: FUNZIONE SOCIALE.

Le altre modifiche più importanti riguardano i requisiti per l’accesso, che prevedono la cittadinanza italiana o di altro paese dell’Unione o la titolarità di permesso di soggiorno almeno annuale, ed i proventi dei canoni che devono essere maggioritariamente destinati alla copertura dei costi della gestione amministrativa e manutentiva.

In caso di vendita, per le famiglie in cui è presente un portatore di handicap o un anziano ultrasessantacinquenne, l’assegnatario ha facoltà di rimanere nell’alloggio che pertanto non viene alienato a terzi, fatta salva la facoltà del Comune di attuare la mobilità qualora la volontà dell’assegnatario e le sue condizioni oggettive o soggettive lo consentano.


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