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Ciao a tutti,

e grazie a Silvia per la sintesi di Londra che arricchisce il nostro dibattito.

Vorrei sottolineare due questioni:

* la proposta degli Stati generali per il diritto alla casa e alla città
è un processo collettivo, non riconducibile ad una persona, iniziato prima del FSE di Atene e rafforzato in quella sede come si può leggere su http://it.habitants.org/article/articleview/1676/1/446/
Prossima tappa, il 7 dicembre 2006 presso il Parlamento europeo.

* la mobilitazione europea è davvero in corso, nel quadro delle Giornate Mondiali Sfratti Zero, e trova nell'incontro europeo dei ministri della casa un catalizzatore importante. Tanto che, di fronte alla mobilitazione programmata, il governo spagnolo ha preferito spostare ad altra data il meeting.
Il movimento di lotta per la casa ha invece mantenuto la mobilitazione.
portando in piazza centinaia di persone, come potete vedere cliccando qui mentre IAI ha inviato ai ministri europei della casa la Lettera aperta che trovare cliccando qui


Ciao

Cesare

***   ***   ***



staticitta@transform.it ha scritto:
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SINTESI LONDRA 29.09-02.10.06						Silvia Macchi

Di seguito trovate una sintesi dei principali temi affrontati durante i 4 giorni per il diritto alla casa e alla terra organizzati a Londra da l’Unione Inquilini di Londra (London Tenants’ Union), il London Social Forum, Habitat International Coalition (HIC) e l’INURA (International Network of Urban Research and Action). 
Nutrita la presenza di tedeschi dell’Unione Inquilini della Ruhr. Dal Sud Europa erano presenti due greche del Social Forum di Atene, un turco (Istambul), un francese (Marsiglia) ed io (Roma). Tutti i presenti avevano partecipato al tavolo sull’abitare del Social Forum Europeo di Atene, a maggio scorso.

Nei 4 giorni si sono tenuti 4 incontri/eventi
1.riunione per una Campagna Europea contro i REITs (Real Estate Investment Trusts) e proposta di creare un coordinamento europeo per HIC
2.confronto con le organizzazioni dell’inquilinato di Londra per individuare temi di lavoro comuni a scala europea e internazionale
3.riunione del Social Forum di Londra sui temi della privatizzazione del patrimonio residenziale pubblico e della speculazione immobiliare, con particolare attenzione ai nuovi progetti di sviluppo della London Development Agency (LDA) in relazione alle prossime Olimpiadi di Londra
4.protesta e conferenza stampa davanti alla sede della London Development Agency

I temi affrontati:

La situazione della casa a Londra
E’ in atto un importante processo di dismissione del gran numero di case pubbliche che appartengono a fondazioni o alle municipalità. I progetti di sviluppo della amministrazione londinese (guidata da Ken il rosso!) prevedono sempre demolizioni di abitazioni pubbliche e spesso trasferimento degli abitanti altrove, oltre che completa distruzione della piccola economia locale (commercio e artigianato). L’obiettivo del sindaco Ken è la valorizzazione del patrimonio esistente, ovvero la reimmissione sul mercato del patrimonio di edilizia residenziale pubblica (vedi le demolizioni previste dal PRG di Roma per i vari PEEP già realizzati) con aumento dei valori immobiliari sia in termini di vendite che di affitti.
Le strategie delle organizzazioni locali per cercare di arginare il processo sono:
azioni legali per contestare i progetti di sviluppo (usano molto le normative europee sulla Valutazione Strategica Ambientale e andrebbe verificata la possibilità di fare questo anche da noi)
elaborazione di contro progetti realizzata direttamente dalle organizzazioni dell’inquilinato con l’ausilio di alcuni professionisti e/o universitari (mentre rifiutano categoricamente di partecipare alle procedure partecipative organizzate dal Comune perché ritengono che siano una buffonata)
creazione di Società a responsabilità limitata tra inquilini per l’acquisto delle abitazioni (fanno così anche in Germania perché ritengono che le Srl siano molto più adatte delle cooperative allo scopo, ma è troppo lungo da spiegare qui. Ne possiamo parlare)
richieste di quote di abitazioni a prezzi sociali all’interno delle nuove edificazione (ma questo non elimina il problema della distruzione dell’economia locale e comunque esclude molti)
azioni di resistenza di vario tipo
Alcune notazioni interessanti. 
Il Piano di Londra prevede che si costruisca solo sulle aree dimesse. Questo ha portato ad una accelerazione delle dismissioni da parte dei proprietari di aree e imprese. 

