Back

Indice Comunicati

Home Page

COMITATO INQUILINI

 

 

Unione Inquilini - Livorno

Sez. Mauro Giani

Via Pieroni, 27 – 57123 Livorno

Tel.0586 884635 - fax 0586 211016

La sede è aperta ogni giorno dalle 17 alle 19 (escluso il sabato)

E mail: unioneinquilini.li@libero.it  Sito internet: www.unioneinquilini.it

 

Livorno 14 ottobre 2006
COMUNICATO STAMPA

 

CASA/SFRATTI: “IL GOVERNO PRODI AVVIA FINALMENTE

UN PERCORSO PER AFFRONTARE LA QUESTIONE ABITATIVA IN MANIERA STRUTTURALE.

TUTTAVIA IL DECRETO NON AFFRONTA IL CUORE DELL’EMERGENZA ABITATIVA: GLI SFRATTI DI MOROSITA’

 

Il consiglio dei Ministri ha licenziato il decreto sfratti, atteso da mesi: hanno diritto alla sospensione dello sfratto, le famiglie che hanno un reddito complessivo lordo inferiore a 27 mila euro e che abbiano nel nucleo familiare o anziani ultrasettantenni o portatori di handicap o figli a carico. Rileviamo che la sospensione che arriverà fino a giugno 2007, se il locatore è un piccolo proprietario, o fino al giugno 2008 per l’inquilini delle grandi proprietà, solo a condizione che il comune invii al governo entro 60 giorni un programma per affrontare l’emergenza abitativa.

L’Unione Inquilini ha predisposto appositi moduli da compilare e da inviare al giudice dell’esecuzione o all’ufficiale giudiziario.

Apprezziamo che da oggi il Governo italiano si rapporti alla questione casa non in maniera esclusivamente emergenziale, ma avvii un percorso programmatico, con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati, le regioni, gli enti locali e le organizzazioni sindacali.

In riferimento al testo approvato riteniamo importante l’avere ampliato la platea degli aventi diritto alla sospensione degli sfratti, aumentato il tetto di reddito, e soprattutto l’aver investito della proroga tutti i comuni ad alta tensione abitativa, e non solo le grandi città. Inoltre la richiesta di conoscere i programmi, e le effettive necessità, dei comuni e la decisione di istituire un tavolo nazionale per definire un programma pluriennale, fa sperare che questo sia l’inizio di un intervento strutturale.

La novità della proposta è data infatti dal collegamento delle sospensioni delle esecuzioni degli sfratti ai documentati programmi pluriennali dei comuni. Il rischio di far pagare agli sfrattati le inadempienze dei comuni esiste, ma può essere fronteggiato agendo sui consigli comunali e regionali e sugli assessori. I piani devono essere presentati entro (60 giorni dall’entrata in vigore del decreto). Da parte nostra ci impegneremo in un’azione di verifica e confronto, con sindaci e assessori dell’Unione, affinché non si perda questa occasione di rilancio dell’ERP.

Dobbiamo prioritariamente individuare le opere cantierabili per utilizzare i finanziamenti. Occorre una ricognizione di quello che sta succedendo, delle operazioni in corso, degli effetti delle scelte… urbanistiche e rivedere in questa luce i dati sui processi in atto sulle aree ex industriali e sui cambiamenti di destinazioni d’uso.

Pensiamo che a livello locale bisognerà correggere la rotta intrapresa dalla Lode e Casalp, e della Regione, che continuano la vendita delle case popolari, anche a chi non aveva firmato nessun compromesso, né fatto richiesta d’acquisto, senza nemmeno verificare se permangono i requisii necessari d’assegnatari.

Dopo la vicenda di Stringi, che è stata un’operazione di privatizzazione d’alloggi ristrutturati con fondi pubblici destinati all’emergenza abitativa, assistiamo alla variante La Marmora che consente la privatizzazione di 2/3 dell’attuale volume e delle aree attualmente di proprietà pubblica.

Anche Padula destinata alla demolizione dal piano della porta a terra potrebbe diventare la prossima pietra dello scandalo nel processo inarrestabile di cessione del patrimonio collettivo alla speculazione privata.

Proponiamo di convocare una riunione dei movimenti e dei sindacati che affronti l’insieme delle questioni attivate da questo decreto e le proposte della giunta per il rilancio dell’edilizia pubblica.

Il principale limite della proposta è l’esclusione da ogni protezione degli inquilini morosi. Qualcosa si deve fare nei tempi della conversione in legge del decreto.

1)       rivisitare la legge 25/80 (cosiddetta Legge Andreatta) che disponeva dei contributi per sanare le morosità, con un fondo che era gestito dai Prefetti;

2)       2) chiedere che la conferenza Stato-Regioni emani un indirizzo che consenta – parificandone i punteggi – agli sfrattati per morosità di partecipare con questo titolo ai bandi per l’assegnazione delle case popolari, facendo riferimento anche alla Legge Regionale del Lazio. In questo modo si può determinare un’omogeneizzazione della protezione per tutti gli sfrattati con medesime condizioni economiche.

 

L’Unione Inquilini del resto non ritiene che l’approvazione del decreto legge sia esaustivo. E’ necessario che altre misure di rilevante concretezza siano inserite nella legge finanziaria a partire da misure atte a calmierare gli affitti privati, e l’aumento delle risorse per il fondo del contributo affitto da portare ad almeno 500 milioni di euro/anno. In ultimo occorre mettere a punto un’efficace protezione sociale per la parte più debole degli espulsi da un indecente mercato abitativo, i cosiddetti inquilini morosi.

 

p. U.I

Daria Faggi


Top

Indice Comunicati

Home Page