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Al Governo,

Al Governo,

Agli e alle abitanti di Roma e delle città italiane,

 

Siamo sfrattati/e, occupanti di casa, inquilini che vivono ogni giorno la precarietà abitativa sulla loro pelle, pagando affitti da capogiro a chi in questi anni ha fatto della speculazione immobiliare la sua fortuna, mentre il paese s’impoveriva.

Ci rivolgiamo al Governo che da tempo deve decidere sulla possibilità che decine di migliaia di famiglie possano essere cacciate dalle abitazioni in cui vivono, soprattutto a causa del caro affitti e della svendita del patrimonio pubblico.

Solo nella nostra città negli ultimi cinque anni più di 5000 famiglie hanno ricevuto una richiesta di sfratto, quasi il 70% di queste non sono riuscite a pagare regolarmente il loro canone, 2500 di queste famiglie hanno dovuto ricevere l’umiliazione di vedere un ufficiale giudiziario come unica risposta dello Stato alla loro difficoltà. Il governo, la regione, il comune di Roma hanno  offerto poco e chi si è trovato stretto dalla morsa dello sfratto solitamente ha dovuto portare le sue cose sul marciapiede; l’unico vero argine a questa dilagante emergenza sociale è stato opposto dalla mobilitazione dei movimenti di lotta, dalla resistenza individuale e strenua  a cui molti sono stati costretti da un mercato senza regole che ha visto aumentare gli affitti in pochi anni del 139% ed il prezzo delle abitazioni più del 70%.

Noi crediamo che questi numeri parlino chiaro evidenziando una situazione di emergenza che, soprattutto nelle grandi città, diviene di giorno in giorno più estesa e drammatica.

Noi crediamo che di fronte a questi numeri qualcuno debba vergognarsi e riflettere.

Riflettere sulle cartolarizzazioni, sulle grandi e piccole speculazioni immobiliari che hanno devastato le nostre città, sulla cancellazione dei fondi per edilizia residenziale pubblica, sui finanziamenti dati a pioggia per contributi all’affitto che non hanno dato risposte serie e strutturali ai nostri problemi, su un mercato in cui gli interessi delle piccole e delle grandi proprietà la fanno letteralmente da padroni. Riflettere sulle scelte politiche che hanno prodotto questa situazione di guerra sociale quotidiana e permanente. Le dismissioni, la rinuncia ad un forte intervento pubblico, il libero mercato hanno trasformato il bisogno di una casa in una merce rara, costosa, inaccessibile.

Queste scelte hanno trasformato le nostre vite in una corsa ad ostacoli per arrivare alla fine del mese e per tirare avanti, costringendoci ad indebitarci fino all’osso per pagare mutui impossibili, affitti irraggiungibili, costringendoci a pagare un posto letto a peso d’oro, a coabitazioni forzate, a vivere in alloggi i fortuna, oppure sul filo del rasoio aspettando, con la pistola puntata alla tempia, che venga eseguita la sentenza di sfratto.

Sulle possibilità di accesso al bene casa si definisce, oggi, uno dei confini fra cittadinanza ed esclusione; per questo la casa non può più essere considerata un investimento, un bene privato, terra di conquista per grandi e piccole speculazioni, occorre una inversione di rotta totale, una rivoluzione copernicana che metta al centro delle politiche nazionali e locali il diritto all’abitare, che cominci a considerare la “casa” come un bene comune ed inalienabile.

Per tutte queste ragioni consideriamo il decreto con il quale il governo dovrà affrontare l’emergenza sfratti come un banco di prova; non solo occorre un blocco generalizzato degli sfratti e degli sgomberi, bisogna definire ed attuare tutti gli strumenti necessari a garantire il passaggio da casa a casa, per uscire una volta per tutte dalla rincorsa all’emergenza.

 

Chiediamo:

 

- Un blocco Generalizzato degli Sfratti e degli Sgomberi e la garanzia del passaggio da casa a casa.

- Una nuove legge sulle politiche abitative che superi il canone libero ed il libero mercato.

- Un investimento serio sull’Edilizia Residenziale Pubblica che porti l’edilizia sovvenzionata fino ai          livelli europei del 20% sul patrimonio complessivo.

- Di reperire con urgenza finanziamenti straordinari per le grandi città non solo per affrontare l’emergenza ma soprattutto per attuare interventi seri e strutturali. In modo particolare per Roma riteniamo necessario un finanziamento straordinario che consenta al Comune di acquistare ( come previsto dalla delibera 110/05) gli alloggi degli enti previdenziali e quelli derivanti dai Cambi di destinazione d’uso; di avviare i nuovi piani di edilizia residenziale pubblica in costruzione diretta.

 

Venerdì 22 Settembre dalle ore 10.00 saremo sotto palazzo Chigi ad attendere queste risposte

 

Un milione di Case Popolari Subito!

 

Movimenti per il diritto all’Abitare – Roma

 

 

 


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