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Uprising in Kazakhstan: the story of Shanyrakh

Sollevazione in Kazakistan contro gli sfratti: la storia di  Shanyrakh*   

 


 


Alma Ata, 14/7/06, Blocchi stradali contro gli sfratti a Shanyrack

 

Alcuni paesi della CSI hanno mostrato recentemente un enorme potenziale d’instabilità politica e sociale.

Il Kazakistan ne è un esempio. Gli eventi che hanno gettato questo grande stato dell’Asia centrale nello scompiglio hanno rivelato un nuovo potenziale d’instabilità sul territorio dell’ex URSS. Dopo l’Ucraina, il Kirghizistan e la Georgia, il Kazakistan sembra essere il prossimo sull’agenda delle “rivoluzioni” imminenti.  

Gli avvenimenti descritti in questo articolo sono stati provocati dai tentativi delle autorità di Alma Ata, la più grande città kazaka, di sfrattare i cittadini di un’intera area urbana, Shanyrakh, dalle loro case senza risarcimenti in denaro o in alloggi.

Questa storia nasce quando la maggior parte degli abitanti di Shanyrakh è arrivata ad Alma-Ata da altre regioni kazake in cerca di lavoro. Guidati dal bisogno di una casa e incoraggiati dalla connivenza silenziosa degli ufficiali locali, hanno costruito un’intera area residenziale investendo il loro denaro e usando la propria forza lavoro.

Per molti aspetti la nuova area residenziale popolata da ben 15 mila persone fa pensare alle terribili favelas brasiliane, le “gecekondu” turche e le “chor gaadi” di Mumbai, una forma istituita e istituzionalizzata di costruzioni fatte da poveri abitanti e di auto-governo locale in diversi paesi. Tuttavia, questo paragone è quasi irrilevante nel caso di Shanyrakh. La “bidonville” kazaka non sembra uno di quei bassifondi sparsi in molti paesi del terzo mondo. L’area di Shanyrakh è popolata dai cosiddetti esponenti della “classe media” – insegnanti, professionisti, operai e impiegati qualificati, che non sono riusciti a trovare un’abitazione più decente una volta arrivati nella capitale kazaka. E sembra che, in un primo tempo, le autorità cittadine siano state interessate a questa forma di auto-costruzione e di auto-organizzazione. Ma i tempi cambiano. Quel che più conta, cambiano i prezzi dei beni immobili. La terra nell’area descritta è diventata troppo costosa e “redditizia“ per i funzionari, per non pensare ai possibili profitti che deriverebbero dalla vendita di questa zona ad imprese di costruzioni.    

 

Così, gli abitanti e le loro “baracche” di mattoni e cemento sono stati condannati

 

Nel 2004 il tribunale cittadino ha decretato che gli abitanti di Shanyrakh dovevano essere sfrattati dalle case che si sarebbero demolite. La gente non è stata risarcita per gli alloggi.

Da allora la vita si è trasformata in un incubo per gli abitanti della zona. Hanno cominciato ad essere perseguitati dagli ufficiali giudiziari e dalla polizia. Lo scopo principale delle autorità era di intimidire gli abitanti e indurli a cercare altre zone residenziali fuori città. Alcuni abitanti sono stati arrestati dopo il tentativo di sfrattare alcune famiglie all’inizio del 2004. I locali sono corsi a salvare i loro vicini e hanno sostenuto scontri cruenti con la polizia, gli ufficiali giudiziari e i criminali. 

Gli abitanti hanno osato resistere! Hanno respinto il primo attacco della polizia volto a sfrattarli. Questo fatto ha sorpreso i funzionari. L’improvvisa e aspra resistenza messa in atto dagli abitanti ha colto le autorità abbastanza alla sprovvista. E la vita ovviamente si è trasformata in un incubo non solo per gli abitanti!  