La questione dei REITs
Si tratta di una nuova forma di società immobiliari. La differenza con le normali società è che si tratta di Trust (cartelli?) che riuniscono soggetti di vario tipo e nazionalità (dalla Deutsche Bank ai fondi pensione del pubblico impiego californiano) e che, per le norme contro la doppia tassazione, non pagano le imposte sull’aumento dei valori immobiliari nel luogo in cui operano. Tali imposte vengono pagate solo dai singoli azionisti nei paesi dove hanno sede legale. Questo comporta che, oltre all’aumento dei valori immobiliari, i luoghi in cui operano subiscono una sottrazione di entrate fiscali.
Le altre caratteristiche dei REITs sono:
possono operare solo nel settore immobiliare (con vincoli che vanno dal 70 al 90% a seconda dei paesi) e per ora sempre nelle compra-vendite (non sembra ci siano casi in cui intervengono delle nuove edificazioni)
devono ridistribuire tutti i proventi (dal 90 al 95%) agli azionisti
Ovviamente non intervengono solo sulle abitazioni pubbliche, ma anche su altro patrimonio pubblico (ad es. scuole) e privato (aree industriali, commerciali, ecc.). 
Di fatto accelerano i processi di valorizzazione di qualsiasi patrimonio il cui proprietario abbia urgenza di denaro liquido e difficoltà a vendere (comprano, sfrattano, rivendono).
Non so come sia la normativa in Italia, se ammette o meno la presenza di REITs. Di sicuro esistono in altri paesi europei (Francia, da gennaio 2007 Gran Bretagna). In Germania non sono ancora permesse ma il governo sta lavorando in questa direzione. Per questo l’Unione Inquilini tedesca (un milione di iscritti, sigh!) si è mobilitata per ottenere che i REITs non possano operare sul patrimonio residenziale pubblico.
Comunque alla fine i punti che sono emersi come condivisibili dalle diverse realtà nazionali europee (al di là della specificità dei REITs) sono:
la difesa del patrimonio residenziale pubblico (il che significa, ad es., che in caso di vendita tutto il denaro realizzato, compresa la valorizzazione, va reinvestito nel residenziale pubblico)
l’esigenza di un’equa redistribuzione dei benefici derivati da operazioni di valorizzazione immobiliare, indipendentemente dal fatto che il bene valorizzato sia pubblico o privato (vedi regime fiscale delle rendite immobiliari)
l’esigenza di mantenere la tassazione degli incrementi di valore legata ai luoghi tali incrementi vengono realizzati, quale risarcimento del danno sociale legato alla valorizzazione
Last but non least, resta aperto il problema del che fare per bloccare la speculazione immobiliare. Un economista ha spiegato al Social Forum di Londra quanto sia insensato concentrarsi sulla tassazione progressiva dei redditi da lavoro quando i veri profitti sono legati alla rendita immobiliare. Quando anche un ricco pagasse 5 volte le tasse di un povero (in valori assoluti), il ricco resta in grado di recuperare ampiamente ciò che versa all’erario investendo in immobili. Anzi, se il povero usufruisce dei benefici sociali degli investimenti pubblici fatti con i suoi soldi – poiché fruisce dei servizi che essi producono – il ricco vede aumentare il valore dei suoi immobili grazie agli investimenti pubblici (es. un nuovo giardino pubblico per l’abitante non proprietario di casa è un servizio in più, per l’abitante proprietario è soprattutto un aumento di valore della sua casa che supera di gran lunga il valore d


el servizio di cui fruisce).

Come organizzarsi in Europa e a livello internazionale
La proposta di creare un HIC Europa non è stata ben accolta. Piuttosto si è proposto di continuare a lavorare su una Campagna europea contro la speculazione immobiliare, in linea con quanto deciso ad Atene.
Non so bene come si può andare avanti da questo punto di vista. Se ci si sposta dalla casa alla speculazione, i ministri delle finanze (o del bilancio) diventano interlocutori molto più importanti di quelli della casa. 
Resta il fatto che nessuno a Londra sapeva dell’incontro di Barcellona. Anzi, lo hanno definito “illegale” per ché la casa non è di competenza della UE. Tedeschi ed inglesi continuano ad essere contrari agli STATI GENERALI SULLA CASA, promossi da Ottolini, soprattutto perché ritengono che Ottolini riconosca troppa importanza alla UE mentre loro ne diffidano. Preferirebbero veder riconosciuto il Diritto alla Casa dalle singole nazioni piuttosto che dalla UE, visto che tale diritto è già riconosciuto a livello internazionale. 
Ne riparleremo a voce perché credo che ci siano delle alchimie politiche che mi sfuggono.
Intanto mi sembra importante segnalarvi un lavoro fatto da HIC sulle violazioni del diritto alla casa e alla terra
http://www.hic-net.org/#3
Ultima notazione. Ad un certo punto della discussione sui REITs ci è sembrato di intravedere la possibilità di coinvolgere gli enti locali in una campagna contro questo specifico strumento di speculazione. In effetti le imposte sulla valorizzazione immobiliare appartengono allo stato mentre i guai della valorizzazione restano tutti in mano agli enti locali. Andrebbe indagata la possibilità di coinvolgimento della rete dei nuovi municipi, così come già è avvenuto nel caso dell’acqua.

  


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