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ULTIMORA: VIETATA LA MANIFESTAZIONE PER IL DIRITTO ALLA CASA DI BARCELLONA

Poco prima dell'inizio delle due iniziative in programma questo pomeriggio/sera la polizia ha notificato agli organizzatori il divieto,  minacciando multe pesantissime in caso di violazione.

Le motivazioni addotte, che fanno il paio con quelle alla base del rinvio dell'incontro europeo dei ministri della casa, nascondono la volonta' di sfuggire al confronto con le organizzazioni degli abitanti e i movimenti sociali urbani che, sempre piu', sono in grado di mobilitare a sostegno del diritto alla casa.

E' una vergogna!

Difficile credere che i rinvii siano la soluzione alla mancanza di politiche abitative pubbliche adeguate: la crisi alloggiativa e' troppo evidente per essere nascosta e richiede il confronto con tutte le parti, movimenti sociali urbani inclusi.

Percio' la mobilitazione popolare e non violenta per il diritto alla casa senza frontiere continuera´ nei singoli paesi e a livello europeo. 

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Lettera aperta ai Ministri della casa europei

IL GOVERNO SPAGNOLO RINVIA L'INCONTRO EUROPEO DEI MINISTRI DELLA CASA,CONFERMATO INVECE L'IMPEGNO DI LOTTA DELLE ORGANIZZAZIONI DI ABITANTI

L'incontro europeo dei ministri della casa (Barcellona, 16-17 ottobre 2006) è stato improvvisamente spostato a data da destinarsi dal governo spagnolo per "timori di violenze da parte di gruppi antisistema".

Ci rammarichiamo per questa decisione perché fa perdere un'occasione di confronto indispensabile a tutti,istituzioni e forze sociali, per affrontare con decisione la crisi abitativa che colpisce tutti i paesi europei.

Non siamo a conoscenza delle temute violente, a meno che qualcuno non voglia considerare tali l'iniziativa assolutamente pacifica programmata in quella occasione dalle organizzazioni di abitanti per far sentire ai ministri europei il grido di dolore, ma anche le proposte, dei senza casa, sfrattati e mal alloggiati.

Facendoci portavoce di queste istanze, come IAI avremmo voluto ascoltare i ministri e portare loro direttamente le analisi e le proposte elaborate a livello europeo.

Lo facciamo comunque, diffondendo pubblicamente questa "Lettera aperta" confidando che l'appuntamento sia solo rinviato: sappiano i ministri, tutti, che non il movimento di lotta per il diritto alla casa non li lascerà soli, mai.

Le Giornate Mondiali Sfratti Zero continuano infatti in moltissimi paesi durante tutto il mese di ottobre.

La manifestazione di Barcellona è perciò confermata, non per occupare uno spazio lasciato vuoto, piuttosto per rilanciare il confronto a cui le istituzioni si negano

Prossima tappa: la riunione preparatoria degli Stati generali europei per il diritto alla casa e alla città (Bruxelles, 7 dicembre 2006).

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LETTERA APERTA DEI MOVIMENTI SOCIALI URBANI AI MINISTRI DELLA CASA EUROPEI
(Barcellona, 16-17 ottobre 2006)


Signori Ministri,
Vi scrivo a nome dell'Alleanza Internazionale degli Abitanti (IAI), rete internazionale di organizzazioni sociali (associazioni, unione inquilini, comitati di mal alloggiati e senzatetto, cooperative di abitazione, centri sociali, volontari e associazioni di migranti) impegnate da anni nella difesa del diritto alla casa senza frontiere.

In particolare, siamo impegnati nell'elaborazione di proposte per far fronte agli effetti negativi della costruzione dell'Unione europea sulle questioni urbane ed abitative.

Consideriamo particolarmente importante il vostro incontro di Barcellona: si tratta di un'occasione fondamentale non solo per confrontare le diverse esperienze, ma soprattutto per offrire risposte concrete ai senzatetto e ai precari della casa, cercando di trovare una strada comune nella costruzione del futuro dell'Unione Europea.