La situazione è diventata anche più complicata quando le autorità hanno messo in atto sfratti in larga scala usando una grande forza di polizia il 14 luglio 2006. Numerose squadre di polizia anti-sommossa addestrate specificamente a soffocare le azioni di disobbedienza civile sono state mandate a Shanyrakh. Hanno di nuovo incontrato un’aspra resistenza da parte degli abitanti. Sono seguiti lanci di pietre, di gas lacrimogeno e di proiettili di gomma. Tutto questo ha provocato un gran numero di persone ferite e traumatizzate da entrambe le parti. Un poliziotto é stato ucciso (!), quaranta poliziotti hanno riportato ferite gravi e altri tre sono stati presi in ostaggio dai risentiti abitanti di Shanyrakh. La polizia ha usato proiettili di gomma e cannoni ad acqua. Almeno un carro equipaggiato con un cannone ad acqua è stato incendiato nella confusione generale. Sono stati bruciati alcuni dispositivi anti-sommossa della polizia. Durante la sanguinosa rissa sono state issate bandiere rosse sulla folla da alcuni attivisti radicali e dai loro sostenitori tra gli abitanti che si sono rivolti alla comunità internazionale con un appello alla solidarietà. Si sono sentite le grida “Abbasso Nazarbayev“, il che ha reso la scena degli scontri più simile ad un’azione politica che a un conflitto sociale “minore”.

 

Alla fine la polizia e le autorità hanno ceduto. Gli sfratti si sono fermati, almeno per un po’

 

Adesso parecchie cause giudiziarie attendono verdetto per quanto riguarda i disordini, e i funzionari di stato e la polizia stanno cercando di andare avanti ora con le loro attività di “applicazione della legge”. Lo stanno facendo in modo più cauto e attento adesso! Il fatto è che ci sono altre 14 zone di questo tipo ad Alma Ata, popolate da circa 200.000 abitanti. In questo momento la situazione è abbastanza tesa nell’ex capitale di questa repubblica Asiatica. 

Tutto questo si svolge sullo sfondo dei recenti avvenimenti della vicina repubblica del Kirghizistan. Un’altra rivoluzione “dei fiori” sta arrivando? La questione è posta da molti in questa maniera adesso. Almeno una cosa è chiara: l’instabilità è comune sul territorio di molti ex paesi sovietici. E si diffonderà ulteriormente.

Il principale risultato degli avvenimenti in Kazakistan è che il mondo ha visto un altro centro di instabilità nell’area post-sovietica. Allo stesso tempo questi avvenimenti possono essere considerati un buon esempio di ampia resistenza popolare all’arbitrarietà e alla mancanza di regole dello stato. Il popolo può vincere molto se osa resistere!

Al momento due giovani sono ufficialmente in prigione. I loro nomi sono Mukhazhanov Nurkhat, nato nel 1983, e Tompakhov Ilyas, nato nel 1986. Sono stati arrestati il 12 maggio 200, per aver opposto resistenza all’arresto della polizia durante uno dei primi tentativi di sfrattare gli abitanti di Shanyrakh. Sono stati accusati di “lesioni fisiche a poliziotti in servizio“. Tuttavia, non è vero. Loro stessi sono stati maltrattati senza pietà dalla devastante polizia anti-sommossa quel giorno.

 

La Resistenza Socialista del Kazakistan chiede a tutti gli attivisti per i diritti degli abitanti di mandare i loro messaggi e-mail di protesta ai seguenti indirizzi e-mail, numeri di telefono e fax:

 

Ufficio del sindaco della città di Alma ata:

Telefono:(3272)716557
Telefono /fax: (3272)  93 47 10

Il sindaco si chiama Imangaly Tasmagambetov

Sito web ufficiale del sindaco: www.almaty.kz

Indirizzo e-mail: mayor@almaty.kz

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Materiali e foto - Fonte: socialism-rk@mail.ru e ainur1917@yandex.ru www. zonakz.net

Articolo basato sul materiale postato sul sito web della Resistenza Socialista del Kazakistan.

 

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Traduzione dall’originale “ Uprising in Kazakhstan: the story of Shanyrakh”. Diletta Ceruti, Simona Corna, volontarie International Alliance of Inhabitants. Ottobre  2006.

 



*          Yury Simonov, giornalista, San Pietroburgo, ottobre 2006


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