Back

Indice Comunicati

Home Page

Duecentomila famiglie interessate

Duecentomila famiglie interessate. 600.000 persone che vivono sulla propria pelle o su quella dei propri familiari situazioni  di povertà o comunque di grave disagio sociale, malati o invalidi.

E’ la vita di queste persone ad essere messa in gioco dalla bocciatura al Senato del decreto blocca sfratti.

Il provvedimento contro cui Forza Italia ha presentato  la pregiudiziale di incostituzionalità prevedeva che le famiglie con un reddito familiare annuo fino a 27.000 euro, con all’interno del nucleo familiare un ultrasettantenne o figli a carico o un malato terminale o un portatore di handicap usufruissero di una tregua di tre mesi dallo sfratto per finita locazione e che  fosse possibile accedere ad  un’ulteriore proroga fino a fine giugno 2007 se residenti in comuni con oltre 10.000 abitanti. Proroga condizionata alla presentazione da parte del comune di residenza di un piano pluriennale di edilizia agevolata e sovvenzionata. Il decreto prevedeva anche un piano nazionale straordinario per creare nuovi alloggi in affitto a canone sociale.

Un insieme di misure insomma che si confrontava con la necessità di dare sollievo a problemi drammatici e immediati, e insieme cominciava a costruire una via per uscire dalla dimensione emergenziale delle soluzioni.

Alla destra non piaceva. 

I lungi applausi e l’esultanza dei senatori della destra, i “festeggiamenti” con cui è stato salutato l’esito della votazione al Senato dovrebbero essere trasmessi in televisione nelle ore di massimo ascolto. E le registrazioni andrebbero conservate per proiettarle magari quando qualche esponente della Lega tuona  contro gli immigrati accusati di portar via la casa ai cittadini italiani più deboli o  inveisce contro i Pacs accusati di dissolvere la Famiglia (quella con la F maiuscola). Non è un problema se domani tante famiglie, in carne ed ossa, con minori, genitori anziani, malati terminali rischiano di finire per strada.

L’esultanza della destra è la fotografia più limpida di quello che essa rappresenta: gli interessi della grande proprietà immobiliare, l’insensibilità alle sofferenze e ai problemi dei più deboli, la strumentalità e il cinismo politico più assoluto.

C’è bisogno di una risposta immediata a livello istituzionale e sociale.

Il Governo deve trovare una soluzione di salvaguardia per queste persone  e presentare subito un nuovo decreto. E la maggioranza deve fare in modo che quanto accaduto oggi non si ripeta. Sappiamo bene che la vita dei senatori è una estenuante prova di resistenza in una situazione difficilissima in cui persino il diritto ad ammalarsi è messo in discussione.

Ma su questioni di questa natura si gioca la ragion d’essere stessa dell’Unione. La sua capacità di essere in sintonia con i bisogni sociali del paese, e dei soggetti più fragili prima di tutto. La sua capacità di costruire un paese più giusto e civile.

 

Roberta Fantozzi


Top

Indice Comunicati

Home Page