Dopo lo stop dei mesi scorsi, è infatti già avviata la discussione sulla nuova Costituzione Europea che, inevitabilmente, si incrocia con quella sulle competenze e sulla allocazione dei fondi strutturali.

Perciò è indispensabile il coinvolgimento di tutte le parti sociali, istituzionali e politiche.
Anche IAI vuole svolgere il proprio ruolo, amplificando a tutti i livelli la voce e le proposte degli abitanti delle città europee che, sempre più durante queste ultime settimane, si stanno mobilitando per il diritto alla casa a Parigi come a Barcellona, a Roma come a Mosca e in molte altre città europee.

Di questo abbiamo discusso, organizzazioni sociali, autorità locali, professionisti del settore, durante il Foro Sociale Europeo di Atene (maggio 2006), lanciando la proposta degli Stati Generali del Diritto alla casa e alla città, spazio tematico di confronto e iniziativa per contribuire a costruire un futuro basato sui diritti, le persone e i popoli.

Questo stiamo rivendicando a livello internazionale con le mobilitazioni che coinvolgono moltissime organizzazioni sociali nel quadro delle Giornate Mondiali Sfratti Zero e per il diritto alla casa durante tutto questo mese di ottobre.

Su queste basi vi proponiamo di intervenire al vostro meeting di Barcellona rivolgendoci a ciascuno di voi e a voi collettivamente, offrendo queste riflessioni e proposte.

La casa è un diritto riconosciuto ma violato


Tutti gli Stati aderenti all'Unione Europea hanno ratificato dei Trattati e Convenzioni internazionali che riconoscono e proteggono il diritto alla casa: la Dichiarazione Universale sui Diritti Umani (art. 25), il Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali (art.11), la Convenzione sui Diritti dell'Infanzia (art.27), la Convenzione per l'Eliminazione delle Discriminazione contro le Donne (artt. 14 e 15), la Convenzione per la Protezione dei Diritti umani e delle Libertà Fondamentali (art. 8) , la Carta Sociale Europea (artt. 15, 16, 19, 23, 30, 31), la Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea (art. 2, comma 94).

Tuttavia, nonostante questo riconoscimento legale, spesso rafforzato nelle Costituzioni e nelle legislazioni nazionali, nonostante gli impegni assunti da tutti gli Stati anche con l'Obbiettivo del Millennio n. 7-11, che prevede il miglioramento delle condizioni abitative per 100 milioni di persone entro il 2020, e la Strategia di Lisbona per l'inclusione sociale a livello europeo, il diritto alla casa è sempre più violato.

Perciò dobbiamo sottolineare negativamente che anche i paesi dell'Unione Europea stanno contribuendo al fallimento di tali obbiettivi minimi, stante la previsione di un ulteriore aggravamento della crisi alloggiativa globale per altri 700 milioni di persone entro la stessa data.

In Europa la crisi alloggiativa riguarda ormai 70 milioni di persone mal alloggiate, delle quali circa 18 milioni sono alloggiate precariamente e 3 milioni risultano senzatetto. Si tratta di persone escluse dal mercato immobiliare e dalla mancanza di adeguate politiche sociali, a cui né i singoli stati, né le autonomie locali, né il social housing privato riescono ad offrire soluzioni soddisfacenti.
Questa situazione di crisi è amplificata dalla libera circolazione di investimenti speculativi all'interno dell'Unione europea, dalle privatizzazioni del settore abitativo sociale e dalle liberalizzazione del settore nei paesi UE e in quelli che vi stanno accedendo, dalle migrazioni dai paesi poveri e dalla gentrification delle città e delle località turistiche, dall'aggressione dei REITs (Real Estate Investment Trusts) al settore residenziale. Ne derivano l'aumento esorbitante dei prezzi immobiliari, della precarizzazione dei rapporti locativi e ipotecari, degli sfratti e degli sgomberi che colpiscono i giovani, i migranti, gli anziani, ma anche le famiglie con reddito medio.

Si tratta di una realtà che nega l'inclusione sociale, favorendo invece l'aumento delle diseguaglianze, della speculazione e della corruzione.

Disuguaglianze a cui non riescono a far fronte né gli stati, anche a causa del taglio dei budget imposti dai meccanismi di controllo dell'Euro, né le amministrazioni locali, né le politiche di social housing privato a cui sono decentrate tali competenze senza l'allocazione delle risorse necessarie.

Il fallimento dell'approccio liberista dell'Unione Europea alla questione abitativa

La competenza dell'Unione europea riguarda ormai molti aspetti della questione abitativa e urbana, ma, anziché operare per il riconoscimento del diritto alla casa, ne accentua il carattere mercantile (direttive sulle costruzioni, assicurazioni, appalti, tassazione, fondi FEDER e BEI, programmi Urban, ecc.) e, prepotentemente, sta invadendo anche la sfera del servizio pubblico dell'alloggio. La Commissione europea per la libera concorrenza sta infatti pesantemente intaccando il settore in vari paesi (contestazione del sistema di finanziamento – libretto A- del settore in Francia, richiesta di privatizzazioni all'Olanda, contestazione delle facilitazioni fiscali alle società comunali svedesi, divieto di esonero fiscale degli enti gestori le case popolari Berlino, ecc.). Nel contempo, il Parlamento europeo ha votato l'esclusione del settore abitativo sociale dalla Direttiva Bolkenstein sulla liberalizzazione dei servizi pubblici limitatamente alla parte caritativa: se fosse definitivamente approvata, vorrebbe dire la morte dell'edilizia sociale come alternativa al libero mercato.

Per il diritto alla casa come base della competenza dell'Unione Europea

Stante il fallimento dell'approccio liberista, le organizzazioni sociali che operano nel campo dell'alloggio propongono con forza ai vostri rispettivi governi e all'Unione Europea:
• il riconoscimento esplicito del diritto alla casa nella costituzione dell'Unione Europea, il rispetto delle obbligazioni legali da parte dei poteri pubblici e l'esigibilità di tale diritto a tutti i livelli;
• l'approvazione della Carta del Diritto alla città come base delle politiche urbanistiche;
• l'approvazione di una Direttiva europea affinché la sicurezza abitativa sia garantita a tutti: con l'introduzione di nuove garanzie pubbliche nei contratti locativi, la protezione contro la speculazione e il mobbing immobiliario e nell'accesso alla proprietà, cancellando gli sfratti senza rialloggio dignitoso, con un costo-casa che non superi una certa percentuale sui redditi attraverso il controllo dei prezzi e anche con uno specifico contributo pubblico;
• il rilancio del servizio pubblico dell'abitazione: dovrebbero essere sviluppate politiche pubbliche per recuperare, realizzare o acquisire al settore pubblico a livello europeo circa 8 milioni di alloggi, finanziati anche da uno specifico Fondo Europeo di compensazione per il Diritto alla casa;
• l'introduzione di una tassa europea sulle proprietà immobiliari sfitte, le terre incolte e le transazioni immobiliari speculative al fine di integrare tale Fondo Europeo;
• la totale esclusione del settore pubblico dell'abitazione dalla Direttiva Bolkenstein sulla liberalizzazione dei servizi pubblici di interesse generale;
• la moratoria dei processi di privatizzazione del settore abitativo al fine di studiare gli effetti prodotti e le possibili alternative;
• il divieto dell'intervento dei REITS nel settore abitativo residenziale;
• la sperimentazione di un nuovo tipo di edilizia sociale, sensibile al multiculturalismo e alle questioni dell'esclusione sociale, in partenariato tra le autorità locali e la società civile, come ad esempio le cooperative di autocostruzione e a proprietà collettiva, attraverso meccanismi di democrazia partecipativa.

Signori Ministri,

su queste basi siamo disponibili ad ascoltare le vostre analisi e proposte e a proseguire il confronto.

Abbiamo fiducia nell'apertura di questo dialogo rimanendo nell'attesa delle vostre risposte, individuali e collettive, sulla base delle quali definiremo la nostra attitudine e le iniziative che assumeremo nei singoli paesi e a livello continentale.

Cesare Ottolini
Coordinatore di IAI

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